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[Data di pubblicazione: 16/05/2007]
 
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Nuovi progetti idraulici minacciano, dopo il fiume Lao, anche il fiume Argentino, nel territoro del Parco Nazionale del Pollino.

Nel mese di marzo scorso il dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, infatti, nel prendere atto del parere della Commissione di valutazione d'incidenza, aveva espresso un giudizio favorevole con prescrizione al progetto Centrale Termoelettrica del Mercure nel Comune di Laino Borgo. Secondo la Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) - coordinamento territoriale di associazioni, comitati, movimenti e cittadini, la valutazione d'incidenza rilasciata dalla Regione Calabria appare «vistosamente carente e non supportata da studi approfonditi, così come già evidenziato da importanti organismi scientifici, nonché privo dei pareri di organismi nazionali e comunitari. Il nuovo allarme lanciato dalle pagine della Gazzetta del sud riguarda l’Argentino. Contro la Regione Calabria, (Dipartimento Lavori pubblici ed acque, Servizio è la posizione del comune di Orsomarso.

“Il progetto cozza con la naturale vocazione di questo territorio ed è in contrasto con provvedimenti legislativi già esistenti».
Ad Orsomarso si vuole prelevare 640 litri al secondo d'acqua con presa dalla località Pantagnoli, cuore della riserva naturale orientata, e restituirla in località Coste del Mulino a quota 100 metri sul livello del mare, lasciando la maggior parte del letto del fiume, durante l'anno, praticamente a secco. Il danno ambientale per flora, fauna e aree ristoro della Valle dell'Argentino
sarebbe esorbitante. Il fiume Argentino ha una portata nominale media annua che non supera gli 800 litri al secondo per metro e una presa d'acqua a monte di questo genere rovina tutto l'habitat naturale del capriolo autoctono dei monti di Orsomarso. Da Papasidero si vuole prelevare, invece, 8059 litri d'acqua al secondo a quota 88 mt. S.l.m. e restituirla a quota 19,50 mt. S.l.m., nei territori del comune di Orsomarso. Anche il fiume Lao subirebbe danni senza ritorno. Tutte le attività agricole, turistiche, sportive, nonché flora, fauna acquatica, tra cui la rarissima lontra, gli habitat naturali del Parco del Pollino sono a rischio. La Ola, chiede quindi a Loiero, che venga rivisto il parere favorevole rilasciato dal Dipartimento Ambiente anche in considerazione
che la legge Finanziaria in merito alle possibili conseguenti procedure di infrazione comunitaria prevede, tra le altre cose, che le Regioni colpevoli debbano correggere tempestivamente le violazioni. E soprattutto prevede di «rivalersi direttamente sulle Regioni che hanno eventualmente condotto alla sanzione comunitaria». La questione è tanto grave al punto che, nella
riperimetrazione del territorio del Parco Nazionale del Pollino, promossa dall'ex gestione Fino, si vorrebbe escludere dal territorio del parco la Valle del Mercure-Lao, rivelando, in questo modo, una volontà inaccettabile e distruttiva per l'area protetta e per importanti ecosistemi, «asservendoli al fabbisogno idrico e di biomassa vegetale necessari per il funzionamento della
centrale». La Centrale Enel del Mercure rappresenta un nodo irrisolto per il Parco Nazionale del Pollino, perché spiana la strada a nuovi progetti energetici.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it