Fonti
di stampa locale riportano un'inchiesta aperta dalla magistratura
di Castrovillari che si riferiscono alla nomina del direttore
dell' ente che,secondo gli inquirenti, non avrebbe i titoli necessari
per ricoprire la carica. La notizia è stata ripresa dallultimo
numero di una rivista nazionale a firma di Riccardo Bocca «Intrigo
~ sul Pollino».
Al vaglio del
pm Baldo Pisani, ci sarebbe sia la posizione del direttore in
carica dal gennaio 2006 Filippo Maria Aliquò, sia altre
ipotesi di reato (dall'abuso di ufficio alla truffa) di altri
dipendenti. Secondo le indagini dei carabinieri di Laino Borgo,
Aliquò non potrebbe dirigere il parco perché
non avrebbe i requisiti previsti dalla legge. Una vicenda
che tirerebbe in ballo anche Aldo Cosentino, direttore del servizio
protezione natura al ministero dell'Ambiente, che nel 2006
confermava in una lettera ufficiale l'esistenza dei requisiti
di Aliquò; Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente,
al quale nel 2007 sarebbe stata sottoposta una documentazione
che, tra le altre cose, citava sia il caso Aliquò, sia
il caso Graziano, il suo predecessore, incaricato di dirigere
il parco nel 2004 e nel 2005 e in entrambe le occasioni, si
legge nell'articolo riportato dal periodico, sempre secondo
i carabinieri le regole sarebbero state violate (prima
perché Graziano sarebbe diventato dirigente nonostante
un contratto co.co.co; poi nonostante l'incarico di dirigente
della Regione Calabria, incarico incompatibile con un'altra
direzione pubblica). Lindagine sarebbe inoltre rivolta
a contratti come quello relativo ad una trattativa privata per
l'acquisto di 155 estintori da una ditta, la Mediterraneo
srl ed altri gadget con il logo del Pollino. Nella trattativa
per l'acquisto degli estintori sarebbe emerso anche il
nome di una ex collaboratrice del parco.
Ombre sul Pollino
(La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/04/2008)
Intrigo
sul Pollino
(L'Espresso, 24/04/2008)