Alla Commissione
Europea
Julio.Garcia-Burgues
Stavros Dimas
e.pc.
Al Ministro
dellAmbiente, Tutela del Territorio e del Mare
On Alfonso Pecoraro Scanio
La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) Coordinamento apartitico di Associazioni,
Comitati e Cittadini e Italia Nostra - Gruppo Pollino esprimono
perplessità sulla risposta del Presidente del parco nazionale
del Pollino Domenico Pappaterra a specifiche osservazioni riguardanti
la mancanza di coerenza tra la posizione attualmente ricoperta
di presidente di un Parco Nazionale, larea mediterranea
protetta più estesa dEuropa, e la sua recente candidatura
politica. Il presidente del parco nazionale del Pollino evidenzia
inoltre che da associazioni ambientaliste, peraltro coinvolte
direttamente nel consiglio direttivo del parco recentemente
insediato, provengono solo complimenti. Ma cosa
centra questa affermazione con la problematica sollevata
dalla OLA e da Italia Nostra?
Ola ed Italia
Nostra evidenziavano infatti come la presidenza del Parco del
Pollino dovesse essere retta da una persona, svincolata dalla
politica e dagli inevitabili ricatti ad essa connessi. Con la
scelta di candidarsi alle prossime elezioni politiche il presidente
del parco del Pollino ha messo sul tavolo delle trattative politiche
future la presidenza del Parco, con il rischio che giunga un
altro signor "non capisco un niente" come lex
presidenza del parco. Quindi in definitiva la sua candidatura
è stato un atto irresponsabile nei confronti della necessità
di una gestione del parco stabile e non politica,
con programmi a lungo termine e non determinati dal vento
che gira al governo in Italia, Quindi un atto di irresponsabilità
nei confronti delle popolazioni che si aspettavano un cambiamento
nella gestione del Parco.
Di questa necessità
nel Pollino il Ministro Pecoraro Scanio fu a suo tempo accuratamente
informato già diversi mesi prima quando si vociferava
nei corridoi che Pappaterra fosse il candidato politico ideale,
in presenza di un governo di centro-sinistra, come successore
delluscente presidente del parco del Pollino Francesco
Fino, abbinato questultimo al governo di centro-destra.
Se il Pollino è in uno stato di grave degrado è
anche responsabilità di questo sistema di nomine politiche
che sempre più di frequente disdegnano profili tecnici
e personalità scientificamente legate ai temi naturalistici,
così come invece richiamato dalla Legge in materia di
aree protette.
Le sottoscritte
associazioni non possono esimersi, pertanto, dal riportare questa
problematica alla Commissione Europea per lAmbiente e
per conoscenza al Ministero dellAmbiente perchè
si attivino per evitare al nostro Paese nuove infrazioni comunitarie,
dato che gli ecosistemi protetti a livello comunitario sono
in degrado, vittime di soprusi, infrastrutture e interventi
invasivi ai quali lattuale presidenza del Parco non si
è opposta fermamente come dovrebbe fare per la tutela
della natura.
Roma avvisata
non rispose, speriamo quindi in Bruxelles.