Prime dichiarazioni
di Domenico Pappaterra neocommissario straordinario dellEnte
Parco Nazionale del Pollino. «La prima cosa che mi propongo
di fare dichiara Pappaterra è riaccendere
la speranza e riconquistare la fiducia dei cittadini nei confronti
del Parco. E unimpresa non facile, ma spero di
potercela fare in quanto uomo del territorio,
conoscitore di ogni angolo di questo splendido pezzo di Meridione
dItalia». «Ecco perché Il mio primo
impegno sarà quello di ascoltare i cittadini, le Istituzioni,
gli attori del territorio. Non per fare sterili passerelle,
ma per comprendere meglio da dove ripartire per restituire
lIstituzione Parco alle genti che hanno saputo conservare,
nonostante anni di attesa e di speranze andate deluse, lambiente,
agendo per trasformare il fallimento e la rabbia delle popolazioni
in fiducia e in possibilità di sviluppo».
Pappaterra ringrazia «per la fiducia concessami il Ministro
dellAmbiente, on. Alfonso Pecoraio Scanio, i Presidenti
e gli Assessori allAmbiente di Calabria e Basilicata
per lintesa data alla mia nomina. Rivolgo anche un sentito
apprezzamento a tutti i sindaci che hanno in questi mesi,
sostenuto e richiesto la scelta compiuta dal Ministro, insieme
con i rappresentanti politici e istituzionali delle due regioni.
Ora bisognerà puntare a rendere il Pollino continua
Pappaterra un Parco produttivo sul serio, puntando
alla creazione effettiva di nuove possibilità occupazionali
per i giovani e i meno giovani che hanno deciso di vivere
qui, così come da tempo è stato fatto in altre
aree protette che vantano meno potenzialità delle nostre,
e risolvere la difficile vertenza dei lavoratori precari del
Parco. Per far questo sarà necessario recuperare, sul
piano istituzionale, rapporti di massima collaborazione con
Province e Regioni e dare il giusto ruolo alla Comunità
del Parco, instaurando un raccordo tra gli organi dellEnte
e i 70 Amministratori che la compongono in maniera tale da
fare della Comunità non un semplice organo di ratifica,
ma una vera e propria Consulta da tenere in debita considerazione
sulle questioni strategiche della vita dellarea protetta.
Rendendo i sindaci e i Presidenti di Province, Comunità
del Parco e Regioni i veri protagonisti del futuro del territorio».
La nuova gestione del Parco dovrà puntare, secondo
Pappaterra, ad eliminare la conflittualità pure esistente
sul territorio, attuando un confronto costruttivo con tutte
le associazioni nella consapevolezza che «occorre imprimere
un nuovo dinamismo alle politiche ambientali afferma
il neo commissario straordinario puntando a creare
sviluppo e occupazione». «Bisognerà, poi,
dare al Parco adeguati strumenti di pianificazione, in grado
di dare risposte concrete alle esigenze delle comunità.
Al pari andrà chiusa la questione riperimetrazione,
dintesa con il Ministero e la Conferenza Stato-Regioni».
Infine, tra i punti programmatici di Pappaterra cè
il rilancio dellAccordo Quadro di Programma, sottoscritto
dalle Regioni Calabria e Basilicata, dalle Organizzazioni
sindacali e da Legambiente, ancora più attuale di quando
venne concepito, dieci anni fa. «Costituisce una nuova
e sempre attuale opportunità da utilizzare commenta
Pappaterra facendo riferimento alle risorse nazionali
e regionali e, soprattutto, a quelle europee». Tutto
ciò senza voltarsi indietro. Ma guardando avanti. Con
la collaborazione di tutto il Personale dellEnte Parco,
che va sicuramente valorizzato attraverso una nuova organizzazione
e una nuova pianta organica. Nellottica di rimuovere
le incrostazioni presenti e di rimotivare una struttura che
sappia affrontare in maniera convinta, decisa, leale e con
competenza, senza appello, senza possibilità di intraprendere
strade diverse, la nuova fase che si pone avanti la vita dellEnte».