[Data di pubblicazione: 02/03/2008]ola
 
 
Estrazioni petrolifere: subito una moratoria
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: OLA | ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
 
   
   

La Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale e apartitico di Associazioni, Movimenti, Comitati e Cittadini, chiede alla Regione l'immediata moratoria delle attività petrolifere in Basilicata, al fine di consentire di predisporre un piano di fuoriuscita della regione dalle attività petrolifere che, come dimostra la Val Basento, è tutt'altro che operazione facile e sicura.

Non è possibile ipotecare, come sta facendo la Regione - ribadisce la Ola - i 2/3 del territorio regionale assoggettandolo agli interessi esclusivi delle compagnie petrolifere e di quelle dell'energia. Queste ultime credono ormai di operare in una specie di "deserto saudita" al quale somiglia sempre più la Basilicata, in cui vigono regole, servitù e prevalgono metodi da paesi sottosviluppati. Oltre a pregiudicare le attività economiche e di uso tradizionale del territorio, le attività petrolifere continuano a mettere a repentaglio le componenti naturali, il terreno, l'aria e l'acqua. In particolare la Ola evidenzia come le compagnie petrolifere, già massicciamente presenti in Val Basento, in Val d'Agri e nelle valli del Sauro-Camastra, siano in procinto di chiedere nuove autorizzazioni per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi sulla costa Ionica, nell'area del Melandro-Platano, nel potentino, a nord della regione e nell'area del parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane (e forse anche nel Parco Nazionale del Pollino), checché ne dica l'Assessore Santochirico, che sembra ignorare l'entità del fenomeno, almeno a guardare i dati sbagliati da lui stesso forniti.

Questa grave situazione è il risultato della sudditanza delle istituzioni sulle quali agiscono le pressioni ed il ricatto economico ed occupazionale. Tipico è caso di Corleto Perticara allorquando, per consentire la realizzazione del Centro Oli Val Camastra, si è ampliato e cambiata la destinazione d'uso dell'area comunale destinata in origine agli insediamenti produttivi, ipotecandola per 99 anni e cedendola alla Total in cambio delle onnipresenti "royalties". E' il caso del Comune di Guardia Perticara (appena 700 abitanti) dove verrà realizzato in area PIP un mega stoccaggio di gas e dove già opera una mega discarica chimico-petrolifera affidata alla Semataf che già accoglie le peggiori specie di veleni e sostanze inquinanti chissà provenienti da dove, per le quali di recente la Regione ha autorizzato l'ampliamento della capacità di trattamento e smaltimento.

Le compagnie Total/Esso/Shell attendono ancora la VIA per l'estrazione e la costruzione dell'oleodotto dei giacimenti della concessione Gorgoglione e del centro oli nelle Valli del Sauro Camastra anche grazie anche agli 800 milioni di euro di fondi pubblici erogati dal CIPE alla Total; la società Medoilgas, già Intergas Plus del Gruppo Mediterranea Oil & Gas PIC, chiede con insistenza alla Regione di estrarre nella concessione San Bernardo, ove è presente il pozzo Montegrosso; la Shell non rinuncia ad estrarre nelle valli del Melandro e nella concessione Grotte del Salice assieme alla Esso. L'stanza di ricerca per Monte Li Foj è ancora vigente ed è presente sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico con data 30 Novembre 2007 assieme a numerose richieste http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/elenco.asp?tipo=PRT. A fronte di questa massiccia presenza delle compagnie petrolifere, la Regione a tutt'oggi, non ha realizzato alcuna efficiente rete di monitoraggio ambientale e soprattutto non ha un proprio piano che indichi con chiarezza come e con quali tempi e quali fondi verranno bonificati i chilometri di oleodotti, le postazioni petrolifere, gli impianti tecnologici ed i siti di stoccaggio dei rifiuti petroliferi. Ad estrazione conclusa, rischiano di rappresentare una pesante eredità ed una gravosa ipoteca sull'ambiente e la salute di intere generazioni.


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