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l'intervento di Sandro Berardone, che attacca gli ambientalisti
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La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale
di Associazioni, Movimenti Comitati e cittadini - replica alle
affermazioni "deliranti" del Presidente della Comunità
del Parco Nazionale del Pollino, Sandro Berardone, in merito alla
presa di posizione contro quello che egli definisce "ambientalismo
demagogico" della OLA, Italia Nostra e CoSa del Pollino.
Nel vestire anche i panni politici che spetterebbero al Presidente
dell'Ente Parco, Berardone afferma che le Valutazioni d'Incidenza
rilasciate dalle Regioni sarebbero addirittura subite dagli amministratori
e dai residenti, questi ultimi definite vere vittime dei parchi.
Con una visione
- questa sì demagogica e aggiungiamo populista - che
credevamo superata negli ultimi anni, il Presidente della Comunità
del Parco del Pollino riporta in auge il "j'accuse"
contro gli ambientalisti, ovvero contro quella parte del mondo
ambientalista non omologata alla sua personale visione dei parchi.
Secondo Berardone essi (gli ambientalisti!) hanno il torto di
aver espresso la loro opposizione ad alcune opere pubbliche
non citandole, quali ad esempio la strada Scalea-Mormanno e
la Centrale del Mercure con parere positivo di Valutazione d'Incidenza
rilasciato dalla Regione Calabria, oppure contro le riperimetrazioni
del Parco Nazionale del Pollino approvate dalla Comunità
del Parco che escluderebbero aree di interesse naturalistico
del Pollino sulle quali, guarda caso, si vorrebbero ricavare
biomasse legnose per il funzionamento della Centrale Enel da
40 MW (oltre 400 mila tonnellate di legname all'anno che si
vorrebbe prelevare con tagli boschivi nel Parco Nazionale) o
addirittura dove sorge la centrale stessa. Secondo Berardone,
le colpe imputabili alla OLA, Italia Nostra e CoSa del Pollino
sarebbero anche quelle di voler "sollevare questioni meramente
strumentali", quando le medesime associazioni evidenziano
"attacchi alla fauna selvatica" che, secondo il Presidente,
è invece "largamente tutelata come dimostrato"
(E i numerosi e recenti casi di bracconaggio contro i quali
le associazioni hanno chiesto di rafforzare la sorveglianza
del Corpo Forestale dello Stato - con più uomini e mezzi
- anche per contrastare i numerosi incendi dolosi di questa
estate?). Berardone, non si ferma qui e se da un lato cita il
Piano di Abbattimento Selettivo dei cinghiali che considera
panacea dei giovani locali, i quali emigrerebbero perché
le aziende sono "flagellate" dai cinghiali inferociti,
dall'altro riduce il problema della fauna selvatica alla sola
questione cinghiali. E il lupo? Totalmente dimenticato. E il
capriolo dell'Orsomarso che sarebbe in espansione esponenziale?
Di fronte a queste
affermazioni che potrebbero essere definite vero e proprio esercizio
di vetero-populismo anti-ambientalista, ci si dimentica però
di rispondere in qualità di Presidente della Comunità
del Parco sulle questioni sollevate dalla OLA, Italia Nostra
e CoSa del Pollino, che ponevano molto semplicemente la centralità
della difesa delle risorse naturali ed ambientali (cementificazione,
tagli, incendi, degrado) nell'ambito della pianificazione del
Parco Nazionale del Pollino ritardata e messa a rischio da megaprogetti,
come la Centrale del Mercure, la strada Scalea-Mormanno nella
Valle del Lao ed i tagli boschivi realizzati o previsti in Basilicata
e sull'Orsomarso. In ogni caso, la OLA ribadisce come il processo
di risoluzione delle problematiche appena evidenziate possa
essere avviato a prescindere dall'approvazione del Piano del
Parco.