E' notizia
degli ultimi giorni che l'onorevole Vitale Ida D'Ippolito ha nuovamente
interrogato il Ministro dell'Ambiente chiedendogli di voler incontrare
i tecnici dei comuni di Mormanno, Orsomarso e Papasidero, compresi
nel perimetro del Parco del Pollino Calabrese, e di prendere in
considerazione le loro richieste di esclusione di determinate
aree del parco calabro-lucano. Secondo la OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale di Associazioni,
Comitati, Movimenti e Cittadini - tale richiesta di riperimetrazione
è finalizzata allo sfruttamento intensivo delle risorse
naturali del parco e, come esplicitamente dichiarato nellinterrogazione,
per aprire addirittura una discarica che si trova presso le sorgenti
del fiume San Nocajo. Richieste analoghe di riperimetrazione sono
già provenute in passato da diverse zone del Parco del
Pollino calabro-lucano, comprese alcune zone della Valle del Mercure-Lao
lasciando intravedere una volontà di facilitare l'entrata
in funzione della mega-Centrale Enel del Mercure (40 MW) diminuendo
i vincoli del sito protetto in cui essa si colloca.
Il Pollino risulta
oggi più che mai in serio pericolo poiché lo si
vorrebbe trasformare in un parco energetico da sfruttare
a cominciare dal vento, dall'acqua, fino ad arrivare ai boschi
ai quali non è riconosciuta più nemmeno la dignità
di serbatoio di vita per gli animali selvatici e di ossigeno
per gli uomini ma che sono brutalmente considerati fonti energetiche
di biomasse; boschi comunque da tagliare siano essi verdi o
danneggiati dagli incendi. Le esigenze degli animali selvatici
e degli endemismi vegetali protetti, per i quali nasce l'area
protetta più grande d'Europa non vengono mai considerati
perchè trattasi di organismi viventi non parlanti e non
votanti alle elezioni comunali e non solo.
Quello che desta
maggiore preoccupazione è come ancora una volta i comuni
adducano apertamente giustificazioni a questo iter di riperimetrazione
per l'installazione di parchi eolici a Mormanno e a Papasidero
(località Colle Cerri). Eventualità questa sulla
quale autorevoli esperti in tema di protezione della fauna selvatica
hanno già espresso la propria preoccupazione dal momento
che si tratterebbe di impianti che si collocherebbero in aree
protette specificamente istituite per la salvaguardia degli
uccelli selvatici rari come la ZPS Pollino-Orsomarso.
Quello che si tace sempre è che gli uccelli selvatici
(specie i migratori notturni) risulterebbero le vere vittime
dell'eolico come già dimostrato ampiamente e scientificamente
dall'esperienza dei parchi eolici in Spagna degli ultimi anni.
Altra motivazione per la quale secondo l'interrogazione parlamentare
il Ministro dovrebbe acconsentire alla riperimetrazione del
Parco sarebbe l'apertura di una nuova discarica nel comune di
Mormanno, inattiva ma autorizzata, cosa singolare, pur trovandosi
in area protetta e a pochi metri più a monte delle sorgenti
del fiume San Nocajo (o Ombrece), affluente del Lao. Questo
è del tutto inammissibile non solo perchè il San
Nocajo, che come pubblicato recentemente ospita una importante
popolazione di lontre (mammiferi a rischio di estinzione protetti
da normativa italiane ed internazionali come la Convenzione
di Berna), è una importante arteria fluviale del Sito
di Importanza Comunitaria "Valle del Fiume Lao" e
del Parco, ma soprattutto perchè le sorgenti del fiume
San Nocajo (o Ombrece)alimentano l'omonimo acquedotto che disseta
molti comuni della Riviera dei Cedri.
La salute dei
cittadini è molto più importante di una discarica.
La OLA, chiede pertanto al Ministro dell'Ambiente di non accogliere
richieste di riperimetrazione del Parco e di quelle relative
alla Valle del Mercure-Lao, nell'Orsomarso e quelle presenti
in Basilicata e più in generale nell'intero Parco Nazionale
del Pollino quando come nei casi descritti celano finalità
in contrasto con la tutela dell'ambiente, della biodiversità
e della salute umana.