Enormi quantità di gas e petrolio estratti in Basilicata
Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista

Nell'anno 2008 - secondo i dati Unmig - si sono estratti in Basilicata oltre un miliardo di smc (metri cubi standard) di gas naturale, provenienti dai pozzi presenti in 10 concessioni, e quasi 4 milioni di tonnellate di olio greggio, proveniente dai pozzi delle concessioni Serra Pizzuta e Val d'Agri. Queste quantità di gas e petrolio estratti dal nostro sottosuolo rappresentano - di gran lunga - quantitativi enormi se si pensa che in Italia si sono estratti nel 2008, 5.219.752 tonnellate di petrolio (oltre 80% in Basilicata) e 9 miliardi di smc di gas, di cui 1/9 estratti in Basilicata.

Il "governo saudita" della regione, molto interessato a far parte della holding dei petrolieri, solerte nel calcolare utili delle royalty, inebriato dai prezzi del barile di petrolio e dai possibili utili della Sel SpA, derivanti dalla conversione delle royalty in diritti di vendita del gas lucano, continua a dimenticare gli impatti sull'ambiente e sulla salute che tali estrazioni stanno provocando. Infatti, i pozzi petroliferi e gassiferi sorgono in luoghi vulnerabili dal punto di vista idrogeologico ed in aree boscate su terreni agricoli, a fronte dei quali si prevede un ulteriore aumento della produzione di idrocarburi con la nuova concessione Tempa Rossa e con i nuovi numerosi permessi che riguardano tutta la regione.

Le attività di raffinazione presso il Centro Oli di Viggiano riguardano, notoriamente, un olio greggio definito"pesante", ovvero ricco di sostanze inquinanti e corrosive che vengono separate dall'olio prima che esso venga convogliato nell'oleodotto Viggiano-Taranto. In questo modo, in Basilicata, restano gli scarti di raffinazione, fanghi di perforazione e sostanze chimiche pericolose che hanno aperto la strada al business delle discariche speciali.

Da anni la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - denuncia questo "Petroleum System" in Basilicata, ovvero gli effetti collaterali dimenticati dalle pubbliche istituzioni. Da tempo sono assenti risposte esaurienti ai diversi casi di inquinamento delle falde idro-potabili prodotte dalle estrazioni, nonchè alle emissioni di sostanze inquinanti quali l'Idrogeno Solforato, gli IPA, i COV, metalli pesanti. Dopo dieci anni di inadempienze relative all'assenza della rete di monitoraggio ambientale, quanti anni ancora bisognerà attendere affinchè il territorio venga controllato e monitorato, considerando che le estrazioni di gas e petrolio saranno destinate ad essere ulteriormente incrementate in Basilicata?

Pubblicato il: 30 Luglio 2009 - Ore 20:38