Come riemerso
dalla stampa negli ultimi giorni i fiumi del parco del Pollino
sono vittima di scarichi indepurati provenienti dai borghi anche
più insospettabili del Parco Nazionale del Pollino-Valle
del Lao e unitamente al fenomeno troppo spesso taciuto della
pesca illegale con gli elettrodi o con materiale esplosivo che
rimbomba nottetempo nelle gole non sorvegliate dei fiumi del
parco nazionale più importante per la tutela della biodiversità
mediterranea, tutto ciò concorre a mettere in serio dubbio
la efficacia delle istituzioni che come lente parco stesso
dovrebbero tutelare più che interessi energetici-gastronomici
ed economici ciò per cui lo stato italiano da tempo eroga
opportuni finanziamenti, la natura, questa grande sconosciuta
e/o dimenticata.
ItaliaNostra Gruppo Interregionale Pollino in seguito ai fatti
di Tortora, dove il direttore tecnico per il funzionamento del
locale depuratore è stato denunciato a causa di scarichi
illegali e smaltimento improprio di fanghi di depurazione, e
al triste rinvenimento di banchi di pesci di fiume trovati morti
alla foce del fiume Noce coglie loccasione per ricordare
che i fiumi del Pollino calabro lucano sono purtroppo sempre
di più considerati come discariche e alloccasione
luoghi ideali per pescare di frodo con mezzi illeciti e distruttivi
(quale elettrodi e tritolo) che non sono selettivi ma uccidono
pesci grandi e piccoli, avannotti, specie anfibie rare etc.
Non si finirebbe mai nellelencare scempi tra vecchi e
nuovi, alcuni anche autorizzati, ai danni degli ecosistemi fluviali
dellarea protetta del Pollino che ha il vanto nonostante
tutto di ospitare salamandrine dagli occhiali, lontre etc. Tra
gli esempi abbiamo infrastrutture, discariche che gente incivile
crea tra la vegetazione ripariale dei fiumi di Calabria e Lucania
sulla scorta dellusanza ancestrale di gettare tutto nel
fiume risalente però a quando i rifiuti erano praticamente
completamente biodegradabili e privi di plastica, ma si pensi
anche a scempi legalizzati come discariche sulle sorgenti dei
fiumi-acquedotti (es. discarica di Mormanno sulle sorgenti del
S.Nocaio), aeroporti al posto della vegetazione naturale alle
foci dei fiumi (aviosuperficie di Scalea), strade veloci sulle
sponde del Lao (nuovo tratto strada Scalea-Mormanno),
scarichi dellospedale di Mormanno nel fiume Battendiero
(come emerso in questi anni dalle indagini della procura di
Castrovillari), centrale ENEL del Mercure con scarichi industriali
previsti nellomonimo fiume, scarichi urbani di Orsomarso
nel fiume Argentino, o dei paesi della valle del Lao nel fiume
Mercuri-Lao: sono tutti punti che gli enti proposti, il nucleo
NOE dei carabinieri e la guardia forestale sono vivamente invitati
ad approfondire.
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Trote
rinvenute morte nel fiume Lao forse a causa di pesca
di frodo con elettrodi
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Moria di pesci
al fiume Noce
30 Gennaio 2008
Si ripete un fenomeno increscioso mentre ci si interroga sulle
cause
Lavvistamento di pesci morti alla foce del fiume Noce, riaccende
lattenzione sul rapporto tra ambiente e uomo e, con essa,
le polemiche che ne seguono. Alla foce del Noce è possibile
trovare una piccola comunità di appassionati della pratica
sportiva della pesca che quotidianamente si ritrovano in questo
tratto della costa tirrenica. Sono stati loro ad avvistare, pochi
giorni fa, il piccolo banco di pesci senza vita galleggianti nello
specchio dacqua antistante la foce. Intervistati, riferiscono
non trattarsi del primo caso di avvistamento di pesci morti e
domandando la loro opinione sulle probabili cause, ne snocciolano
diverse. Il Noce è un fiume di una certa portata, e la
sua estensione fa si che, nel suo corso, attraversi diversi paesi.
Quasi tutti questi comuni - fanno notare riversano
in esso le risultanze dei depuratori e i pesci morti avvistati
erano per lo più esemplari di pesci da fiume. Ma
gli appassionati di pesca della foce ricordano anche un episodio
di qualche anno fa quando un identica moria di pesci venne accostata
al malfunzionamento di un depuratore di liquami speciali sito
in località San Sago, nei pressi del Noce. In seguito limpianto
venne posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza nellambito
delloperazione Econox. Potrebbe essere anche quello
il problema sostengono ma da quello che ne sappiamo,
dopo il sequestro e la riapertura, i controlli a quel depuratore
si sono intensificati. Di certo il territorio del Noce andrebbe
meglio controllato da tutti i comuni interessati perché
sono molti i punti di accesso agli argini e di notte è
facile anche per autocarri andare a sversare qualsiasi cosa nel
fiume.
Questestate si è svolta a Praia una conferenza dei
servizi tra i sindaci e le forze dellordine dei paesi interessati
per individuare le cause dellacqua sporca del mare. Tra
le varie proposte venne avanzata quella di istituire un maggiore
controllo sul corso del Noce ma, ad oggi, non sono stati presi
provvedimenti in merito. In quelloccasione venne sostenuto
il principio che i giusti e necessari provvedimenti andavano presi
nei mesi invernali e non in piena stagione estiva. Oggi allora
appare il momento necessario per espletare serie e concrete politiche
di intervento.
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Depuratore
località Falconara
31 Gennaio 2008
Depuratore malfunzionante: denunciato a piede libero il responsabile
I carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico di Catanzaro,
in collaborazione con i militari della locale stazione di Praia
a Mare hanno dato corso ad una attività di indagine portata
avanti nei mesi scorsi sul funzionamento dellimpianto
di depurazione nel comune di Tortora. La scorsa settimana hanno
notificato la denuncia a piede libero indirizzata al direttore
tecnico dellimpianto di depurazione delle acque reflue
del Comune e dipendente della Smeco, la società che gestisce
limpianto. Luomo è accusato di aver effettuato
uno scarico di reflui urbani, che eccedevano i valori previsti
dalla legge, e di aver smaltito in modo illecito i fanghi prodotti
dal depuratore. Lattività dei carabinieri del Noe
e delle stazioni competenti rientra in una indagine che coinvolge
diversi comuni della costa. I prelievi effettuati nellimpianto
di depurazione hanno confermato il cattivo funzionamento ed
un conseguente scarico in mare di reflui con valori al di fuori
della norma. Il Noe ha anche verificato lo smaltimento di fanghi
in modo non consentito dalla legge e per questo ha denunciato
a piede libero il responsabile. Lattività prosegue
per prevenire linquinamento marino.
[Matteo Cava - Il Quotidiano della Calabria]
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