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Bollettino
del mese di Settembre 2009
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Autore:
Osservatorio OlaWatch
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Dopo la lunga e soleggiata estate con l’autunno che ha fatto capolino è cessato l’allarme ozono in Basilicata. Con le prime perturbazioni c’è stato un rinnovamento dell’aria ed i valori di ozono sono tornati quasi nella norma, Il mese di settembre ha visto solo tre giorni con valori di ozono oltre 120 µg/m3. Tutti nella norma i valori degli altri inquinanti monitorati dall’ARPAB anche se continuano ad aumentare i giorni privi di monitoraggio e viene comunicato che la centralina di Melfi dal 17 settembre è fuori servizio.
Molto meno tranquilla è la situazione che si evince consultando i dati rivenienti dalla postazione fissa che Metapontum Agrobios ubicata nei pressi del Centro Olii di Viggiano, dopo che sono tornati ad essere presenti, sul sito internet di questo Ente sub regionale, le misurazioni effettuate a luglio. Si apprende non senza sconcerto nel mese di settembre che a luglio (ed anche a giugno) i valori di biossido di azoto nell’area industriale di Viggiano sono stati ben oltre il limite di 200 µg/m3 .fissati dal DM 60 del 2002. Nel mese di giugno si contano 13 giorni con valori di biossido di azoto superiori ai 200 μgr/mc in qualche caso per molte ore consecutive, nel mese di luglio le giornate off limits sono state 12, quindi per 25 giorni (ben sette giorni oltre il limite di 18 previsto dal DM 60). Il tutto è accaduto nel più assoluto silenzio da parte di chi è deputato a vigilare sulla salute pubblica seriamente messa in pericolo in quanto è noto che il biossido di azoto è un pericoloso inquinante di colore rosso bruno dal forte e pungente odore dal grande potere irritante e corrosivo ed è responsabile delle piogge acide e che con valori elevati può creare gravi danni alle persone, e può causare alterazioni delle funzioni polmonari, può provocare bronchiti croniche, asma, enfisema polmonare che possono portare alla morte. Per correttezza di informazione assicuriamo che nel mese di settembre i valori di biossido di azoto sono tornati nella norma. Rimane lo sconcerto per i due mesi in cui nei dintorni di Viggiano le persone che vivono nei pressi del centro olii dell’ENI hanno respirato aria avvelenata. |
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Pubblicato
il: 01 Ottobre 2009 - Ore 00:00
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