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Pozzo
Montegrosso 2, la OLA risponde alle dichiazioni di Santochirico
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Autore:
OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista
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alla nota dell'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo
Santochirico, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) Coordinamento
apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini
- chiede alla Regione di non sottoscrivere l'atto d'intesa con il Governo,
per la perforazione del Pozzo Montegrosso 2, poiché sarebbe venuto
meno il rispetto delle prescrizioni imposte dalla deliberazione della
Giunta Regionale n.1566 del 5/11/2007.
La OLA chiede, inoltre, all'assessore Santochirico di specificare meglio se con l'affermazione "la Regione ha autorizzato i lavori di ripristino dei luoghi interessati dal permesso di ricerca scaduto, affinché il terreno possa essere riconsegnato nello stato in cui si trovava al momento delloccupazione intende dire che la Regione non è intenzionata a stipulare l'atto d'intesa con il Governo per il pozzo Montegrosso 2. La OLA torna a ribadire
che la particella ancora "da ripristinare" - dove è
allocato il pozzo petrolifero - fa parte della "Foresta Demaniale
Grancia Caterina" ed auspica che sulla vicenda la Regione si esprima
dichiarando con chiarezza le proprie intenzioni. (AGR) - Nessuna delibera della Regione Basilicata autorizza la perforazione del pozzo Monte Grosso 2. E quanto afferma lassessore regionale allAmbiente, Vincenzo Santochirico in relazione al permesso di ricerca Serra San Bernardo, in agro di Brindisi di Montagna, al di fuori del perimetro del Parco della Val dAgri. In data 12 settembre
2007, il Ministero dello Sviluppo economico (Ufficio nazionale minerario
per gli idrocarburi e la geotermia) ha chiesto alla Regione di esprimere
latto di Intesa, al fine di autorizzare la perforazione del pozzo
esplorativo Monte Grosso 2. La Giunta regionale, nella seduta del 7 novembre scorso, ha stabilito, invece, che la società Medoilgas Italia Spa (titolare del permesso di ricerca) dovrà versare la somma di 15.703 euro alla Regione Basilicata a titolo di indennizzo per loccupazione di 5 ettari di superficie di proprietà regionale nel periodo 1997-2008, in relazione al permesso di ricerca conferito nel 1994 e scaduto il 23 febbraio 2008. Con lo stesso atto, inoltre, la Regione ha autorizzato i lavori di ripristino dei luoghi interessati dal permesso di ricerca scaduto, affinché il terreno possa essere riconsegnato nello stato in cui si trovava al momento delloccupazione. Articoli
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Pubblicato
il: 16 Febbraio 2009 - Ore 18:01
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