Dopo la Val
d'Agri, le trivelle vogliono fare terra bruciata in tutta
la Basilicata. Non parliamo più del tentativo di far
fallire il parco della Val d'Agri per far posto alle trivelle
(in un parco nazionale è noto che esse non possono
operare) o ai tentativi di convincere, con le royalites, (alias
il solito piatto di lenticchie) i sindaci delle Dolomiti Lucane
e del parco Gallipoli Cognato per perforare anche in quei
luoghi. Il governo della Regione Basilicata ha concesso permessi
di coltivazione sulla costa ionica con il silenzio assenso
di tutta l'opposizione di centrodestra. A Policoro e in altre
località dello Jonio la società Gas Plus Italia
infatti intende estrarre gas nella concessione Policoro. Mentre
in tutta Italia si nega alle società petrolifere di
effettuare trivellazioni, dalla pianura Padana, dal golfo
di Venezia, dalla Sicilia in Val di Noto sino in Toscana,
le compagnie petrolifere continuano a far breccia solo in
Basilicata,grazie ad una classe politica compiacente.
Il petrolio non è un'energia rinnovabile e tra dieci
anni finirà lasciando in Basilicata solo danni ambientali,sociali
e morali. Le acque (che sono la nostra vera ricchezza ) sono
tra le prime ad essere in pericolo. Nessuno (proprio nessuno
) conosce gli effetti delle trivellazioni sulle dinamiche
delle falde acquifere e le trivelle non distinguono i fiumi
sotterranei dalle argille e dalle rocce.Abbiamo già
problemi di acqua oggi e le città pugliesi di Taranto
e Brindisi si dissetano con le autobotti. Per non parlare
dei fanghi tossici e dei rifiuti petroliferi derivanti dalle
perforazioni che già finiscono in Val Basento, in Val
d'Agri e fra poco anche a Guardia Perticara, nella valle del
Sauro si intende creare un megaimpianto per lo smaltimento
di rifiuti petroliferi (anche le acque del Sauro finiranno
nello Jonio). I danni, non solo materiali, sono notevoli e
rischiano di pregiudicare l'immagine dei prodotti dall'agricoltura
biologica e sul turismo. Come si giustificherebbero le produzioni
biologiche in prossimità alle torri petrolifere?. Le
estrazioni petrolifere favoriranno la desertificazione. La
Basilicata è infatti una regione a rischio desertificazione
ed i terreni agricoli del Metapontino rischiano di perdere
il loro valore economico. Quali turisti villeggeranno nei
nostri alberghi e nei nostri paesi con le vestigie della magna
Grecia circondate da torri petrolifere?.Quale sarà
la qualità del nostro mare? Le popolazioni del Metapontino
ancora una volta non sono state informate per favorire le
compagnie petrolifere libere di operare così indisturbate.
Invece di discutere di sviluppo con i cittadini, il governo
regionale da via libera alle multinazionali del petrolio e
del gas anche nel Metapontino ove si sta mettendo in pericolo,
dopo le scorie nucleari, il futuro di un intero territorio
e di una intera economia . Facciamo pertanto appello alle
organizzazioni agricole, a quelle turistiche, ai sindaci perché
prendano coscienza della grave situazione che incombe sul
territorio e sull' economia rappresentato dal petrolio che
ha prodotto come unico effetto certo in Basilicata l'emigrazione
e l'arricchimento della lobby petrolifera.