L'Unmig come il Protettorato del Vicerè di Napoli
Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista
Mentre l’Assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, si dichiara “disponibile alla sfida ambientale”, durante la presentazione del sistema natura in Basilicata, il Senato vara, definitivamente, la legge che detta norme “per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” che riporta il Paese nel baratro della preistoria della cultura ambientalista.

Con la riproposta del nucleare e con il patto che sancisce il primato delle decisioni dell’industria privata sulla volontà dei cittadini, delle comunità locali e regionali, abbiamo sentito plaudire i Parlamentari Lucani del PDL ai 10-20 centesimi di sconto sulla benzina che la legge riconoscerebbe ai Lucani per il fatto di ospitare il più grande giacimento petrolifero d’Europa. In realtà, questo rappresenta solo il naturale epilogo di una vicenda che porta tutti i poteri al Governo in materia di autorizzazioni di ricerca ed estrazioni di petrolio ed in maniera specifica ad un suo Ufficio Periferico con sede a Napoli denominato UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi Geotermia). Un semplice Ufficio decentrato del Ministero dello Sviluppo Economico che diviene una sorta di Protettorato della Basilicata ove si decidono in modo unilaterale - nell’ambito del “procedimento unico” (art 46 della legge varata dal Senato) - i permessi di ricerca petrolifera e le estrazioni di greggio in mare e terraferma, relegando Regione e Comuni al ruolo di “zimbelli istituzionali”.

Infatti, l’Unmig decide in virtù del potere attribuitogli dalla legge considerando le opere petrolifere “di pubblica utilità” anche in deroga a diverse prescrizioni sancite da Piani Regionali e Comunali comunicando, semplicemente, ai Comuni le proprie decisioni. Cade così, in cambio di pochi centesimi di sconto sulla benzina riconosciuta ai Lucani, il teorema del “Petroleum System” basato sulle “royalty” e sul quale ha investito la politica regionale che palesa il fallimento di una programmazione tutta incentrata a riconoscere il potere alle multinazionali dei rifiuti e dell’energia. In questa dimensione le dichiarazioni del Presidente Vito De Filippo - che vorrebbero la Basilicata libera da nucleare - appaiono vuote e non fondate da alcuna volontà di ribadire con i fatti il ruolo istituzionale dell’Ente Regione che predica bene ma razzola male, accontentandosi delle elemosine e svendendo il territorio lucano.

Pubblicato il: 10 Luglio 2009 - Ore 21:45