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[Data di pubblicazione: 03/02/2008]
 
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  >POLLINO: FIUMI IN PERICOLO TRA INQUINAMENTO ED ILLEGALITA'
>di Italia Nostra Pollino
 
     
     

Come riemerso dalla stampa negli ultimi giorni i fiumi del parco del Pollino sono vittima di scarichi indepurati provenienti dai borghi anche più insospettabili del Parco Nazionale del Pollino-Valle del Lao e unitamente al fenomeno troppo spesso taciuto della pesca illegale con gli elettrodi o con materiale esplosivo che rimbomba nottetempo nelle gole non sorvegliate dei fiumi del parco nazionale più importante per la tutela della biodiversità mediterranea, tutto ciò concorre a mettere in serio dubbio la efficacia delle istituzioni che come l’ente parco stesso dovrebbero tutelare più che interessi energetici-gastronomici ed economici ciò per cui lo stato italiano da tempo eroga opportuni finanziamenti, la natura, questa grande sconosciuta e/o dimenticata.

ItaliaNostra Gruppo Interregionale Pollino in seguito ai fatti di Tortora, dove il direttore tecnico per il funzionamento del locale depuratore è stato denunciato a causa di scarichi illegali e smaltimento improprio di fanghi di depurazione, e al triste rinvenimento di banchi di pesci di fiume trovati morti alla foce del fiume Noce coglie l’occasione per ricordare che i fiumi del Pollino calabro lucano sono purtroppo sempre di più considerati come discariche e all’occasione luoghi ideali per pescare di frodo con mezzi illeciti e distruttivi (quale elettrodi e tritolo) che non sono selettivi ma uccidono pesci grandi e piccoli, avannotti, specie anfibie rare etc. Non si finirebbe mai nell’elencare scempi tra vecchi e nuovi, alcuni anche autorizzati, ai danni degli ecosistemi fluviali dell’area protetta del Pollino che ha il vanto nonostante tutto di ospitare salamandrine dagli occhiali, lontre etc. Tra gli esempi abbiamo infrastrutture, discariche che gente incivile crea tra la vegetazione ripariale dei fiumi di Calabria e Lucania sulla scorta dell’usanza ancestrale di gettare tutto nel fiume risalente però a quando i rifiuti erano praticamente completamente biodegradabili e privi di plastica, ma si pensi anche a scempi legalizzati come discariche sulle sorgenti dei fiumi-acquedotti (es. discarica di Mormanno sulle sorgenti del S.Nocaio), aeroporti al posto della vegetazione naturale alle foci dei fiumi (aviosuperficie di Scalea), strade veloci sulle sponde del Lao (nuovo tratto strada “Scalea-Mormanno”), scarichi dell’ospedale di Mormanno nel fiume Battendiero (come emerso in questi anni dalle indagini della procura di Castrovillari), centrale ENEL del Mercure con scarichi industriali previsti nell’omonimo fiume, scarichi urbani di Orsomarso nel fiume Argentino, o dei paesi della valle del Lao nel fiume Mercuri-Lao: sono tutti punti che gli enti proposti, il nucleo NOE dei carabinieri e la guardia forestale sono vivamente invitati ad approfondire.

Trote rinvenute morte nel fiume Lao forse a causa di pesca di frodo con elettrodi

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Moria di pesci al fiume Noce
30 Gennaio 2008
Si ripete un fenomeno increscioso mentre ci si interroga sulle cause

L’avvistamento di pesci morti alla foce del fiume Noce, riaccende l’attenzione sul rapporto tra ambiente e uomo e, con essa, le polemiche che ne seguono. Alla foce del Noce è possibile trovare una piccola comunità di appassionati della pratica sportiva della pesca che quotidianamente si ritrovano in questo tratto della costa tirrenica. Sono stati loro ad avvistare, pochi giorni fa, il piccolo banco di pesci senza vita galleggianti nello specchio d’acqua antistante la foce. Intervistati, riferiscono non trattarsi del primo caso di avvistamento di pesci morti e domandando la loro opinione sulle probabili cause, ne snocciolano diverse. Il Noce è un fiume di una certa portata, e la sua estensione fa si che, nel suo corso, attraversi diversi paesi. “Quasi tutti questi comuni - fanno notare – riversano in esso le risultanze dei depuratori e i pesci morti avvistati erano per lo più esemplari di pesci da fiume”. Ma gli appassionati di pesca della foce ricordano anche un episodio di qualche anno fa quando un identica moria di pesci venne accostata al malfunzionamento di un depuratore di liquami speciali sito in località San Sago, nei pressi del Noce. In seguito l’impianto venne posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione Econox. “Potrebbe essere anche quello il problema – sostengono – ma da quello che ne sappiamo, dopo il sequestro e la riapertura, i controlli a quel depuratore si sono intensificati. Di certo il territorio del Noce andrebbe meglio controllato da tutti i comuni interessati perché sono molti i punti di accesso agli argini e di notte è facile anche per autocarri andare a sversare qualsiasi cosa nel fiume”.
Quest’estate si è svolta a Praia una conferenza dei servizi tra i sindaci e le forze dell’ordine dei paesi interessati per individuare le cause dell’acqua sporca del mare. Tra le varie proposte venne avanzata quella di istituire un maggiore controllo sul corso del Noce ma, ad oggi, non sono stati presi provvedimenti in merito. In quell’occasione venne sostenuto il principio che i giusti e necessari provvedimenti andavano presi nei mesi invernali e non in piena stagione estiva. Oggi allora appare il momento necessario per espletare serie e concrete politiche di intervento.

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Depuratore località Falconara
31 Gennaio 2008
Depuratore malfunzionante: denunciato a piede libero il responsabile

I carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico di Catanzaro, in collaborazione con i militari della locale stazione di Praia a Mare hanno dato corso ad una attività di indagine portata avanti nei mesi scorsi sul funzionamento dell’impianto di depurazione nel comune di Tortora. La scorsa settimana hanno notificato la denuncia a piede libero indirizzata al direttore tecnico dell’impianto di depurazione delle acque reflue del Comune e dipendente della Smeco, la società che gestisce l’impianto. L’uomo è accusato di aver effettuato uno scarico di reflui urbani, che eccedevano i valori previsti dalla legge, e di aver smaltito in modo illecito i fanghi prodotti dal depuratore. L’attività dei carabinieri del Noe e delle stazioni competenti rientra in una indagine che coinvolge diversi comuni della costa. I prelievi effettuati nell’impianto di depurazione hanno confermato il cattivo funzionamento ed un conseguente scarico in mare di reflui con valori al di fuori della norma. Il Noe ha anche verificato lo smaltimento di fanghi in modo non consentito dalla legge e per questo ha denunciato a piede libero il responsabile. L’attività prosegue per prevenire l’inquinamento marino.
[Matteo Cava - Il Quotidiano della Calabria]


 
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