Perforazioni petrolifere in aree ad elevato rischio idrogeologico
La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) chiede alla Regione di sospendere le attività di perforazione dei pozzi petroliferi “Monte Enoc 6Or” e “Monte Enoc 7Or”, al fine di chiarirne la compatibilità con l’area individuata dall’Eni. Infatti, con Determinazione dirigenziale n.53 del 5 aprile 2011 dell’Ufficio piani e programmi dell’Autorità di Bacino – pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n.13 dell’1 maggio 2011 – è stato rilasciato all’Eni parere di compatibilità idrogeologica al progetto di perforazione dei suddetti pozzi situati, tra l’altro, a poca distanza dal centro abitato di Viggiano.
Sorprende constatare – ribadisce la nostra Organizzazione – come per le autorizzazioni dei due pozzi vi siano state, da parte degli organi competenti, “virate a 360 gradi”. Prima essi classificano l’area non idonea per le perforazioni e poi, successivamente, autorizzano senza però fornire le motivazioni tecniche circa la repentina cancellazione dell’elevato rischio idrogeologico.
Infatti, è lo stesso Comune di Viggiano, nel mese di febbraio 2011, a comunicare all’Eni “la non compatibilità del progetto poiché ricadente in aree ad elevato rischio idrogeologico ed in area di frana”. Delle due l’una: o vi è stato un errore da parte dei tecnici nel giudicare l’area ad elevato rischio idrogeologico o nel frattempo è intervenuta sulle decisioni degli uffici la “notoria” pressione da parte dei dirigenti Eni, evidentemente non intenzionati a discutere su quello che definiscono “lungaggini burocratiche” e che, invece, attengono in questo caso aspetti ambientali tutt’altro che irrilevanti.
Un comportamento questo che riguarderebbe anche gli uffici regionali, i quali – nel caso della perforazione dei due pozzi a Viggiano – nello stesso giorno la delibera di Giunta regionale n.1544 del 21 settembre 2010 con la delibera n.1545, sostituendo le parole “messa in produzione” con “perforazione”. Un aspetto questo non formale e per niente marginale nell’iter di autorizzazione che confermerebbe come le autorizzazioni petrolifere vengano rilasciate a tavolino e sulla base di pressioni che non terrebbero conto di aspetti tecnici ed i conseguenti rischi sull’ambiente, sul territorio e su chi quotidianamente è costretto a convivere con le impattanti attività petrolifere.






Il rischio idrogeologico non può essere cancellato senza fornire spiegazioni tecniche esaurienti. Spero che gli uffici regionali diano spiegazioni plausibili su quello che la Ola denuncia in modo documentato.
andassero a vivere con le loro famiglie in quella zona per assicurare che è tutt’aposto se sono tecnici convinti di quello che fanno…………..
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