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[Data di pubblicazione: 22/05/2006]
 
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Moratoria per le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella regione Basilicata

Di iniziativa della Consigliera Regionale Emilia Simonetti

Potenza, 16 Maggio 2006

PROPOSTA DI LEGGE

Moratoria per le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella regione Basilicata

ART. 1

1. Nelle more della ridefinizione e approvazione del piano energetico regionale, che dovrà contenere le prescrizioni per il corretto inserimento degli impianti eolici sul territorio, comunque fino e non oltre il 30 luglio 2007, sono sospese le procedure di valutazione d'impatto ambientale e le valutazioni di incidenza, ai sensi della legge regionale n. 47/1997, nonché le procedure autorizzative, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità).

2. Il comma 1 non si applica ai procedimenti per la realizzazione di impianti destinati, in via esclusiva, ad alimentare l'erogazione, senza finalità di lucro né margini di profitto, ma , in favore di uffici pubblici dello Stato, della Regione, di enti pubblici territoriali, di enti locali o di società a capitale interamente pubblico, nonché in favore di esercenti di pubblici servizi quali i servizi sanitari, i servizi di trasporto pubblico, i servizi di distribuzione di acqua, energia e gas, e per l'autoconsumo privato.

3. per gli impianti di cui al comma 2, la potenza e i criteri di allocazione sul territorio saranno definiti da un regolamento approvato dalla Giunta Regionale entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge.

ART. 2

La Giunta Regionale definirà le procedure per la definizione del nuovo piano energetico regionale, riferito alla produzione regionale di energia sia da fonti convenzionali, sia da fonti alternative e da fonti rinnovabili, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e ad approvare lo stesso entro i successivi novanta giorni.

ART. 3

La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Basilicata.

RELAZIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE

Moratoria per le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella regione Basilicata

PREMESSO CHE

Le associazioni e i movimenti lucani che si occupano di ambiente ed energia - Comitato di Difesa dell'Appennino Lucano - CNP Comitato Nazionale per il Paesaggio - Assoturismo -Confesercenti Basilicata - Accademia Kronos (Sede Nazionale) - Accademia Kronos Basilicata - Associazione Trekking Falconaumanni Matera - LIPU Basilicata - AIGAE (Associazione Guide Ambientali ed Escursionistiche) Basilicata - Movimento Ambientalista Pacifista No Scorie Trisaia - Italia Nostra Potenza - Italia Nostra Matera - Italia Nostra (Sede Nazionale) - CoSa Comitato Salute Ambiente Pollino - Comitato Lucano Per il Controllo delle Scelte Energetiche - Movimento Azzurro - Sede Nazionale- ALTURA Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti (Sede Nazionale)

hanno richiesto con urgenza, sulla base anche di provvedimenti adottati in altre regioni del Mezzogiorno, di definire un provvedimento legislativo che attraverso una immediata moratoria di tutti gli iter procedurali per la realizzazione di centrali eoliche, rilanci la pianificazione e la programmazione energetica complessiva, e garantisca un corretto e sostenibile inserimento degli impianti eolici sul territorio, con l'obbiettivo di evitarne una diffusione selvaggia e inarrestabile sull'intera catena appenninica lucana.

Detta situazione è cosi descritta:

1) al mese di Aprile 2006 sono funzionanti in Basilicata 8 campi eolici (6 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera), per un totale di 192 torri eoliche installate ed una potenza complessiva nominale di 195,95 Mw (Tabella A). Potenza già oggi eccedente le previsioni del Piano energetico Regionale della Basilicata per la sola fonte eolica, superando il valore prefissato pari a 108 Mw di potenza eolica nominale dal P.E.R. al 2010 (Piano Energetico Regionale, Volume III , capitolo II pagine 8360-8361).

Di questi 8 progetti:

- solo 2 sono stati assoggettati alla disciplina regionale di Valutazione di Impatto Ambientale (L.R. n.47/98);
- 6 hanno ricevuto direttamente nel periodo 1999-2002 una valutazione positiva dello screening ambientale, senza quindi essere assoggettati a VIA;
- nessun impianto ha ricevuto valutazione di screening negativa;

2) a questi vanno aggiunti i 6 impianti non ancora installati ma che hanno già ricevuto il parere V.I.A. positivo alla data del 4 aprile 2006 (Tabella B - 5 in provincia di Potenza ed 1 in provincia di Matera), e pertanto si raggiungerà nel breve periodo:

- una potenza nominale installata relativa all'eolico in Basilicata pari a 475,1 Mw. Valore questo ben 4 volte e mezzo superiore alla potenza nominale prevista dal PER Regionale al 2010 per la sola fonte eolica.
- 419 sarebbero le torri eoliche nel breve periodo;
- 14 sarebbero gli impianti dislocati in 18 comuni alcuni dei quali con più campi eolici insistenti sul proprio territorio comunale.

3) Sono state formalizzate altre 15 richieste per la realizzazione di campi eolici in 18 comuni (16 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera) che con screening effettuato sono in attesa di parere del CTRA (Comitato Tecnico Regionale Ambiente) propedeutico al rilascio del parere di compatibilità ambientale con successiva approvazione del progetto ai sensi del D.lgs 387/2003 (vedi Tabella C).

4) In caso di completo accoglimento di tutte le richieste avanzate il trend di sviluppo futuro dell'eolico in Basilicata sarebbe nel medio periodo composto da:

- 29 i campi eolici (di cui 8 già funzionanti)
- 975 Mw di potenza nominale complessiva impiegata (di cui 195,95 Mw già in esercizio)
- 856 torri eoliche (di cui oggi in funzione 192)
- 30 comuni interessati (5 in provincia di Matera e 25 in provincia di Potenza). Di questi 4 hanno più di un campo eolico insistente sul proprio territorio
- 20 società eoliche coinvolte, in gran parte affiliazioni di multinazionali del settore operanti in Europa ed in Italia.
- una potenza nominale impegnata di oltre 9 volte superiore di quella prevista al 2010 nel Piano Energetico Regionale per questa fonte di energia.
- Wind Farm di grossa taglia (generatori eolici con potenza compresa tra 0,8 e 2 Mw ciascuno) con torri eoliche alte fino a diverse decine o centinaia di metri e con concentrazioni medie per impianto pari a 40-50 torri eoliche.

- una infrastrutturazione eolica superiore di oltre 3 volte il fabbisogno di energia da produrre in Basilicata che, considerando tutte le fonti di produzione elettrica, è stata stimata al 2010 dal Piano Energetico Regionale in 350 Mw.

- Impianti con giudizi di compatibilità ambientale positivi in cui non si è tenuto conto in modo adeguato della tutela dell'ambiente e del paesaggio, di salvaguardia delle aree che presentano particolare fragilità dal lato geologico ed idrogeologico in relazione agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti.

4) Allo stato attuale la Regione Basilicata ha deliberato solo un giudizio negativo di compatibilità ambientale ai sensi della L.R. 47/98 motivandolo con la "incompatibilità con l'atto d'indirizzo teso al corretto inserimento nel paesaggio degli impianti eolici" di cui le Deliberazioni della Giunta Regionale della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004… e per l'elevato impatto percettivo e paesaggistico" dell'impianto eolico (Delibera G.R. Basilicata n.2222/2005) dando altresì parere positivo per altri impianti eolici che, pur trovandosi nelle medesime condizioni, sono stati considerati rispondenti all'Atto d'Indirizzo regionale.

5) Non si è tenuto conto dell'impatto sinergico degli impianti funzionanti, approvati e proposti, anche in considerazione del fatto che nei territori di confine tra comuni e/o regioni, analoghe dinamiche di diffusione dell'eolico sul territorio hanno finito per determinare una colonizzazione eolica dell'intera dorsale appenninica senza soluzione di continuità e spesso per decine e decine di chilometri. E' rilevante l'assenza di una pianificazione e programmazione su area vasta malgrado il fenomeno investa migliaia di ettari di estensione complessiva, soprattutto di territorio montano.

6) Si autorizzano campi eolici senza prendere in debita considerazione gli aspetti previsionali e programmatici del Piano Energetico Regionale, sia rispetto alla diversificazione delle fonti alternative (eolico, solare, biomasse, etc) sia in relazione ai rapporti tra la quota di energia prodotta con tali fonti e quella prodotta o producibile con fonti convenzionali. Inoltre non si sono operate distinzioni tra eolico di grande e piccola taglia. Il rischio è pertanto quello di
saturare con la sola energia eolica la quota di energia producibile attraverso le cosiddette fonti alternative, precludendo in questo modo ogni possibile sviluppo, anche sperimentale, di altre fonti rinnovabili tra le quali l'energia solare "primaria" rappresentata soprattutto dall'energia fotovoltaica e da quella termodinamica. Va evidenziato che tale fonte di energia, potenzialmente disponibile in enormi quantità, specialmente al sud, potrebbe essere prodotta individualmente ed in prossimità di aree industrializzate, con il duplice vantaggio di azzerare l'impatto sull'ambiente naturale ed abbreviare i tracciati di collegamento alla rete primaria di trasporto elettrico, con ulteriori benefici derivanti dalla minore dissipazione di energia lungo le linee elettriche.

7) La previsione del P.E.R. della Basilicata, più volte richiamato a conforto della scelta eolica sulle rinnovabili in Basilicata, è già oggetto purtroppo di alcune deroghe riferite ad esempio all'utilizzo del CDR (Combustibili Derivato da Rifiuti) in impianti di termovalorizzazione tra cui le centrali a biomasse (delibera G.R. della Basilicata n.2208 del 4.11.2005). Lo stesso P.E.R andrebbe dunque sottoposto a valutazioni di carattere ambientale e strategiche secondo i dettami delle vigenti Direttive Comunitarie che chiedono ad esempio, la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e la V.I. (Valutazione d'Incidenza) al fine di garantire la coerenza fra i parametri complessivi da esso espressi e gli interessi sociali ed economici degli abitanti, le linee guida ambientali e gli altri strumenti di pianificazione e di sviluppo esistenti su scala regionale. Inoltre andrebbe considerato l'aspetto non secondario degli impatti dei grandi impianti di grande scala rispetto a quello certamente meno impattante dei piccoli impianti su scala individuale/familiare o per singola unità produttiva.

8) Campi eolici sono stati autorizzati anche nei siti interessati dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi della Val d'Agri e delle Valli del Sauro e Camastra già sedi del più grande giacimento di idrocarburi liquidi e gassosi dell'Europa continentale con decine di impianti petroliferi, oleodotti strade etc, che ubicati in zone montuose costituiscono un danno agli ecosistema dell'Appennino, oltre che a determinare dubbi sull'efficienza energetica degli impianti che si troverebbero a impattare con i criteri di rugosità del territorio (presenza di monti, boschi, centri abitati). Tali impianti sommati a quelli previsti dall'eolico determinerebbero una densità di infrastrutturazione industriale ed opere connesse insostenibili in aree montuose ed aree protette dell'Appennino meridionale ingenerando una palese commistione tra fonti energetiche diametralmente opposte di energia con grave pregiudizio in termini di svalutazione delle risorse ambientali ed energetiche.

9) Consentire una tale massiccia infrastrutturazione eolica significa introdurre un elemento estraneo che stride con i più importanti valori di identità del territorio lucano e finisce per alterarli in modo irreversibile. Significa in molti casi distruggere intere e rare comunità di uccelli rapaci. Significa, ancora, rovinare radicalmente il paesaggio, la naturalità dei Parchi, delle aree protette, dei parchi letterari di Isabella Morra e Carlo Levi finanziati tra l'altro con risorse pubbliche. Vuol dire anche, come ampiamente dimostrato, deprimere il valore immobiliare dei terreni e dei centri storici e, insieme, inibire le potenzialità future di sviluppo locale delle piccole imprese basate sulle peculiarità del territorio, sul turismo, sull'agriturimo, sull'agricoltura, sull'allevamento di qualità, sulla silvicoltura. Significa innescare processi di conflittualità, anche legali, tra pochi che traggono vantaggi economici e i tanti che dal territorio non potranno più trarre reddito dignitoso.

10) Le mastodontiche centrali eoliche proposte a Latronico e Carbone, nel Parco Nazionale del Pollino a ridosso di 4 SIC/ZPS, a Craco e Aliano nel Parco Letterario, sul Monte Paratiello a Muro Lucano a ridosso di una ZPS, quelle di Tursi-Colobraro a ridosso dei parchi letterari Carlo Levi ed Isabella Morra e le tante e tante altre che si aggiungeranno andranno, senza ombra di dubbio, a determinare uno scempio perenne al volto più bello e significativo della Lucania.

CONSIDERANDO CHE

L'energia eolica è una fonte rinnovabile, ma l'assenza di zone fortemente ventose presenti in poche aree geografiche italiane, rende poco conveniente la realizzazione di Wind Farm capaci però di stravolgere interi paesaggi naturali ed infliggere seri danni all'avifauna;

Le centrali eoliche sono strutture industriali con una invadenza paesaggistica e ambientale intrinsecamente non mitigabile, soprattutto se si considerano le grandi dimensioni di buona parte degli impianti e che, le aree di localizzazione per le installazioni corrispondono ai crinali e cime montuose dell'Appennino Lucano visibili anche a centinaia di chilometri di distanza;

La situazione analizzata in premessa, per quanto grave, non rappresenta altro che la "punta di un iceberg" di una lunga serie di nuove istanze miranti a localizzare centinaia di altri aereogeneratori su territori di altri comuni della Lucania, attirati dalla lusinga di un facile introito finanziario;

La localizzazione indiscriminata di tali impianti sta ingenerando una serie di conflitti anche di tipo legale su scala sovra comunale tra cittadini e società/Regione/Comuni, tra società e Regione e comuni e ancora, tra le stesse società che hanno prodotto e producono istanze innanzi ai TAR (Tribunali Amministrativi Regionali);

A seguito di una di queste istanze prodotta contro la Regione Basilicata dalla DE.DI srl di Caserta del Gruppo multinazionale Endesa (wind Farm di Latronico-Carbone nel P.N. del Pollino) il TAR della Campania - sezione di Napoli con una propria ordinanza (n.1880/2005) ha sospeso "l'atto d'indirizzo teso al corretto inserimento degli impianti eolici sul territorio" di cui le Deliberazioni della Giunta Regionale della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004 facendo mancare l'unica normativa regionale esistente a tutela dei valori dell'Appennino Lucano, delle aree protette e di quelle di valore paesaggistico ed archeologico, dall'impatto negativo di tali impianti;

Nelle more dell'esito della controversia tra Regione e società DE.DI innanzi al Consiglio di Stato, si è attualmente in assenza di una normativa adeguata in materia di eolico, ma nel contempo si procede ad autorizzare singoli impianti senza tener conto del loro effetto cumulativo e della loro congruenza rispetto alle previsioni del Piano Energetico Regionale o altri Piani territoriali, sovra-comunali e comunali.

Diversi impianti usufruiscono ed usufruiranno dei contributi di leggi nazionali, quali ad esempio quelli della 488/92, senza che ci sia come corrispettivo un significativo incremento occupazionale. Per contro l'arrivo di potenti soggetti finanziari, che assoggettano parti consistenti e significative di territorio lucano, si configura come una palese forma di colonizzazione capace di trasformare estese aree di grande valenza ambientale e paesaggistica o fragili dal punto di vista idro-geologico, in territori "a perdere". Per molti comuni in difficoltà economica, l'evento si riduce ad una sorta di "svendita" del territorio in cambio di corrispettivi economici pagati dalle società.

Il territorio lucano e, in particolare quello dell'Appennino, rappresenta una importante area di transito per l'avifauna, in special modo per quella migratoria. La bibliografia e le esperienze in materia attestano i gravi impatti negativi, sia diretti (collisioni) che indiretti (sottrazione di habitat naturali e semi naturali) sulle popolazioni di uccelli in particolare su quelle specie rare e minacciate di estinzione.

Si disattendono, tra l'altro, gli obblighi previsti dalla recente "Convenzione degli Appennini" sottoscritta anche dalla Regione Basilicata, Ministero dell'Ambiente, e della Tutela del Territorio, ANCI, UPI, UNCEM, Federparchi e Legambiente (recepita con delibera G.R. Basilicata n. 222 del 21.2.2006) che obbliga le parti contraenti, in coerenza con i principi di tutela degli ambiti naturali, di prevenzione dei rischi ambientali e di responsabilità per gli effetti prodotti, a perseguire " una politica di conservazione della catena appenninica e degli ambiti naturali territorialmente collegati con essa, con adeguate misure" rivolte a garantire la conservazione di tutti gli aspetti connessi alla tutela del patrimonio ambientale, faunistico, naturalistico e paesaggistico.

Per contro le normative atte ad agevolare e favorire le autorizzazioni di centrali eoliche sono oggi schiaccianti. Nel corso della scorsa legislatura, la Giunta Regionale della Basilicata, con Deliberazione n.2928 del 13.12.2004 postulava in tal senso l'approvazione di una legge per le "procedure per il rilascio dell'autorizzazione unica regionale, relativa agli impianti eolici, di cui all'art.12 del D.lgs 29.12.2003, n.387". Per fortuna la mancata approvazione, a fine della scorsa legislatura regionale, ha scongiurato una ulteriore deregulation del fenomeno con tutte le conseguenze che questo avrebbe comportato sul piano della gestione sostenibile del territorio e sugli stravolgimenti urbanistici introdotti dallo stesso.

Numerose organizzazioni di categoria, a carattere ambientale, culturale, turistico e professionale nonché comitati di cittadini hanno manifestato, in più occasioni ed a vari livelli, forti preoccupazioni sulle modalità di diffusione delle centrali eoliche che, tra l'altro, a livello nazionale e internazionale negli ultimi tempi sono oggetto di approfondite riflessioni" .

Tutto ciò premesso

Riteniamo opportuno presentare l'allegata proposta di legge, che raccoglie sostanzialmente quanto proposto dalle associazioni ambientaliste, e che è aperta al contributo di tutte le forze politiche.

Il testo è sostenuto anche da un resoconto sulla situazione delle proposte di allocazione di impianti eolici sul territorio regionale, le tabelle sono state elaborate dalle associazioni sopra citate.

Tabella A
Tabella B
Tabella C
Tabella D


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it