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L'estrazione
di gas può inquinare le falde acquifere
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Autore:
Enzo Palazzo
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ancora che un bacino petrolifero, la Basilicata è un bacino idrico
che dà da bere a due regioni. Laffermazione è
di Maria Rita DOrsogna, [www.csun.edu/~dorsogna/],
esperta di inquinamento da idrocarburi, unabruzzese con un curriculum
lungo un chilometro, attualmente docente dellUniversity Northridge
Mathematics Department di Los Angeles, in California. La conversazione
con la docente californiana viene dopo le verità della
Gas Plus italiana, pubblicate il 31 gennaio con lintervista al direttore
del Business Development, Giovanni Baroni, in merito alla trivella del
pozzo di metano riattivata di recente a Marconia. Professoressa DOrsogna, esiste un pericolo di inquinamento dellaria e delle falde freatiche più grave per il petrolio e meno per il gas? Questo e un mito che le ditte petrolifere amano propagandare. In realta i rischi esistono anche per le estrazioni di gas. Un report di Scientific American, dal titolo Drilling for Natural Gas, Contaminating Water mostra che negli Stati Uniti, dove i controlli sono di gran lunga piu severi e meticolosi che in Italia, si sono registrati circa 1000 casi di contaminazione di sostanze tossiche nei pozzi dacqua ad uso umano a causa di estrazioni di gas naturale. In vari casi, sono stati trovati benzene, lubrificanti e altri composti chimici nellacqua teoricamente potabile. Gas e petrolio hanno la stessa composizione chimica, sono entrambi fatti di molecole di carbonio ed idrogeno. Quelle del gas sono pero molecole piu corte del petrolio. Di solito nei pozzi di gas naturale le concentrazioni di idrogeno solforato sono piu elevate, essendo anche lidrogeno solforato un gas. Nel petrolio, invece, piu spesso si trovano impurita sulfuree che solo durante la lavorazione e lopera di desolforazione (come quella che si fa a Viggiano) diventa idrogeno solforato. La Gas Plus, la società che estrae a un km. dal centro storico di un paese di nome Marconia, sostiene di estrarre metano puro al 99 per cento con emissioni di solfati uguale a zero, in quanto lanalisi del campione ha trovato concentrazioni minori di 1 ppm. mol! Ma cosa vuol dire emissioni di solfati uguale a zero, se nel campione ce una concentrazione vicina ad 1ppm di H2S? Zero e 1ppm sono due cose diverse. Lidrogeno solforato e una sostanze che agisce come il cianuro (anche piccole quantita possono essere nocive alla salute): non si puo ragionare in termini assoluti ma relativamente al fatto che questa sostanza e altamente tossica. In Italia nel 2008 ci sono stati 11 morti per inalazione di idrogeno solforato. Lorganizzazione mondiale della sanita raccomanda un limite di 0.005ppm in aria. In Massacchussetts e illegale immettere in atmosfera sostanze con concentrazioni di 0.0006 ppm. Tecnicamente, come può avvenire linquinamento dei bacini idrici durante una perforazione/estrazione? Le sostanze chimiche utilizzate per perforare restano nel terreno e si infiltrano nelle falde acquifere, inquinandole con materiali tossici. Anche perché lopera di estrazione necessita di molta acqua ad alta pressione, che molto spesso e caratterizzata da presenza di idrocarburi, composti organici, metalli, sali e altre sostanze chimiche di lavorazione. La sua elevata salinità puo, inoltre, cambiare la composizione chimica del terreno, riducendone qualità e fertilità. Senza parlare dei rischi da fanghi e fluidi perforanti che, a causa di incidenti, mal funzionamenti o perdite, possono riversarsi nei terreni attorno ai pozzi. Esempi di contaminazione di laghi, fiumi e terreni non mancano nel resto del mondo, con il conseguente aumento di tumori, aborti spontanei, morie di pesci, malattie respiratorie e alla pelle. E successo anche in Basilicata! Certo! In Basilicata esistono posti dove lacqua non è più potabile, a causa dellattività estrattiva, come ad esempio presso le sorgenti Acqua sulfurea, Acqua la Vecchia e Acqua Piano la Cerasa di Calvello a Calvello (Pz). In quella localita il sindaco vietò il consumo di acqua dai rubinetti. Anche la zona del parco nazionale Acqua dellAbete e allo stato attuale sotto sequestro per inquinamento: cè chi pensa sia dovuto a causa di infiltrazioni di sostanze tossiche dal vicino pozzo estrattivo Cerro Falcone, dellEni. Lei ha anche parlato di sostanze chimiche segrete, radioattive e cancerogene, usate per rendere fluida la crosta terrestre. Esistono centinaia di sostanze chimiche naturali o artificiali che possono essere usate nei fluidi perforanti. La composizione chimica esatta e coperta da segreto industriale, il che rende più difficile sapere con esattezza tutti i rischi possibili. Lutilizzo di materiale radioattivo nei pozzi lucani e evidente già dallaudizione del 1998 di Franco Bernabé, al tempo presidente dellEni, da parte di Massimo Scalia, presidente della Commissione parlamentare dinchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivitià illecite ad esso connesse. La Gas Plus italiana, in merito al pozzo di metano di Marconia ha dichiarato di usare fluidi a base di acqua che contengono polimeri sintetici e naturali, tutti a bassissimo impatto ambientale. Le compagnie petrolifere tendono troppo spesso a minimizzare, specie quando non si tratta delle loro vite o di quelle dei loro cari. Quando le operazioni di perforamento vengono fatte così vicine ai centri abitati, nulla e a bassissimo impatto ambientale. Immettere sostanze chimiche non presenti in natura nel terreno come un polimero sintetico e di per sé impattante. Non sappiamo come reagira il terreno, cosa scorre in quella zona, come gli ingredienti segreti reagiranno fra loro e a contatto con la terra. E come andare alla cieca. E poi, una volta creato il pozzo, tutte queste sostanze usate per perforare il terreno, immesse a vari chilometri sotto la crosta terrestre, tornano su, come scarti, mescolati ad altre sostanze del sottosuolo, dando origine a miscele pericolose e tossiche. La domanda vera da porsi, piuttosto, e: ma dove andranno a finire i materiali di scarto? [articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, edizione Basilicata, del 18.02.2009] Non esiste solo
un rischio di inquinamento dellaria e del sottosuolo quando si
estrae gas come a Marconia. Esiste anche il rischio di un fenomeno geologico
molto noto che va sotto il nome di subsidenza.
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Pubblicato
il: 18 Febbraio 2009 - Ore 20:49
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