Moratoria per
le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure
autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella
regione Basilicata
Di iniziativa
della Consigliera Regionale Emilia Simonetti
Potenza, 16 Maggio
2006
PROPOSTA
DI LEGGE
Moratoria per
le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure
autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella
regione Basilicata
ART. 1
1. Nelle more
della ridefinizione e approvazione del piano energetico regionale,
che dovrà contenere le prescrizioni per il corretto inserimento
degli impianti eolici sul territorio, comunque fino e non oltre
il 30 luglio 2007, sono sospese le procedure di valutazione
d'impatto ambientale e le valutazioni di incidenza, ai sensi
della legge regionale n. 47/1997, nonché le procedure
autorizzative, ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo
29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE
relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da
fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità).
2. Il comma 1
non si applica ai procedimenti per la realizzazione di impianti
destinati, in via esclusiva, ad alimentare l'erogazione, senza
finalità di lucro né margini di profitto, ma ,
in favore di uffici pubblici dello Stato, della Regione, di
enti pubblici territoriali, di enti locali o di società
a capitale interamente pubblico, nonché in favore di
esercenti di pubblici servizi quali i servizi sanitari, i servizi
di trasporto pubblico, i servizi di distribuzione di acqua,
energia e gas, e per l'autoconsumo privato.
3. per gli impianti di cui al comma 2, la potenza e i criteri
di allocazione sul territorio saranno definiti da un regolamento
approvato dalla Giunta Regionale entro trenta giorni dall'approvazione
della presente legge.
ART. 2
La Giunta Regionale
definirà le procedure per la definizione del nuovo piano
energetico regionale, riferito alla produzione regionale di
energia sia da fonti convenzionali, sia da fonti alternative
e da fonti rinnovabili, entro centottanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge e ad approvare lo
stesso entro i successivi novanta giorni.
ART. 3
La presente legge
è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino
Ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il giorno
stesso della sua pubblicazione.
E' fatto obbligo
a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge
della Regione Basilicata.
RELAZIONE ALLA
PROPOSTA DI LEGGE
Moratoria per
le procedure di valutazione d'impatto ambientale e per le procedure
autorizzative in materia di impianti di energia eolica nella
regione Basilicata
PREMESSO CHE
Le associazioni
e i movimenti lucani che si occupano di ambiente ed energia
- Comitato di Difesa dell'Appennino Lucano - CNP Comitato Nazionale
per il Paesaggio - Assoturismo -Confesercenti Basilicata - Accademia
Kronos (Sede Nazionale) - Accademia Kronos Basilicata - Associazione
Trekking Falconaumanni Matera - LIPU Basilicata - AIGAE (Associazione
Guide Ambientali ed Escursionistiche) Basilicata - Movimento
Ambientalista Pacifista No Scorie Trisaia - Italia Nostra Potenza
- Italia Nostra Matera - Italia Nostra (Sede Nazionale) - CoSa
Comitato Salute Ambiente Pollino - Comitato Lucano Per il Controllo
delle Scelte Energetiche - Movimento Azzurro - Sede Nazionale-
ALTURA Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei
loro Ambienti (Sede Nazionale)
hanno richiesto
con urgenza, sulla base anche di provvedimenti adottati in altre
regioni del Mezzogiorno, di definire un provvedimento legislativo
che attraverso una immediata moratoria di tutti gli iter procedurali
per la realizzazione di centrali eoliche, rilanci la pianificazione
e la programmazione energetica complessiva, e garantisca un
corretto e sostenibile inserimento degli impianti eolici sul
territorio, con l'obbiettivo di evitarne una diffusione selvaggia
e inarrestabile sull'intera catena appenninica lucana.
Detta situazione
è cosi descritta:
1) al mese di Aprile 2006 sono funzionanti in Basilicata 8 campi
eolici (6 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera),
per un totale di 192 torri eoliche installate ed una potenza
complessiva nominale di 195,95 Mw (Tabella A). Potenza già
oggi eccedente le previsioni del Piano energetico Regionale
della Basilicata per la sola fonte eolica, superando il valore
prefissato pari a 108 Mw di potenza eolica nominale dal P.E.R.
al 2010 (Piano Energetico Regionale, Volume III , capitolo II
pagine 8360-8361).
Di questi 8
progetti:
- solo 2 sono
stati assoggettati alla disciplina regionale di Valutazione
di Impatto Ambientale (L.R. n.47/98);
- 6 hanno ricevuto direttamente nel periodo 1999-2002 una valutazione
positiva dello screening ambientale, senza quindi essere assoggettati
a VIA;
- nessun impianto ha ricevuto valutazione di screening negativa;
2) a questi vanno
aggiunti i 6 impianti non ancora installati ma che hanno già
ricevuto il parere V.I.A. positivo alla data del 4 aprile 2006
(Tabella B - 5 in provincia di Potenza ed 1 in provincia di
Matera), e pertanto si raggiungerà nel breve periodo:
- una potenza
nominale installata relativa all'eolico in Basilicata pari a
475,1 Mw. Valore questo ben 4 volte e mezzo superiore alla potenza
nominale prevista dal PER Regionale al 2010 per la sola fonte
eolica.
- 419 sarebbero le torri eoliche nel breve periodo;
- 14 sarebbero gli impianti dislocati in 18 comuni alcuni dei
quali con più campi eolici insistenti sul proprio territorio
comunale.
3) Sono state
formalizzate altre 15 richieste per la realizzazione di campi
eolici in 18 comuni (16 in provincia di Potenza e 2 in provincia
di Matera) che con screening effettuato sono in attesa di parere
del CTRA (Comitato Tecnico Regionale Ambiente) propedeutico
al rilascio del parere di compatibilità ambientale con
successiva approvazione del progetto ai sensi del D.lgs 387/2003
(vedi Tabella C).
4) In caso di
completo accoglimento di tutte le richieste avanzate il trend
di sviluppo futuro dell'eolico in Basilicata sarebbe nel medio
periodo composto da:
- 29 i campi eolici
(di cui 8 già funzionanti)
- 975 Mw di potenza nominale complessiva impiegata (di cui 195,95
Mw già in esercizio)
- 856 torri eoliche (di cui oggi in funzione 192)
- 30 comuni interessati (5 in provincia di Matera e 25 in provincia
di Potenza). Di questi 4 hanno più di un campo eolico
insistente sul proprio territorio
- 20 società eoliche coinvolte, in gran parte affiliazioni
di multinazionali del settore operanti in Europa ed in Italia.
- una potenza nominale impegnata di oltre 9 volte superiore
di quella prevista al 2010 nel Piano Energetico Regionale per
questa fonte di energia.
- Wind Farm di grossa taglia (generatori eolici con potenza
compresa tra 0,8 e 2 Mw ciascuno) con torri eoliche alte fino
a diverse decine o centinaia di metri e con concentrazioni medie
per impianto pari a 40-50 torri eoliche.
- una infrastrutturazione
eolica superiore di oltre 3 volte il fabbisogno di energia da
produrre in Basilicata che, considerando tutte le fonti di produzione
elettrica, è stata stimata al 2010 dal Piano Energetico
Regionale in 350 Mw.
- Impianti con
giudizi di compatibilità ambientale positivi in cui non
si è tenuto conto in modo adeguato della tutela dell'ambiente
e del paesaggio, di salvaguardia delle aree che presentano particolare
fragilità dal lato geologico ed idrogeologico in relazione
agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti.
4) Allo stato
attuale la Regione Basilicata ha deliberato solo un giudizio
negativo di compatibilità ambientale ai sensi della L.R.
47/98 motivandolo con la "incompatibilità con l'atto
d'indirizzo teso al corretto inserimento nel paesaggio degli
impianti eolici" di cui le Deliberazioni della Giunta Regionale
della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004
e per l'elevato
impatto percettivo e paesaggistico" dell'impianto eolico
(Delibera G.R. Basilicata n.2222/2005) dando altresì
parere positivo per altri impianti eolici che, pur trovandosi
nelle medesime condizioni, sono stati considerati rispondenti
all'Atto d'Indirizzo regionale.
5) Non si è
tenuto conto dell'impatto sinergico degli impianti funzionanti,
approvati e proposti, anche in considerazione del fatto che
nei territori di confine tra comuni e/o regioni, analoghe dinamiche
di diffusione dell'eolico sul territorio hanno finito per determinare
una colonizzazione eolica dell'intera dorsale appenninica senza
soluzione di continuità e spesso per decine e decine
di chilometri. E' rilevante l'assenza di una pianificazione
e programmazione su area vasta malgrado il fenomeno investa
migliaia di ettari di estensione complessiva, soprattutto di
territorio montano.
6) Si autorizzano
campi eolici senza prendere in debita considerazione gli aspetti
previsionali e programmatici del Piano Energetico Regionale,
sia rispetto alla diversificazione delle fonti alternative (eolico,
solare, biomasse, etc) sia in relazione ai rapporti tra la quota
di energia prodotta con tali fonti e quella prodotta o producibile
con fonti convenzionali. Inoltre non si sono operate distinzioni
tra eolico di grande e piccola taglia. Il rischio è pertanto
quello di
saturare con la sola energia eolica la quota di energia producibile
attraverso le cosiddette fonti alternative, precludendo in questo
modo ogni possibile sviluppo, anche sperimentale, di altre fonti
rinnovabili tra le quali l'energia solare "primaria"
rappresentata soprattutto dall'energia fotovoltaica e da quella
termodinamica. Va evidenziato che tale fonte di energia, potenzialmente
disponibile in enormi quantità, specialmente al sud,
potrebbe essere prodotta individualmente ed in prossimità
di aree industrializzate, con il duplice vantaggio di azzerare
l'impatto sull'ambiente naturale ed abbreviare i tracciati di
collegamento alla rete primaria di trasporto elettrico, con
ulteriori benefici derivanti dalla minore dissipazione di energia
lungo le linee elettriche.
7) La previsione
del P.E.R. della Basilicata, più volte richiamato a conforto
della scelta eolica sulle rinnovabili in Basilicata, è
già oggetto purtroppo di alcune deroghe riferite ad esempio
all'utilizzo del CDR (Combustibili Derivato da Rifiuti) in impianti
di termovalorizzazione tra cui le centrali a biomasse (delibera
G.R. della Basilicata n.2208 del 4.11.2005). Lo stesso P.E.R
andrebbe dunque sottoposto a valutazioni di carattere ambientale
e strategiche secondo i dettami delle vigenti Direttive Comunitarie
che chiedono ad esempio, la VAS (Valutazione Ambientale Strategica)
e la V.I. (Valutazione d'Incidenza) al fine di garantire la
coerenza fra i parametri complessivi da esso espressi e gli
interessi sociali ed economici degli abitanti, le linee guida
ambientali e gli altri strumenti di pianificazione e di sviluppo
esistenti su scala regionale. Inoltre andrebbe considerato l'aspetto
non secondario degli impatti dei grandi impianti di grande scala
rispetto a quello certamente meno impattante dei piccoli impianti
su scala individuale/familiare o per singola unità produttiva.
8) Campi eolici
sono stati autorizzati anche nei siti interessati dalla ricerca
ed estrazione di idrocarburi della Val d'Agri e delle Valli
del Sauro e Camastra già sedi del più grande giacimento
di idrocarburi liquidi e gassosi dell'Europa continentale con
decine di impianti petroliferi, oleodotti strade etc, che ubicati
in zone montuose costituiscono un danno agli ecosistema dell'Appennino,
oltre che a determinare dubbi sull'efficienza energetica degli
impianti che si troverebbero a impattare con i criteri di rugosità
del territorio (presenza di monti, boschi, centri abitati).
Tali impianti sommati a quelli previsti dall'eolico determinerebbero
una densità di infrastrutturazione industriale ed opere
connesse insostenibili in aree montuose ed aree protette dell'Appennino
meridionale ingenerando una palese commistione tra fonti energetiche
diametralmente opposte di energia con grave pregiudizio in termini
di svalutazione delle risorse ambientali ed energetiche.
9) Consentire
una tale massiccia infrastrutturazione eolica significa introdurre
un elemento estraneo che stride con i più importanti
valori di identità del territorio lucano e finisce per
alterarli in modo irreversibile. Significa in molti casi distruggere
intere e rare comunità di uccelli rapaci. Significa,
ancora, rovinare radicalmente il paesaggio, la naturalità
dei Parchi, delle aree protette, dei parchi letterari di Isabella
Morra e Carlo Levi finanziati tra l'altro con risorse pubbliche.
Vuol dire anche, come ampiamente dimostrato, deprimere il valore
immobiliare dei terreni e dei centri storici e, insieme, inibire
le potenzialità future di sviluppo locale delle piccole
imprese basate sulle peculiarità del territorio, sul
turismo, sull'agriturimo, sull'agricoltura, sull'allevamento
di qualità, sulla silvicoltura. Significa innescare processi
di conflittualità, anche legali, tra pochi che traggono
vantaggi economici e i tanti che dal territorio non potranno
più trarre reddito dignitoso.
10) Le mastodontiche
centrali eoliche proposte a Latronico e Carbone, nel Parco Nazionale
del Pollino a ridosso di 4 SIC/ZPS, a Craco e Aliano nel Parco
Letterario, sul Monte Paratiello a Muro Lucano a ridosso di
una ZPS, quelle di Tursi-Colobraro a ridosso dei parchi letterari
Carlo Levi ed Isabella Morra e le tante e tante altre che si
aggiungeranno andranno, senza ombra di dubbio, a determinare
uno scempio perenne al volto più bello e significativo
della Lucania.
CONSIDERANDO
CHE
L'energia eolica
è una fonte rinnovabile, ma l'assenza di zone fortemente
ventose presenti in poche aree geografiche italiane, rende poco
conveniente la realizzazione di Wind Farm capaci però
di stravolgere interi paesaggi naturali ed infliggere seri danni
all'avifauna;
Le centrali eoliche
sono strutture industriali con una invadenza paesaggistica e
ambientale intrinsecamente non mitigabile, soprattutto se si
considerano le grandi dimensioni di buona parte degli impianti
e che, le aree di localizzazione per le installazioni corrispondono
ai crinali e cime montuose dell'Appennino Lucano visibili anche
a centinaia di chilometri di distanza;
La situazione
analizzata in premessa, per quanto grave, non rappresenta altro
che la "punta di un iceberg" di una lunga serie di
nuove istanze miranti a localizzare centinaia di altri aereogeneratori
su territori di altri comuni della Lucania, attirati dalla lusinga
di un facile introito finanziario;
La localizzazione
indiscriminata di tali impianti sta ingenerando una serie di
conflitti anche di tipo legale su scala sovra comunale tra cittadini
e società/Regione/Comuni, tra società e Regione
e comuni e ancora, tra le stesse società che hanno prodotto
e producono istanze innanzi ai TAR (Tribunali Amministrativi
Regionali);
A seguito di una
di queste istanze prodotta contro la Regione Basilicata dalla
DE.DI srl di Caserta del Gruppo multinazionale Endesa (wind
Farm di Latronico-Carbone nel P.N. del Pollino) il TAR della
Campania - sezione di Napoli con una propria ordinanza (n.1880/2005)
ha sospeso "l'atto d'indirizzo teso al corretto inserimento
degli impianti eolici sul territorio" di cui le Deliberazioni
della Giunta Regionale della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004
facendo mancare l'unica normativa regionale esistente a tutela
dei valori dell'Appennino Lucano, delle aree protette e di quelle
di valore paesaggistico ed archeologico, dall'impatto negativo
di tali impianti;
Nelle more dell'esito
della controversia tra Regione e società DE.DI innanzi
al Consiglio di Stato, si è attualmente in assenza di
una normativa adeguata in materia di eolico, ma nel contempo
si procede ad autorizzare singoli impianti senza tener conto
del loro effetto cumulativo e della loro congruenza rispetto
alle previsioni del Piano Energetico Regionale o altri Piani
territoriali, sovra-comunali e comunali.
Diversi impianti
usufruiscono ed usufruiranno dei contributi di leggi nazionali,
quali ad esempio quelli della 488/92, senza che ci sia come
corrispettivo un significativo incremento occupazionale. Per
contro l'arrivo di potenti soggetti finanziari, che assoggettano
parti consistenti e significative di territorio lucano, si configura
come una palese forma di colonizzazione capace di trasformare
estese aree di grande valenza ambientale e paesaggistica o fragili
dal punto di vista idro-geologico, in territori "a perdere".
Per molti comuni in difficoltà economica, l'evento si
riduce ad una sorta di "svendita" del territorio in
cambio di corrispettivi economici pagati dalle società.
Il territorio
lucano e, in particolare quello dell'Appennino, rappresenta
una importante area di transito per l'avifauna, in special modo
per quella migratoria. La bibliografia e le esperienze in materia
attestano i gravi impatti negativi, sia diretti (collisioni)
che indiretti (sottrazione di habitat naturali e semi naturali)
sulle popolazioni di uccelli in particolare su quelle specie
rare e minacciate di estinzione.
Si disattendono,
tra l'altro, gli obblighi previsti dalla recente "Convenzione
degli Appennini" sottoscritta anche dalla Regione Basilicata,
Ministero dell'Ambiente, e della Tutela del Territorio, ANCI,
UPI, UNCEM, Federparchi e Legambiente (recepita con delibera
G.R. Basilicata n. 222 del 21.2.2006) che obbliga le parti contraenti,
in coerenza con i principi di tutela degli ambiti naturali,
di prevenzione dei rischi ambientali e di responsabilità
per gli effetti prodotti, a perseguire " una politica di
conservazione della catena appenninica e degli ambiti naturali
territorialmente collegati con essa, con adeguate misure"
rivolte a garantire la conservazione di tutti gli aspetti connessi
alla tutela del patrimonio ambientale, faunistico, naturalistico
e paesaggistico.
Per contro le
normative atte ad agevolare e favorire le autorizzazioni di
centrali eoliche sono oggi schiaccianti. Nel corso della scorsa
legislatura, la Giunta Regionale della Basilicata, con Deliberazione
n.2928 del 13.12.2004 postulava in tal senso l'approvazione
di una legge per le "procedure per il rilascio dell'autorizzazione
unica regionale, relativa agli impianti eolici, di cui all'art.12
del D.lgs 29.12.2003, n.387". Per fortuna la mancata approvazione,
a fine della scorsa legislatura regionale, ha scongiurato una
ulteriore deregulation del fenomeno con tutte le conseguenze
che questo avrebbe comportato sul piano della gestione sostenibile
del territorio e sugli stravolgimenti urbanistici introdotti
dallo stesso.
Numerose organizzazioni
di categoria, a carattere ambientale, culturale, turistico e
professionale nonché comitati di cittadini hanno manifestato,
in più occasioni ed a vari livelli, forti preoccupazioni
sulle modalità di diffusione delle centrali eoliche che,
tra l'altro, a livello nazionale e internazionale negli ultimi
tempi sono oggetto di approfondite riflessioni" .
Tutto ciò premesso
Riteniamo opportuno
presentare l'allegata proposta di legge, che raccoglie sostanzialmente
quanto proposto dalle associazioni ambientaliste, e che è
aperta al contributo di tutte le forze politiche.
Il testo è
sostenuto anche da un resoconto sulla situazione delle proposte
di allocazione di impianti eolici sul territorio regionale,
le tabelle sono state elaborate dalle associazioni sopra citate.
Tabella
A
Tabella B
Tabella C
Tabella D