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I carabinieri del
Nucleo operativo ecologico di Lecce, nellambito di indagini, hanno
sequestrato il sistema di monitoraggio delle emissioni in atmosfera
dellimpianto di termodistruzione di rifiuti gestito dalla società
"Veolia
servizi ambientali Tecnitalia" di
Brindisi. A quanto si è appreso, sono stati anche sequestrati
otto serbatoi verticali da 25 metri cubi ciascuno contenenti rifiuti
liquidi e circa 1000 fusti presenti in unarea interna all
impianto. Anche i fusti contenevano rifiuti di cui non si conosce la
provenienza e
di cui non si conoscono le caratteristiche chimiche.
Nel corso di una
perquisizione, sono stati sequestrati anche un computer, documenti relativi
alla gestione dellimpianto di termodistruzione, alle emissioni
in atmosfera ed ai rapporti della società con altri enti e aziende.
A quanto si è appreso, altra documentazione è stata sequestrata
dai carabinieri del Noe di Lecce nella sede centrale dellazienda
"Veolia", a La Spezia e in
altre aziende, lombarde e liguri.
Il sequestro è
a scopo probatorio e servirà agli investigatori a capire se il
sistema di monitoraggio ambientale dellimpianto del termodistruttore
della Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia Brindisi sia in regola oppure
no. Quando stamani i carabinieri hanno compiuto loperazione di
sequestro della cabina di monitoraggio, sul posto hanno trovato altre
situazioni apparentemente non
in regola, come i fusti contenenti rifiuti, accatastati nel piazzale
dellimpianto brindisino, che si trova nella zona industriale del
capoluogo. Fusti per i quali resta un mistero non solo il contenuto,
sul quale sono state avviate verifiche, ma, soprattutto, la provenienza
visto che i carabinieri, in sede, non hanno trovato alcun documento
riferito ad essi.
Al momento, non
ci sarebbero iscritti nel registro degli indagati. La Veolia gestisce
da poco tempo la struttura brindisina e sta fronteggiando anche uno
stato di agitazione dei lavoratori che dura da alcune settimane. I dipendenti,
infatti, temono per il proprio posto di lavoro. Tra i documenti sequestrati,
anche quelli relativi ai rapporti dellazienda con altre società
italiane.
IMPIANTI GESTITI
PER CONTO CONSORZIO ASI
Gli impianti sequestrati oggi a Brindisi dai carabinieri del gruppo
di Lecce del Noe per la tutela ambientale sono gestiti, per conto del
Consorzio brindisino per lArea di Sviluppo industriale (Asi),
dalla società privata leader in Italia nel campo della gestione
dei rifiuti Veolia Servizi AmbientaliTecnitalia spa, azienda del Gruppo
francese Veolia. Veolia Servizi AmbientaliTecnitalia spa, società
operativa di Veolia Propretè in Italia, a Brindisi gestisce
è detto nel sito internet della società una piattaforma
polifunzionale costituita da
un termovalorizzatore di rifiuti industriali e ospedalieri con recupero
energetico, da una discarica per rifiuti pericolosi (ex 2e) e un impianto
di trattamento dei reflui industriali. Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia
che ha sede alla Spezia gestisce, oltre agli impianti
di Brindisi, il sistema integrato "Calabria Sud" - costituito
dal termovalorizzatore di Gioia Tauro e cinque impianti di
selezione e valorizzazione RD a Sambatello, Siderno e Gioia Tauro, in
provincia di Reggio Calabria, Rossano (Cosenza) e Crotone, e dalla discarica
in località Marrella a Gioia Tauro il termovalorizzatore
di Vercelli, il termovalorizzatore di Potenza e limpianto di
biostabilizzazione e produzione di Cdr della Spezia.
INDAGINI NATE
DA MONITORAGGIO EMISSIONI
Sono oggi a 360 gradi, ma sono scaturite da sospetti sul sistema di
monitoraggio delle emissioni, le indagini che riguardano linceneritore
di rifiuti di Brindisi, un impianto che ha sul territorio una particolare
rilevanza in quanto smaltisce varie tipologie di rifiuti, come quelli
sanitari, a livello locale ma anche nazionale. Il sequestro è
stato fatto nellambito di indagini coordinate dalla
Procura di Brindisi e cominciate, a quanto si è saputo, nello
scorso mese di febbraio. Uninchiesta relativa alla gestione dellimpianto
nel corso della quale sono emersi sospetti riguardanti il sistema di
monitoraggio delle emissioni in atmosfera. Il termovalorizzatore è
attivo dal 2001 ed era gestito sino allottobre 2007 dalla Tmt
del Gruppo Termomeccanica. Da due anni è gestito, per conto
del Consorzio dellArea di sviluppo industriale (Asi) dalla società
Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia, nata dallacquisizione del
75% di Tmt da parte di Veolia Servizi Ambientali.
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