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Il
bluff del petrolio in Basilicata
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Autore:
Movimento
NoScorie Trisaia
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Pochi cents di sconto sulla benzina per distruggere le economie locali e la salute dei cittadini lucani I nostri parlamentari, con il recente emendamento sulle royalty, portano a casa le lenticchie e cedono in cambio il territorio e la salute dei residenti, in una regione dove una recente indagine registra il record nazionale per le malattie tumorali. Le trovate pubblicitarie e il markenting usato per catturare gli acquirenti sulla bontà dei prodotti è stato importato dalla politica locale, al fine di circuire voti con la promessa del buon prodotto (sconto benzina), comunicazione di alta percezione che, invece, nasconde il trucco commerciale che permetterà l'estrazione petrolifera da parte delle lobby che distruggeranno tutta la Basilicata e le economie collegate senza sborsare quasi nulla. La percezione dell'iniziativa, apparentemente, di grande effetto mediatico - in prima battuta - è destinata a sgonfiarsi, mostrando i suoi lati peggiori se la analizziamo nel dettaglio. Lo sconto sulla benzina dovrebbe realizzarsi con una copertura extra del 3% delle royalty che passano dal 7 al 10%. Bazzeccole in confronto alle royalites che percepiscono in Canada che sono del 50% o in Norvegia dove le per il territorio sono addirittura dell80%. La benzina a prezzo ridotto si basa su riduzione delle accise, ossia delle tasse che il Governo pone sul litro di carburante e sulla produzione di idrocarburi regionale, che terminerà nel medio periodo (in media altri 10 anni). La benzina con prezzo ridotto, quindi, non sarà corrisposta per l'eternità, ma avrà un termine legato all'esaurimento del combustibile fossile che dovrà essere estratto sempre in maggiori quantità per mantenere lo sconto. Nella Basilicata che vive di agricoltura, però, la riduzione delle accise c'é già per le attività agricole e per la pesca. Quindi, la categoria che traina l'economia regionale non potrà beneficiarne. Le imprese industriali (ormai sono tutte chiuse o in cassa integrazione) avranno poco ristoro e figuriamoci se per pochi spiccioli altre imprese verranno in Basilicata. I privati che percorrono in media 20000 Km/anno con una vettura economica che fa 15Km/lt (ammesso che si toglieranno 10 cents/lt) avranno un risparmio medio che non arriverà neanche ai 130 euro/anno a famiglia. Parte della popolazione lucana (pari a 125.000 abitanti) è sui 65 anni, difficilmente percorre Km e non usufruirà dello sconto. Per il gas abbiamo già visto che la platea di chi usufruisce degli sconti regionali è molto limitata e di nuovo sono proprio escluse le aziende agricole (le più penalizzate dallinquinamento petrolifero). Ben poca cosa in confronto agli 80 cents su un dollaro sul valore delle estrazioni che già dal 2000 percepisce il territorio dellAlaska e dei suoi abitanti che hanno un reddito pro capite grazie alle sovvenzioni del petrolio medio di 64.000 dollari/anno, pari a 50.000 euro/anno attuali, mentre prima erano i popoli a più basso reddito dellAmerica. In Alaska le estrazioni petrolifere al contrario della Basilicata sono monitorate costantemente dalle istituzioni per tutti gli inquinanti e i livelli di emissioni e di inquinamento sono 6000 volte inferiori a quelle italiane (vedi idrogeno solforato da 0,005 ppm in America - secondo - lOMS a 30 ppm in Italia per lindustria petrolifera). Negli Stati uniti inoltre è proibito trivellare vicino ai bacini idrici, ai centri abitati ed è vietato estrarre petrolio nei parchi e vicino alle coste. Lo sconto sulla benzina ha un prezzo da pagare:
Spopolamento
della regione: Chi ci guadagna realmente:
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Pubblicato
il: 25 Gennaio 2009 - Ore 22:20
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