PARCO
DEL POLLINO: SI PUNTI AD UNA NUOVA GESTIONE REALMENTE
ATTENTA ALLE PROBLEMATICHE DELLE REALTA LOCALI ED ALLO
SVILUPPO SOSTENIBILE
Al Ministero
dell'Ambiente
Direzione per la Conservazione della Natura
Viale Cristoforo Colombo 44 - 00145 ROMA
e al Commissioner
for Environment
European Commission
Rue de la Loi, 200
Bruxelles 1049
Il Parco del
Pollino a giudicare dal fermento seguito ai Suoi provvedimenti
delle ultime settimane sembrerebbe essere ad un punto di svolta,
se riuscirà finalmente a vedere la luce una nuova fase
di gestione realmente attenta alle problematiche delle realtà
locali ed allo sviluppo sostenibile ma non per questo disposta
a scendere a compromessi per quel che riguarda la tutela degli
ecosistemi e della biodiversità che vi si tutela. Nonostante
i suoi innumerevoli problemi e tra le sue mille contraddizioni
degli ultimi anni, il Parco del Pollino ha rappresentato,
certo non secondo le migliori aspettative, un elemento di
protezione dei valori ambientali e naturalistici di quelle
aree e rimane lunica ipotesi in campo per la valorizzazione
ed il recupero di quel territorio, per molti altri aspetti
penalizzato, costituendo ancora oggi forse lunica occasione
possibile per il suo rilancio economico.
Gli ultimi atti
dellEnte Parco, non sembrano andare in questa direzione,
non sembrano coerenti con le politiche di sviluppo sostenibile,
non sembrano in linea con la difesa degli interessi del sistema
ambientale Pollino. In particolare intendiamo sottolineare
alcune questioni fondamentali su cui esprimiamo la nostra
contrarietà ed auspichiamo che vi possa essere un ripensamento
da parte del Parco (mediante la sua nuova gestione) e degli
Enti territoriali coinvolti in queste decisioni. Proprio negli
ultimi mesi sembra essersi risvegliata allinterno di
alcune amministrazioni locali e dellEnte parco stesso
una volontà di riperimetrazione che sembra dettata
da interessi economici e di sfruttamento del territorio piuttosto
che da motivazioni solidamente supportate da studi e valutazioni
che tutti si aspetterebbero realizzate prima di escludere
territori fondamentali per la conservazione della biodiversità
mediterranea dallarea protetta. Lipotesi di riperimetrazione
del Parco in senso di ridimensionamento totale dellarea
protetta è stata spesso motivata con la necessità
di andare incontro alle popolazioni, già deluse dalla
mancata apertura ad attività quali turismo, agricoltura
ed allevamento biologici etc., che chiedono da anni la rivisitazione
del perimetro del Parco e addirittura nello scorso novembre
2006 abbiamo appreso dalla stampa di un incontro avvenuto
presso il Ministero dellAmbiente in cui alcuni sindaci
del Pollino ed il presidente dellEnte Parco chiedevano
rivisitazioni in senso riduttivo dei confini proponendo anche
assurdi criteri altimetrici sulla base ci si chiede di quali
studi e, cosa ancora più inaccettabile, in assenza
del Piano del Parco strumento indispensabile che dovrebbe
tenere conto delle particolari esigenze di tutela naturalistico
paesaggistica del territorio.
Come se tutto
ciò non fosse sufficiente abbiamo appreso nelle ultime
settimane come Le sia stata addirittura presentata una Interrogazione
Parlamentare da Parte dellOn. Ida Ippolito Vitale di
Forza Italia per chiederLe di prendere in considerazione le
richieste di riperimetrazione delle amministrazioni di Mormanno,
Orsomarso e Papasidero giustificandole con motivazioni in
pieno contrasto con le finalità istitutive del Parco
stesso oltre che della ZPS IT9310303 e SIC IT9310025 che verrebbero
impattati da progetti e situazioni gravi paradossalmente portati
alla luce proprio dal testo dellinterrogazione. Si parla
di progetti di due impianti eolici, di due discariche non
attive ma già costruite, e ci si chiede con quali autorizzazioni,
allinterno del Parco di due cave estrattive ed altro
ancora. Una delle due discariche in località Scalette
del comune di Mormanno è a monte delle sorgenti del
fiume S.Nocajo (o Ombrece) che andrebbe assolutamente
protetto dato
che il suo corso è parte essenziale del SIC IT9310025
e poichè alimenta inoltre lomonimo acquedotto
locale. Ricordiamo che molti altri tentativi di riperimetrazione
sono stati effettuati al fine di escludere porzioni di territorio
per fini utilitaristici o per giustificare realtà imbarazzanti
come nel caso della mega Centrale ENEL del Mercure a Laino
Borgo. In conclusione, date tutte queste considerazioni, è
chiaro come non si possa oltremodo tollerare che il Parco
Nazionale del Pollino subisca altre degenerazioni tali da
trasformarlo in un ente dannoso per lambiente e utile
solo a perseguire interessi clientelari e Le
CHIEDIAMO
di non prendere
in considerazione ipotesi di riperimetrazioni in senso riduttivo
che, come quelle menzionate, non tutelino la straordinaria
ricchezza naturalistica ed il paesaggio del Parco e dei siti
di importanza comunitaria in esso presenti e di nominare presto
un nuovo presidente scegliendolo tra personalità di
notevole spessore culturale che possano trasformare la discussione
del bilancio del parco, da un mero bilancio contabile (costantemente
caratterizzato da una pura spartizione di fondi) ad un bilancio
ambientale che contabilizzi ad esempio lincremento della
superficie forestale, la crescita della popolazione della
Lontra o di Pino Loricato, i chilometri di sentieri escursionistici
gestiti e manutenuti, il numero di sentieri natura realizzati,
il numero di imprese eco-turistiche stabilizzate, lefficienza
e la qualità dei servizi turistici. Le nostre indicazioni
sono rivolte a personalità, come già detto in
altre occasioni, del calibro di Franco Tassi, Piero Angela,
Philippe Daverio. Proponiamo anche il Prof. Luca Mercalli,
personalità che potrebbe dare consistenza pratica e
culturale, proprio nel Pollino, al fondamentale ruolo svolto
da una area protetta per la difesa dai cambiamenti climatici
globali e per la difesa del patrimonio forestale essenziale
per contrastare gli effetti dei gas serra sul sovrariscaldamento
globale.