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[Data di pubblicazione: 17/06/2007]
 
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Interviene sulla questione del taglio boschivo nei Monti dell’Orsomarso, nel parco nazionale del Pollino, l’Associazione La Scossa. Occorre una politica alternativa – scrive Antonio Pappaterra, Presidente della Scossa- alla richiesta incessante di ricchezza delle multinazionali del taglio e del consumo del territorio. In questi giorni, insieme ad un gruppo di ricercatori e di appassionati della natura dei monti di Orsomarso e grazie al contributo della Cgil sezione di Scalea, del gruppo dei Verdi di Rose (CS), in particolar modo del presidente Avv. Nunzia Paese, del consigliere provinciale dei Verdi Mario Bria, di Italia Nostra, che ha dato un impulso determinante attraverso l’impegno di Teresa Liguori, del consigliere comunale di Orsomarso, Angelo Cersosimo e degli amici del Faro di Scalea, stiamo ottenendo adesioni importanti, non ultima quella del consigliere Regionale, On Franco Pacenza, che si è reso disponibile al dibattito per il futuro del patrimonio dei Monti di Orsomarso. Anche dai Paesi vicini è arrivato il sostegno per il gruppo di lavoro che in queste ore formalizzerà la prima task force di difesa e di rilancio della proposta eco-sostenibile dei Monti di Orsomarso. Voglio ringraziare – continua Pappaterra - anche Giovanni Roviello di Papasidero (CS), del Cnr di Napoli per il suo contributo e la disponibilità. I Monti di Orsomarso abbracciano diversi comuni del Tirreno Cosentino e anche della zona del Pollino, per questo solo attraverso una coesione territoriale possiamo fondare una base solida su cui poggiare progetti di sviluppo anche capaci di abbattere la disoccupazione e il precariato. Noi abbiamo bisogno di puntare sulle risorse, non di abbatterle rompendo, di conseguenza, gli equilibri che generano bio-diversità e quindi vita. Il territorio influenza la Storia della gente, ma se si continua a produrre politica di trasformazione generale del sistema naturale e sfruttamento selvaggio delle risorse si genera squilibrio. Tagliando i boschi, anche con il sistema colturale, così come proposto dalla BIO for ENERGY, in vallate scoscese come quelle del comune di Orsomarso, rischierebbe di generare un dissesto idreologico imprevedibile ai danni della cittadina stessa. Bisogna che i cittadini vengano informati meglio sulla questione.

 
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