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FUORIUSCITA DI GAS DAL CENTRO OLI DI VIGGIANO, LA OLA SCRIVE ALL'ENI (03 gennaio 2010)
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - con una nota inviata nei giorni scorsi al Responsabile Ambiente, Sicurezza e Permitting del Distretto Meridionale ENI, Ing Enrico Tavolini - in riferimento all'emissione di gas dal Centro Oli di Viggiano avvenuta la mattina del 30 dicembre 2009 e ad alcune dichiarazioni rese alla stampa da dirigenti ENI che hanno riferito di "un blocco di una turbina" dell'impianto, con conseguente rilascio di non meglio definiti "gas ed altri liquidi" in atmosfera - ha chiesto di conoscere nel dettaglio dai responsabili del Distretto ENI di Viggiano le circostanze tecniche che avrebbero causato il "blocco della turbina", la tipologia e la quantità dei gas rilasciati in atmosfera ed il motivo per cui gli stessi non sarebbero stati convogliati nella fiaccola dei camini del Centro Oli, nonostante si tratti di complessi processi chimico-fisici finalizzati al trattamento del greggio con idro-desulfurazione del petrolio attraverso il ciclo denominato"Claus" che produce "tail gasses", ovvero gas carichi di H2S ed altri gas incombusti. I cittadini, infatti, hanno riferito alla stampa di aver avvertito un forte odore di zolfo ed irritazione agli occhi ed alle mucose e persino vomito. Il Centro Oli di Viggiano rientra in quella categoria di impianti classificati ad alto rischio di incidente rilevante in base alla normativa "Seveso". ENI all'interno del Centro Olii ha attivi sistemi di rilevazione dei gas immessi accidentalmente in atmosfera e proprie centraline di rilevazione. Da ciò si desume che ENI sia anche in possesso degli eventuali dati relativi ai gas incombusti immessi accidentalmente in atmosfera il giorno 30/12/2009, in attesa che l'ARPAB, chiamata sul posto dal sindaco solo a seguito dell'episodio segnalato dai cittadini, fornisca i propri. La OLA, nel ritenere importante la corretta applicazione dei piani di emergenza interni ed esterni all'impianto, obbligatori per legge ed una esauriente informazione sull'episodio in parola, preannuncia altre iniziative presso le autorità competenti tese ad accertare eventuali responsabilità e comportamenti illeciti.
ENI CHIARISCA
LE CAUSE DELLE EMISSIONI DI GAS NEL CENTRO OLII (31 dicembre 2009)
In riferimento all'emissione di gas dal Centro Olii di Viggiano avvenuta
la mattina del 30 dicembre 2009 e ad alcune dichiarazioni rese alla
stampa da dirigenti ENI che hanno riferito di un blocco di una turbina
dell'impianto, con conseguente rilascio di non meglio definiti 'gas
ed altri liquidi' in atmosfera, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista),
coordinamento apartitico di associazioni e comitati dei cittadini chiede
di conoscere nel dettaglio dai responsabili del Distretto ENI di Viggiano
le circostanze tecniche che avrebbero causato il 'blocco della turbina',
la tipologia e la quantità dei gas rilasciati in atmosfera ed
il motivo per cui gli stessi non sarebbero stati convogliati nella fiaccola
dei camini del Centro Olii. Nonostante si tratti di complessi processi
chimico-fisici finalizzati al trattamento del greggio con idro-desulfurazione
del petrolio attraverso il ciclo denominato 'Claus' che produce 'tail
gasses', ovvero gas carichi di H2S ed altri gas incombusti, riteniamo
che ENI debba ai cittadini ed alle maestranze risposte chiare in proposito.
Gli stessi cittadini che hanno riferito alla stampa di aver avvertito
un forte odore di zolfo ed irritazione agli occhi ed alle mucose. Il
Centro Olii di Viggiano rientra in quella categoria di impianti classificati
ad alto rischio di incidente rilevante. Sappiamo che ENI all'interno
del Centro Olii ha attivi sistemi di rilevazione dei gas immessi accidentalmente
in atmosfera e proprie centraline di rilevazione. Da ciò si desume
che ENI sia anche in possesso degli eventuali dati relativi ai gas incombusti
immessi accidentalmente in atmosfera il giorno 30/12/2009, in attesa
che l'ARPAB, chiamata sul posto dal sindaco solo a seguito dell'episodio
segnalato dai cittadini, fornisca i propri. Non vorremmo che il silenzio
dell'ENI su quanto accaduto presso il Centro Olii sia invece la prova
della non applicazione dei piani di emergenza interni ed esterni all'impianto,
obbligatori per legge, dal momento che ancora una volta i cittadini
sono stati allarmati da quello che in maniera superficiale viene definito
'anomalia di funzionamento' per il quale continuano a non essere fornite
spiegazioni esaurienti in assenza delle azioni defenite nei Piani di
Emergenza. CONTINUANO I
COSIDDETTI EFFETTI COLLATERALI PRESSO IL CENTRO OLI DI VIGGIANO (30
dicembre 2009)
I cittadini residenti nei presi del centro Oli di Viggiano hanno segnalato
alla nostra Organizzazione "forti emissioni di gas spigionatesi
nuovamente dal centro olii ENI di Viggiano". La Ola, Organizzazione
Lucana Ambientalista, Coordinamento apartitico di associazioni e comitati
dei cittadini denuncia l'ennesimo attentato alla salute che si vuol
far passare come "effetti collaterali" dell'estrazione e trattamento
degli idrocarburi in Basilicata ed in Val d'Agri in assenza di dati
ufficiali e monitoraggi di tutte le emissioni inquinanti (ivi compresi
gli IPA, H2S, COV) e soprattutto di attuazione dei piani di emergenza
all'interno ed all'esterno dell'impianto ai sensi dei Decreti del Ministero
dell'Ambiente 26 maggio 2009, n.138 e 24 luglio 2009,n.139. Il perdurare
di quello che viene definito, in modo del tutto arbitrario e non supportato
da dati certi, "anomalie di funzionamento" del centro oli
di Viggiano costituiscono un allarme costante in cui sono costretti
a vivere i cittadini, giustamente preoccupati per la loro salute. La
Ola invita ENI a chiarire quanto accaduto e gli Enti competenti a fornire
tutti i ragguagli su quello che può rappresentare l'ennesimo
incidente causato da attività altamente pericolose ed inquinanti.
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