[Data di pubblicazione: 07/04/2008]ola
 
 
Discarica Notarchirico: Iacobuzio e Castelgrande diano spiegazioni
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: OLA | ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
 
   
   

A sostegno della recente presa di posizione di Accademia Kronos Basilicata, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Movimenti, Comitati e Cittadini - sottolinea come l’Ordinanza emergenziale n.1/2008 del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, abbia di fatto derogato alla Provincia di Potenza la gestione e lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi nella Provincia di Potenza, rinviando ulteriormente l’approvazione del Piano Rifiuti al 30 giugno prossimo (salvo nuovi rinvii).

Secondo la OLA, il raddoppio della discarica di Notarchirico di Venosa contraddice la tesi sostenuta in passato dall’Assessorato Ambiente della Provincia di Potenza, secondo cui la costruzione dell’inceneritore la Fenice avrebbe evitato la costruzione ed ampliamento di discariche nell’area del Vulture-Melfese-Alto Bradano e ridotto la quantità di rifiuti prodotti con la Raccolta Differenziata. Ancora una volta ci troviamo di fronte all’incapacità di perseguire in Basilicata una seria politica della raccolta differenziata, del riuso e del riciclo dei rifiuti che non può limitarsi ad enunciazioni o ad intenzioni, così come annunciato di recente dal Comune di Venosa che rinnova la promessa di voler raggiungere il 15% di raccolta differenziata in un periodo di tempo non precisato. I dati in itinere della campagna “Stop Rifiuti” della OLA (consultabile sul sito www.olambientalista.it) parlano, invece, chiaro. Non possono trovare corrispondenze e giustificazioni l’ampliamento di discariche in una regione sempre più in preda dello spopolamento, con una produzione pro-capite di rifiuti che si attesta molto al di sotto della media nazionale (vedi ultimo rapporto sui rifiuti dell’APAT) con il rischio che vengano smaltiti in Basilicata rifiuti di provenienza extraregionale. La OLA evidenzia come l’autorizzazione regionale per la costruzione di una nuova vasca della capienza di 95.000 mc da realizzarsi nella discarica di Venosa raddoppi di fatto la capacità del sito, ponendo seri problemi ambientali ed all’economia agricola e vitivinicola dell’area.

In proposito, la OLA chiede al Sindaco del Comune di Venosa, Castelgrande, da dove intende attingere i fondi per far fronte ai futuri costi di gestione della mega discarica, così come sarebbe auspicabile che i cittadini di Venosa conoscessero le stime dei ricavi economici derivanti dal conferimento nella discarica di Notarchirico dei rifiuti dei comuni lucani e forse extraregionali. Non vorremmo che la prossima amministrazione comunale di Venosa si trovi nella condizione di aumentare nuovamente la TARSU, ovvero la tassa comunale sui rifiuti, facendo gravare sui cittadini il costo di scelte sbagliate che rischiano di favorire solo gli interessi di parte e le società interessate all’impiantistica (realizzazione impianti e trasporto rifiuti).


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