La Corte
europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l'Italia per
la tardiva e quindi non corretta applicazione della direttiva
volta a prevenire le ripercussioni negative sull'ambiente derivanti
dalle discariche di rifiuti. L'Italia era stata deferita ai giudici
Ue dalla Commissione. Secondo l'esecutivo europeo, il decreto
legislativo di applicazione della norma comunitaria violava alcuni
articoli della stessa direttiva che definisce la nozione di rifiuti
e di discariche.
La direttiva prevede
che gli Stati elaborino una strategia nazionale per la riduzione
dei rifiuti, stabilisce regole sui costi dello smaltimento,
prevede la procedura di autorizzazione di nuove discariche e
sottopone quelle preesistenti a misure particolari. La Commissione
ha accusato l'Italia di aver applicato la direttiva tardivamente
e così facendo di non averla applicata bene. Oggi la
Corte ha riconosciuto valide le obiezioni sollevate dall'esecutivo
europeo ed ha condannato l'Italia alle spese.