Contro-Copam2011: parte da Matera e Viggiano il futuro pulito della Basilicata
Negli stessi giorni nei quali l’ENI e la Regione portavano al tavolo dei relatori esperti, politici ed anche parte del mondo ambientalista per promuovere lo sviluppo peterolifero della Basilicata, a Matera e Potenza, nei giorni 3,4 e 5 Marzo 2011 altre associazioni, movimenti e cittadini assieme a 5 Stelle Basilicata, Laboratorio per Viggiano, No Scorie Trisaia e Ola, che non condividono contenuti del Copam2011 erano in piazza ed all’ingresso del palazzo Viceconte di Matera e Hotel Arpa di Viggiano a far sentire la propria voce e quella di chi oggi non crede al futuro della Basilicata basato sul petrolio. Il tema proposto dall’ENI, attraverso la Regione, con uno spiegamento mediatico senza precedenti per una piccola regione, é stato quello impossibile di coniugare due concetti ed azioni di sviluppo antitetici tra loro, quali ambiente e petrolio. Sono emerse due visioni opposte del futuro.
La cronaca e la storia da quando c’è l’era del petrolio ha marcato una divisione netta tra petrolio e ambiente ma noi aggiungiamo della democrazia. Nelle relazioni tra gli uomini, il petrolio ha causato e causa conflitti e guerre, così come accade in oggi al popolo libico. Il risultato della tre giorni di Copam2011 é quello di aver segnato un profondo ed anche lacerante solco di demarcazione dividendo in due la Basilicata al di là di quanti credono nell’esistenza di un consenso unilaterale all’iniziativa Copam2011. L’esiguità del drappello dei manifestanti non é che la parte emersa di una coscienza che non condivide le scelte che verranno operate dalla classe dirigente per la Basilicata.
Chi avrebbe voluto imporre un pensiero unico e l’improbabile convivenza tra petrolio e ambiente dovrà ricredersi in futuro. La presenza di anime, coscienze e sensibilità diverse é molto più ampia e consapevole di quella che ha manifestato sotto la pioggia a Viggiano e Matera. L’hub energetico, ovvero il voler consacrare una “Basilicata – petroliera o Libia d’Italia”, così come hanno definto la regione rispettivamente il sottosegretario Saglia ed il leghista Fava assieme ad una “Basilicata-bombola del gas”, ovvero voler stoccare in Val Basento ed in pozzi ancora inquinati dalle attività quarantennali ENI, il gas russo (South Stream), gas lucano (concessioni Val’d'Agri-Gorgoglione) e gas libico-algerino (Green Stream), grazie alla regia della Divisione Meridionale E & P dell’ENI ubicata nei locali dell’ex convento di Viggiano, non convince e convincerà la metà del popolo lucano. Una metà dei lucani non ci stanno ad essere considerati “limone da spremere”, così come ha detto Enzo Alliegro, professore di antropologia all’Università di Napoli, durante la Contro Conferenza tenutasi nella biblioteca di Viggiano (leggi volantino Laboratorio per Viggiano – Contro Copam 2011), in contemporanea con quella ufficiale presso l’Hotel Arpa, mentre l’altra metà – per usare le parole del Prof. Alliegro – ha sottoscritto l’accordo del “totem nero”, ovvero una sorta di religione laica che mette insieme interessi, ricatti ed supina e accettazione della convenienza quotidiana nel segno del petrolio. Una adorazione che porta la classe dirigente della Basilicata storicamente a collocarsi dalla parte sbagliata. Ma proprio da Viggiano e Matera parte una nuova visione del futuro pulito e durevole della Basilicata basato sulle risorse del territorio, agricoltura, turismo e tutela dell’acqua dall’inquinamento petrolifero, in antitesi agli slogan propagandistici appaltati ai media locali da Copam2011 basati sullo sviluppo imperniato sul petrolio. Una battaglia civile ed un impegno al quale la metà sana dei lucani non rinuncerà per il bene di tutti.










Leave your response!