Home » Osservatorio Politico, Territorio - 24 settembre 2010

Irsina, il PD contro il nuovo vincolo

[Osservatorio Media] Questione vincolo paesaggistico a Irsina: il Pd non sottoscrive. I consiglieri comunali Anna Maria Amenta, Eufemia Rosa Dicandia, Nicola Massimo Morea, si sono infatti mobilitati per una nuovan lotta, promuovendo una petizione per contrastare il nuovo vincolo paesaggistico apposto dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata. Situazione paradossale, e difficilmente comprensibile a comune cittadino irsinese, che in realtà, non comprende tale accanimento, nei confronti del proprio paese, già funestato dalla inesistente economia imprenditoriale che impedisce di fatto ogni speranza di crescita imprenditoriale ed occupazionale. I consiglieri comunali scendono sul piede di guerra, con una lettera aperta ai parlamentari lucani, e la raccolta firme tra la popolazione: «La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici – Soprintendenza peri Beni Architettonici e peril Paesaggio della Basilicata nel mese di luglio scorso-inizia il documento presentato dai consiglieri comunali del Pd eli Irsina- ha notificato la nuova proposta di vincolo paesaggistico del territorio di Irsina ai sensi dell’art. 136 deI D.Lgs.22 gennaio 2004 n. 42. Una  precedente proposta di vincolo spiega il documento- era stata notificata al Comune il 15 settembre 2009 dalla stessa Direzione e rilevato il grave pregiudizio che tale vincolo esteso su tutto il territorio di Irsina avrebbe comportato allo sviluppo sociale ed economico della comunità, il Commissario Prefettizio e il consiglio provinciale di Matera deliberarono di inoltrare le osservazioni alla proposta di vincolo ai sensi dell’art.139 del D.Lgs. n. 42/2004 al Ministero per i Beni Culturali e le attività Cuturali, chiedendo il rigetto della proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico sull’intero territorio comunale, così come fu fornulata dalla Soprintendenza. Nel contempo, a tale proposta di vincolo si disse contraria anche la Regione Basilicata. In seguito alla presa di posizione delle istituzioni suddette e dell’intera cittadinanza la Soprintendenza non diede corso alla apposizione del vincolo definitivo così che tale proposta è decaduta.

Inaspettatamente, nel mese di luglio scorso Irsina, -continua – la stessa Direzione, incurante dei rilievi e delle osservazioni presentate che evidenziavano l’illegittimità e la erroneità della procedura e dell’atto adottato precedentemente, ha notificato al Comune la nuova proposta di vincolo paesaggistico, anch’essa generica come la prima ed  estesa a tutto il territorio comunale (27.000 ettari). Così come abbiamo già rilevato
in occasione della notifica della precedente proposta di vincolo – affermano i consiglieri – anche rispetto alla nuova proposta quello che si contesta alla Soprintendenza è l’apposizione di un vincolo generico, operato con una certa superficialità e senza un’attenta valutazione del territorio  (che di certo non può avere le stesse  caratteristiche per tutti i 27.000 ettari che lo costituiscono e che possiede caratteristiche analoghe a quelli dei comuni viciniori), oltre che rilevare l’impatto negativo che tale vincolo comporta sulla nostra già debole economia e per i possibili investimenti in energia da fonte rinnovabile (eolico e fotovoltaico), il tutto senza alcun coinvolgimento della comunità e delle istituzioni interessate. Tale proposta di vincolo è stata emessa nuovamente senza coinvolgere la nostra comunità – concludono dal Pd – che viene danneggiata oltremodo da tale provvedimento che palesa un atteggiamento persecutorio e irriguardoso nei confronti della città di Irsina. Essendo la Direzione per i beni  Architettonici e per il paesaggio una diramazione del Ministero per i Beni e le attività Culturali, chiediamo ai parlamentari lucani di farsi portavoce presso il Governo Italiano affinchè lo stesso Governo intervenga sulla Direzione per i beni architettonici e per il paesaggio della Regione Basilicata per richiamarla al rispetto delle norme giuridiche e dibuon senso calpestate nel procedimento di apposizione del vincolo paesaggistico. Chiediamo, altresì, ai nostri parlamentari -conclude il documento- di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di impedire che Irsina possa essere ulteriormente danneggiata da un vincolo che, oltre ad essere illegittimo, è stato adottato senza tener conto delle reali caratteristiche del nostro territorio). [Tratto dal Quotidiano della Basilicata del 24 settembre 2010]

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