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[Data di pubblicazione: 25/09/2007]
 
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  >SALVAGUARDARE LE AREE DELLA RETE NATURA 2000 IN BASILICATA
>di Vito L'Erario, Consigliere nazionale di Accademia Kronos
 
     
     

A seguito delle osservazioni che Accademia Kronos ha inviato al Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare nelle quali venivano evidenziati errori di dizione e confuse corrispondenze cartografiche per alcune ZPS della Basilicata (Appennino Lucano, Monte Volturino- codice IT 9210270, complesso del Monte Sirino, Monte Raparo e Valle Agri, Appennino Lucano, Valle Agri, Monte Sirino, Monte Raparo – codice IT9210271), la Direzione Protezione per la Natura, Divisione 5 del suddetto Ministero, con nota del 11 settembre 2007 indirizzata a questa Associazione e alla Regione Basilicata, ha comunicato che il Ministero dell’Ambiente “nel recepire la Delibera di Giunta Regionale n. 267 del 28 febbraio 2007 in merito alle rettifiche apportate dalla Regione, ha completato l’iter formale di rito con inoltro delle variazioni deliberate dalla Regione alla Commissione Europea e che tutte le variazioni e/o integrazioni intervenute successivamente saranno sottoposte all’emanazione di un nuovo Decreto così come previsto dall’art. 3 del D.M. del 5 luglio 2007”.

In parole povere, allo stato attuale, alcune ZPS della Basilicata ricadenti nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, erroneamente indicate, delimitate e deliberate in ritardo dalla Regione, rischiano di essere escluse dalle misure di salvaguardia previste dal decreto ministeriale delle ZPS in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dopo il recente via libera da parte della Conferenza Unificata Stato- Regioni. Secondo Accademia Kronos questa vicenda evidenzia gravi carenze da parte della Regione Basilicata che, ancora una volta, mostra inefficienze amministrative che espongono il territorio regionale protetto ad aggressioni premeditate, quali impianti energetici ed estrazioni petrolifere. Non a caso i permessi di ricerca di idrocarburi “Grotte del Salice” che comprende un territorio di 118,14 Kmq ricadente nei comuni di Missanello, San Chirico Raparo, Caldera, Carbone, Gallicchio, San Martino d’Agri, Castronuovo Sant’Andrea, Roccanova e Sant’Arcangelo, interessano alcune aree della nuova ZPS e lo stesso Parco, i veri ostacoli ai progetti della Shell.

Accademia Kronos auspica a questo punto che il Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare emani urgentemente il nuovo decreto ministeriale di salvaguardia delle ZPS, così come prevede l’art. 1 comma 1226 della Legge Finanziaria 2006, scongiurando ulteriori incursioni da parte delle lobby ed auspicando che lo stesso Ministero rettifichi nel più breve tempo possibile anche il Decreto del 5 luglio scorso ricomprendendo i territori esclusi.

 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it