ItaliaNostra Gruppo
Pollino chiede alle amministrazioni locali ed al presidente
Domenico Pappaterra di escludere progetti di trattamento finale
di rifiuti allinterno del perimetro (nella speranza che
non venga ritagliato appositamente) del Parco Nazionale del
Pollino.
Sia nel caso del
termovalorizzatore recentemente ipotizzato a Tortora, in località
Piani del Carro, in pieno Parco Nazionale del Pollino ai confini
con il territorio di Laino Borgo, già minacciato dalle
emissioni della centrale del Mercure, e non lontano dal confine
lucano, sia nel caso della discarica costruita ma non attiva
a Mormanno al confine con contrada S.Nocaio di Papasidero ci
troviamo di fronte a serie minacce ecologiche. Non si tratta
di tutelare solo, come si potrebbe immaginare, i
valori ambientali pur notevoli dellarea protetta ed il
paesaggio, ma soprattutto proteggere laria e la purezza
delle sorgenti dacqua che tanto in contrada Carro di Tortora
che a S.Nocaio-Lacco tra Mormanno e Papasidero sgorgano copiose
e che sono importanti anche per luomo. Si pensi allacquedotto
S.Nocaio o alle fonti di tributari del fiume Noce (Fiumarella)
o del Lao (Iannello). E troppo facile immaginare di smaltire
limmondizia che una società sprecona ed egoista
accumula proprio nei parchi nazionali, eventualmente da riperimetrare
appositamente, solo perché lì cè
meno gente a protestare. Ma è un arma a doppio taglio:
in questo modo andiamo a distruggere i serbatoi di aria ed acqua
pulita che ancora spirano o scorrono sino ad i nostri centri
abitati per dare sollievo alle comunità antropiche che
rimarrebbero prive anche di questi ultimi indispensabili purissimi
elementi.