LAssociazione
Fare Verde desidera intervenire in merito allarticolo
pubblicato in data 17/04/07, riguardante leventuale raddoppio
della Raffineria di Taranto.
E a dir
poco sconcertante la presa di posizione, chiaramente espressa
da parte di due autorevoli esponenti della sinistra jonica,
i consiglieri regionali Mineo e Costantino, i quali dichiarano
che il territorio di Taranto non può essere deindustrializzato
in assenza di valide alternative, che è normale che
qualsiasi attività produttiva inquini, che lo scenario
industriale può risultare addirittura affascinante
e che pertanto occorre consentire celermente tale raddoppio.
Trattasi di esternazioni che si commentano da sole e che evidenziamo
allattenzione dellopinione pubblica affinché
si prenda coscienza di come sia difficile restituire un futuro
a questa nostra città. I nostri nonni e i nostri padri
ci hanno sempre raccontato di una Taranto la cui economia,
non certo dissestata, era legata alle vocazioni
storiche, culturali ed ambientali. Le scellerate scelte di
una classe politica mediocre e per niente lungimirante ha
vincolato lo sviluppo economico di questo territorio alla
presenza della grande industria impedendo di fatto lo sviluppo
di quelle alternative che certamente non si improvvisano,
ma se si vuole si possono pianificare a medio e lungo termine.
Sono trascorsi
tantissimi anni ma la storia rischia di ripetersi per cui
è nostro dovere tentare di risvegliare dal torpore
una comunità che da troppi anni ha smarrito la propria
identità, sacrificandola sullaltare dellindustria
pesante, inseguendo il miraggio di un benessere immediato
e duraturo, rivelatosi in seguito un autentico bluff. Per
questo motivo auspichiamo una forte mobilitazione rispetto
a scelte che prevedano lampliamento della Raffineria,
la realizzazione del rigassificatore e qualsiasi altro intervento
che non sia sottoposto preventivamente al vaglio della popolazione
non più disposta a subire passivamente decisioni calate
dallalto. Riconosciamo ai due Consiglieri Regionali,
di essersi espressi chiaramente circa il tipo di sviluppo
economico che intenderebbero perseguire per la Città
di Taranto, sarebbe interessante, alla vigilia delle prossime
consultazioni amministrative, conoscere preventivamente il
pensiero dellintera classe politica.
Non sappiamo
se riusciremo a riconsegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti
un territorio risanato, uneconomia basata su attività
eco - compatibili, ma fino a quando rimarremo a vivere e a
lavorare in questo territorio continueremo a batterci con
ogni mezzo e ad osteggiare scelte politiche per le quali saranno
chiamate a pagare il conto, le future incolpevoli generazioni.