Home » Rifiuti Connection - 16 ottobre 2011

Sconfiggere la rifiuti connection con la raccolta differenziata spinta

Il “sistema Fenice”, ovvero il sistema di gestione dei rifiuti basato sulle discariche e sull’incenerimento presso l’impianto EDF – previsto dagli attuali piani provinciali dei rifiuti – ha prodotto l’attuale disastro ambientale a San Nicola di Melfi e in Basilicata: inquinamento delle falde idriche, sul suolo, nell’aria e nella catena alimentare, ma anche disastro politico, sul quale è ormai presente la “macchia nera” indelebile di EDF-Fenice spa. Una classe di amministratori che ha avallato gli interessi privati della multinazionale francese ed il business delle discariche, degli inceneritori e delle consulenze pagate a peso d’oro nella nostra regione.

La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) dice basta e chiede che le amministrazioni pubbliche regionali, provinciali e locali diano – a fronte di percentuali attuali bassissime – immediato impulso alle raccolte differenziate spinte, alla raccolta differenziata porta a porta con l’utilizzo di lavoro soprattutto giovanile, alla realizzazione dell’impiantistica del compostaggio verde (compost di qualità da destinare come fertilizzante all’agricoltura), che consente di innalzare le percentuali su valori accettabili, superiori al 60%, nel giro di un anno, evitando così di incenerire percentuali elevate di rifiuti prodotti. Non vorremmo, infatti, che si operasse sotto ricatto di una presunta nuova emergenza rifiuti causata dalla sospensione dell’attività dell’inceneritore Fenice, per condizionare in negativo la gestione dei rifiuti, offrendo nuovamente ad EDF il “salvacondotto” per continuare a bruciare ed inquinare. C’è una potente lobbies politico-imprenditoriale che vuole mettere anche in Basilicata la pietra tombale sui danni ambientali e politici causati dall’inceneritore Fenice.

E’ pertanto urgente rivedere i piani provinciali dei rifiuti; annullare la Deliberazione n.989 del 5 luglio 2011 (varata dalla Regione Basilicata) che prevede la produzione di CDR/CSS (sopravvaglio) o frazione secca nella piattaforma integrata per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi sita in località “La Recisa” (9.000 tonnellate all’anno); annullare la delibera 486/2010 per la discarica di Lauria che prevede pressappoco le stesse quantità di CDR/CSS e da quella di Venosa. La nostra Organizzazione nel chiedere alla comunità lucana un forte segnale per la chiusura definitiva di Fenice, avverte sul rischio che venga seguita la scorciatoia di bruciare CDR/CSS nei cementifici e centrali a biomassa, spostando e duplicando i problemi causati da Fenice in altre località della regione. La Ola chiede pertanto un impegno concreto alle amministrazioni locali affinché si adoperino assieme ai cittadini per scongiurare ulteriori danni causati dalla rifiuti connection lucana che è ancora viva e vegeta ed attenta all’ambiente ed alla salute di tutti.

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