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[Data di pubblicazione: 06/05/2007]
 
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Prime dichiarazioni di Domenico Pappaterra neocommissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale del Pollino. «La prima cosa che mi propongo di fare – dichiara Pappaterra – è riaccendere la speranza e riconquistare la fiducia dei cittadini nei confronti del Parco. E’ un’impresa non facile, ma spero di potercela fare in quanto “uomo del territorio”, conoscitore di ogni angolo di questo splendido pezzo di Meridione d’Italia». «Ecco perché Il mio primo impegno sarà quello di ascoltare i cittadini, le Istituzioni, gli attori del territorio. Non per fare sterili passerelle, ma per comprendere meglio da dove ripartire per restituire l’Istituzione Parco alle genti che hanno saputo conservare, nonostante anni di attesa e di speranze andate deluse, l’ambiente, agendo per trasformare il fallimento e la rabbia delle popolazioni in fiducia e in possibilità di sviluppo».

Pappaterra ringrazia «per la fiducia concessami il Ministro dell’Ambiente, on. Alfonso Pecoraio Scanio, i Presidenti e gli Assessori all’Ambiente di Calabria e Basilicata per l’intesa data alla mia nomina. Rivolgo anche un sentito apprezzamento a tutti i sindaci che hanno in questi mesi, sostenuto e richiesto la scelta compiuta dal Ministro, insieme con i rappresentanti politici e istituzionali delle due regioni. Ora bisognerà puntare a rendere il Pollino – continua Pappaterra – un Parco produttivo sul serio, puntando alla creazione effettiva di nuove possibilità occupazionali per i giovani e i meno giovani che hanno deciso di vivere qui, così come da tempo è stato fatto in altre aree protette che vantano meno potenzialità delle nostre, e risolvere la difficile vertenza dei lavoratori precari del Parco. Per far questo sarà necessario recuperare, sul piano istituzionale, rapporti di massima collaborazione con Province e Regioni e dare il giusto ruolo alla Comunità del Parco, instaurando un raccordo tra gli organi dell’Ente e i 70 Amministratori che la compongono in maniera tale da fare della Comunità non un semplice organo di ratifica, ma una vera e propria Consulta da tenere in debita considerazione sulle questioni strategiche della vita dell’area protetta. Rendendo i sindaci e i Presidenti di Province, Comunità del Parco e Regioni i veri protagonisti del futuro del territorio». La nuova gestione del Parco dovrà puntare, secondo Pappaterra, ad eliminare la conflittualità pure esistente sul territorio, attuando un confronto costruttivo con tutte le associazioni nella consapevolezza che «occorre imprimere un nuovo dinamismo alle politiche ambientali – afferma il neo commissario straordinario – puntando a creare sviluppo e occupazione». «Bisognerà, poi, dare al Parco adeguati strumenti di pianificazione, in grado di dare risposte concrete alle esigenze delle comunità. Al pari andrà chiusa la questione riperimetrazione, d’intesa con il Ministero e la Conferenza Stato-Regioni».

Infine, tra i punti programmatici di Pappaterra c’è il rilancio dell’Accordo Quadro di Programma, sottoscritto dalle Regioni Calabria e Basilicata, dalle Organizzazioni sindacali e da Legambiente, ancora più attuale di quando venne concepito, dieci anni fa. «Costituisce una nuova e sempre attuale opportunità da utilizzare – commenta Pappaterra – facendo riferimento alle risorse nazionali e regionali e, soprattutto, a quelle europee». Tutto ciò senza voltarsi indietro. Ma guardando avanti. Con la collaborazione di tutto il Personale dell’Ente Parco, che va sicuramente valorizzato attraverso una nuova organizzazione e una nuova pianta organica. Nell’ottica di rimuovere le incrostazioni presenti e di rimotivare una struttura che sappia affrontare in maniera convinta, decisa, leale e con competenza, senza appello, senza possibilità di intraprendere strade diverse, la nuova fase che si pone avanti la vita dell’Ente».


 
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