Perché Eni spegne le centraline? Scompare il “punto zero”
E’ bastato che la Ola segnalasse lo scorso 24 maggio l’azzeramento delle estrazioni di greggio, secondo i dati rilevati dall’ENI e pubblicati sul sito della Regione Basilicata, collegate al fermo dell’attività del centro olio di Viggiano, che, conseguentemente nell’ ultima settimana, abbiamo assistito alla scomparsa dei già scarni parametri sulla qualità dell’aria rilevati e pubblicati (SO2,NO2, CO) a cura di ENI sul sito istituzionale della Regione Basilicata (per la verità non sono mai andati oltre i limiti anche nei giorni delle fiammate e delle emissioni di gas), sostituiti con la sigla “nd”, alias “non disponibili”. Questi dati avrebbero potuto oggi dimostrare con evidenza la stretta correlazione tra estrazioni di greggio ed emissioni gassose del centro olio, indicandone anche una interessante correlazione numerica. Volendo fare una dietrologia di “basso profilo”, tale sparizione potrebbe essere forse collegata alla volontà da parte della compagnia di soffrire i cosiddetti “punto zero” capaci di dimostrare l’equazione più barili estratti e trattati presso il centro olio, più inquinamento?. Gradiremmo conoscere le spiegazioni tecniche dall’ENI, considerato che la compagnia non chiarisce il motivo dei lavori che sta realizzando presso il centro olio, il cui progetto non é mai stato illustrato e reso noto, prima dell’approvazione regionale. Un progetto che prevede una spesa considerevole, pari ad oltre 270 milioni di euro, che prevede un vero e proprio raddoppio della capacità della trattamento e produzione del greggio presso il Centro Oli di Viggiano con quantità addizionali di idrocarburi, nell’ambito del Progetto PSV (Potenziamento Sviluppo Val d’Agri) con la realizzazione di una nuova linea di trattamento, un nuovo termocombustore (torcia) che si aggiunge a quello esistente, la costruzione di nuovi allacciamenti per le linee di reinezione dei reflui petroliferi con la realizzazione di due nuovi “tank” di stoccaggio di acque di strato e relativi scarichi nel pozzo Monte Alpi 9 Or Deep, situato nel territorio di Grumento Nova sul quale ENI attende dalla Regione l’autorizzazione. E’ per questo motivo che la Ola ha chiesto l’intervento di ispettori della Commissione Europea. Gradiremmo inoltre conoscere dall’ENI, considerato che tra i lettori assidui del sito Ola vi sono anche i dirigenti della compagnia, cosa é davvero accaduto il 4 Aprile scorso ai 20 operai della Elbe ricoverati presso l’Ospedale di Villa d’Agri?. Ed ancora vorremmo conoscere perché il laghetto a valle del centro olio improvvisamente é diventato di colore nero, dopo che i contadini della zona segnalavano forti e maleodoranti esalazioni?. Dovremmo rivolgere queste domande ad altri enti? Chi in questa Regione é in grado di dare le risposte ai cittadini su evidenze che non possono più essere nascoste?











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