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Con l'approvazione
definitiva al Senato del DDL 1195-B e la pubblicazione della Legge relativa
allo "sviluppo e linternazionalizzazione delle imprese, nonché
in materia di energia, il rilascio delle autorizzazioni ambientali
per permessi ed estrazioni di petrolio in Basilicata viene trasferito
dalla Regione allUnmig (Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi
Geotermia). Questo ufficio periferico del Ministero dello Sviluppo Economico
- con sede a Napoli - può procedere a derogare per "pubblica
utilità" le norme di Leggi regionali e quelle dei Piani
Regionali e Comunali.
Con la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) favorevole - rilasciata
dal Ministero dell'Ambiente alle società Sorgenia e Basento Ambiente
Energia Srl - si autorizzano due mega-centrali in Val Basento a Pisticci
e Salandra (per un totale di 1.200 MW), con la Regione che sembra aver
rinunciato a ricorrere al Tar contro il parere positivo VIA del Ministero
dell'Ambiente, rilasciato senza tener conto delle prescrizioni regionali
e del superamento dei limiti di potenza fissati dal Piano Energetico
Regionale.
Ed ancora, due recenti "sentenze-gemelle" (la n.166/2009 e
la n. 169/2009) della Corte Costituzionale dichiarano l'illegittimità
costituzionale dell'Art. 6 della Legge della Regione Basilicata n.9
del 26 Aprile 2007 (Disposizioni in materia di energia). Esse sono state
sollecitate dalla potente "cordata" eolica. Nonostante ciò,
la lobby dell'energia eolica viene addirittura favorita dalla Regione
Basilicata che mostra di non considerare l'esigenza di difendere fondamentali
strumenti normativi di gestione e programmazione del territorio regionale
inserendo nel nuovo Piear (Piano Indirizzo Energetico Ambientale Regionale)
potenze eoliche pari ad oltre 900 MW corrispondenti a 900 nuove torri
eoliche.
Non è possibile da un lato dichiarare - a parole - così
come fa l'Assessore regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, l'esistenza
di un disegno che mira ad espropriare le competenze regionali in materia
di ambiente ed energia e poi continuare a sottoscrivere accordi con
le multinazionali energetiche private, all'assalto del territorio della
Basilicata, escludendo ad esempio l'applicazione della VIA a nuove trivellazioni
petrolifere (vedi esclusione della VIA al pozzo Monte Alpi 3 OR - A);
oppure autorizzando oleodotti e pozzi petroliferi anche all'interno
del perimetro del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese,
Siti di Importanza Comunitaria ed in prossimità di ospedali,
centri abitati e dighe, chiudendo gli occhi sul preoccupante inquinamento
delle falde idriche in Val d'Agri.
Sul nucleare non una parola è stata spesa dall'Assessore Santochirico
sulla riconversione e privatizzazione del Centro della Trisaia, con
le barre di Elk River ancora ivi confinate. Il Centro Enea, ex Sogin,
si appresterebbe a diventare sito provvisorio-definitivo delle scorie
nucleari italiane, con molta probabilità affidato ad una nuova
società privata, mentre per l'area di Terzo Cavone - ancora di
proprietà della Sorim - nulla viene fatto per cambiarne la sua
attuale destinazione urbanistica per insediamenti produttivi, nonostante
la si dichiari sede della "Città della Pace e dei Bambini".
E che dire poi sulla mancata istituzione del Parco dei Calanchi, divenuto
centro della monnezzopoli lucana con mega discariche legali ed illegali?
Come se tutto ciò non bastasse, la Giunta Regionale della Basilicata
ha autorizzato in Val Basento - nel mese di Maggio 2009 - il mega-stabilimento
Ecoil per il trattamento di 70.000 ton/anno di oli esausti. Un'area
inquinata che, grazie alla "bacchetta magica" della Regione
Basilicata e dall'Assessorato all'Ambiente, viene per decretazione stralciata
dal Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche, per favorire la vendita
di "patacche inquinate" e favorire l'insediamento degli stoccaggi
di gas russo e mega-centrali termoelettriche. Il grave stato di inquinamento
non riguarda solo la Val Basento ma anche le aree industriali di San
Nicola di Melfi e Tito Scalo, per le quali sono assenti Piani di Caratterizzazioni,
bonifiche, completi
monitoraggi ambientali e gli stessi dati sull'inquinamento, in qualche
caso addirittura secretati secondo i vertici dell'Arpab dalla Magistratura,
accompagnati dal silenzio colpevole della Regione.
In questo quadro non certo edificante, l'Assessore Vincenzo Santochirico
continua a rappresentare una "Basilicata Felix", dove tutto
è sotto controllo o dove "tutto è a posto",
forse tratto in inganno da qualche sindacato che, per qualche posto
di lavoro in più, non esita a chiudere entrambi gli occhi su
quanto è, invece, sotto gli occhi di tutti.
Per quanto sopra detto la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)
- Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti
e Cittadini - chiede all'Assessore all'Ambiente, Vincenzo Santochirico,
le dimissioni. Un atto di coerenza rispetto a quello che egli dichiara
di recente, solo a parole, sul suo blog o attraverso Facebook contro
i "poteri forti...di quelli che ci prendono il petrolio e ci danno
il nucleare" e che considerano il territorio regionale terra di
conquista e colonia energetica e discarica dei rifiuti d'Italia.
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