[Data di pubblicazione: 11/10/2008]ola
 
 
No alla riattivazione dell'inceneritore della Veolia a Potenza
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: OLA | ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
 
   
   

L’aggiornamento del Piano Provinciale dei Rifiuti Solidi Urbani predisposto dall’Assessorato Ambiente della Provincia di Potenza, punta decisamente sulle discariche e gli inceneritori. E’ quanto denuncia la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) che evidenzia come il Piano Provinciale preveda prioritariamente lo smaltimento dei rifiuti presso le discariche comprensoriali e gli inceneritori di Potenza e Melfi (Fenice SpA), ai quali bisogna aggiungere anche centrali a biomasse e cementifici.

Presso le discariche e gli inceneritori si intende infatti smaltire complessivamente il 65% dei rifiuti prodotti nella provincia di Potenza. Ma queste quantità sono senz’altro maggiori, se si considera che il Piano Provinciale sovrastima i dati della raccolta differenziata al 35% che invece raggiunge a stento mediamente il 7-8 % nei comuni della provincia di Potenza.

Facendo così ricorso alle logiche emergenziali, prese in prestito dalla negativa esperienza di Napoli e della Campania, il Piano della Provincia di Potenza rischia di ripetere lo stesso disastro anche in Basilicata imponendo, con logiche emergenziali, l’uso di inceneritori, impianti di fabbricazione del CDR e discariche per risolvere problematiche che, è bene ricordarlo, riguardano una piccolissima provincia d’Italia che conta circa 400mila abitanti, ovvero quanto “un quartiere di Napoli”. La strategia del Piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti solidi urbani prevede infatti il potenziamento di 6 discariche comprensoriali in provincia di Potenza (Venosa, Atella, Potenza, Moliterno, Sant’Arcangelo e Lauria) per una capienza complessiva aggiuntiva di circa 1.000.000 metri cubi. Inoltre prevede il funzionamento iniziale di due “inceneritori” (Potenza e Fenice di Melfi), due impianti per la produzione di “ecoballe”, alias CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), da realizzare uno a nord ed uno a sud della provincia di Potenza, per rifornire quantitativi imprecisati di combustibile derivato da rifiuti per i cementifici e le centrali a biomasse. In attesa degli impianti di produzione delle “eco balle” alias CDR, il Piano Provinciale conta di convogliare la ”frazione secca”, dopo la vagliatura presso la discarica comprensoriale di Notarchirico di Venosa all’inceneritore Fenice, mentre presso l’inceneritore di Potenza, recentemente acquisito dalla società multinazionale francese Veolia (che già opera in Val Basento), in attesa delle autorizzazioni ambientali regionali anche per l’impianto di vagliatura, conta di bruciare inizialmente oltre 18.000 tonnellate annue della “frazione secca” dei rifiuti urbani provenienti, attraverso un vero e proprio “tour della monnezza” da Potenza, dai comuni del Potentino, dalla val d’Agri e dal Lagonegrese.

Invece di puntare sull’incremento della raccolta differenziata, i cui obiettivi appaiono nel Piano Provinciale “virtuali e solo sulla carta”, l’Assessorato Provinciale all’Ambiente punta dunque all’impiantistica degli inceneritori, delle discariche e degli impianti produzione del CDR dove già emergono contenziosi tra le società che si dividono la torta degli appalti (vedi Lauria). L’Assessorato Provinciale all’Ambiente dimentica prioritariamente però di attivare gli impianti di compostaggio dove effettuare la trasformazione della frazione umida ed il potenziamento delle piattaforme ecologiche dove attuare il recupero e riciclo dei materiali. Azioni queste che potrebbero incrementare di molto le percentuali della raccolta differenziata di rifiuti che invece rimangono su percentuali basse in tutti i comuni della provincia di Potenza, risolvendo così il problema dei rifiuti, con evidenti vantaggi per tutti dal punto di vista ambientale ed economico. Al rischio per la salute, dovuto alle discariche ed agli inceneritori, si aggiunge in questo modo anche la beffa per i cittadini che vedranno aumentare nel tempo le tasse da pagare per lo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Milioni di euro che finiranno nelle tasche delle società di gestione di inceneritori, discariche e trasporto dei rifiuti, senza che il problema dei rifiuti venga però risolto, esattamente come già succede a Napoli ed in molte aree della Campania.

La OLA chiede pertanto all’Assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, di sospendere gli effetti del Piano Provinciale dei RSU, correggendo le evidenti storture non solo metodologiche sulle quali si basa, che rischiano di vanificare gli obiettivi che la Regione Basilicata si è posta per la risoluzione di questa delicata problematica.

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