Il Commissario straordinario dellEnte
Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, come preannunciato,
ha chiesto al Ministro dellAmbiente, Alfonso Pecoraro
Scanio la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale per
affrontare la vicenda della Centrale Enel del Mercure. Pappaterra
richiama nella lettera inviata al Ministro, la recente ordinanza
del TAR della Calabria, che ha rigettato listanza di sospensione
del provvedimento favorevole di Valutazione dIncidenza
della Regione Calabria, impugnato con i ricorsi presentati dal
WWF, Legambiente e Forum Ambientalista riproponendo, con
forza - scrive il Commissario del Parco - la necessità
di pervenire ad una definitiva decisione che, a mio giudizio
- continua Pappaterra - non può essere affidata né
a soluzioni di tipo giudiziario, né tanto meno essere
lasciata in balia di dispute locali che fino ad oggi non hanno
dato origine a nessuno sbocco positivo della vicenda.
Pappaterra fa presente al Ministro la complessità del
procedimento che, avviato nella seconda metà degli
anni Novanta, se da un lato ha registrato un consenso delle
Istituzioni e delle Amministrazioni interessate, dallaltro,
ad impianto pressoché realizzato, ha suscitato una mobilitazione
di forze contrarie alla riattivazione della Centrale.
Adesso - scrive Pappaterra - sta per iniziare una terza
fase del procedimento, in quanto la Provincia di Cosenza, Ente
titolare del provvedimento finale per la riattivazione dellimpianto,
ha indetto per giorno 31 luglio una Conferenza dei servizi per
la raccolta di tutti i pareri necessari su una variante del
progetto già approvato. Il momento è, dunque,
utile per determinare lacquisizione della vicenda
a livello di Ministero dellAmbiente attraverso lattivazione
di un Tavolo Tecnico Istituzionale, che il Commissario
del Parco chiede possa avvenire prima del 31 luglio, coinvolgendo
tutti i soggetti interessati, soprattutto fa rilevare
ancora Pappaterra in considerazione del fatto che
la realizzazione della Centrale del Mercure con impiego di biomasse,
nel mentre negli anni in cui avvenne registrò una sostanziale
condivisione delle forze sociali del territorio, in quanto considerata
fonte energetica pulita e rinnovabile, oggi è posta seriamente
in discussione, in particolare dal mondo delle Associazioni
ambientaliste, sia per leventuale sfruttamento del patrimonio
boschivo del territorio del Parco, sia per altre considerazioni
che riguardano la portata dellimpianto e la sua futura
utilizzazione.