Nuovi progetti
idraulici minacciano, dopo il fiume Lao, anche il fiume Argentino,
nel territoro del Parco Nazionale del Pollino.
Nel mese di
marzo scorso il dirigente generale del Dipartimento Ambiente
della Regione Calabria, infatti, nel prendere atto del parere
della Commissione di valutazione d'incidenza, aveva espresso
un giudizio favorevole con prescrizione al progetto Centrale
Termoelettrica del Mercure nel Comune di Laino Borgo. Secondo
la Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) - coordinamento
territoriale di associazioni, comitati, movimenti e cittadini,
la valutazione d'incidenza rilasciata dalla Regione Calabria
appare «vistosamente carente e non supportata da studi
approfonditi, così come già evidenziato da importanti
organismi scientifici, nonché privo dei pareri di organismi
nazionali e comunitari. Il nuovo allarme lanciato dalle pagine
della Gazzetta del sud riguarda lArgentino.
Contro la Regione Calabria, (Dipartimento Lavori pubblici
ed acque, Servizio è la posizione del comune di Orsomarso.
Il progetto
cozza con la naturale vocazione di questo territorio ed è
in contrasto con provvedimenti legislativi già esistenti».
Ad Orsomarso si vuole prelevare 640 litri al secondo d'acqua
con presa dalla località Pantagnoli, cuore della riserva
naturale orientata, e restituirla in località Coste
del Mulino a quota 100 metri sul livello del mare, lasciando
la maggior parte del letto del fiume, durante l'anno, praticamente
a secco. Il danno ambientale per flora, fauna e aree ristoro
della Valle dell'Argentino
sarebbe esorbitante. Il fiume Argentino ha una portata nominale
media annua che non supera gli 800 litri al secondo per metro
e una presa d'acqua a monte di questo genere rovina tutto
l'habitat naturale del capriolo autoctono dei monti di Orsomarso.
Da Papasidero si vuole prelevare, invece, 8059 litri d'acqua
al secondo a quota 88 mt. S.l.m. e restituirla a quota 19,50
mt. S.l.m., nei territori del comune di Orsomarso. Anche il
fiume Lao subirebbe danni senza ritorno. Tutte le attività
agricole, turistiche, sportive, nonché flora, fauna
acquatica, tra cui la rarissima lontra, gli habitat naturali
del Parco del Pollino sono a rischio. La Ola, chiede quindi
a Loiero, che venga rivisto il parere favorevole rilasciato
dal Dipartimento Ambiente anche in considerazione
che la legge Finanziaria in merito alle possibili conseguenti
procedure di infrazione comunitaria prevede, tra le altre
cose, che le Regioni colpevoli debbano correggere tempestivamente
le violazioni. E soprattutto prevede di «rivalersi direttamente
sulle Regioni che hanno eventualmente condotto alla sanzione
comunitaria». La questione è tanto grave al punto
che, nella
riperimetrazione del territorio del Parco Nazionale del Pollino,
promossa dall'ex gestione Fino, si vorrebbe escludere dal
territorio del parco la Valle del Mercure-Lao, rivelando,
in questo modo, una volontà inaccettabile e distruttiva
per l'area protetta e per importanti ecosistemi, «asservendoli
al fabbisogno idrico e di biomassa vegetale necessari per
il funzionamento della
centrale». La Centrale Enel del Mercure rappresenta
un nodo irrisolto per il Parco Nazionale del Pollino, perché
spiana la strada a nuovi progetti energetici.