Da fonti interne all’Amministrazione Provinciale di Potenza abbiamo appreso che in questi giorni sono state notificate le lettere
che chiedono ai comuni di Baragiano, Chiaromonte, Rapone, Noepoli e Trivigno di individuare - con le procedure di urgenza ed
indifferibilità, ed in deroga agli strumenti urbanistici vigenti con le procedure di dichiarazione di pubblica utilità - le aree ove realizzare i 5 punti di stoccaggio previsti nell’ambito del Piano Provinciale dei Rifiuti. Queste aree dovrebbero accogliere i rifiuti provenienti dai rispettivi bacini di riferimento nella provincia di Potenza per poi essere convogliati presso i centri di smaltimento, discariche ed inceneritore Fenice.
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini, chiede al Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, ed all’Assessore all’Ambiente, Massimo Macchia, di sospendere con urgenza le procedure del Piano Provinciale dei Rifiuti vigente, considerando che esso si è rilevato, non solo fallimentare, ma addirittura dannoso per i gravissimi problemi creati, sotto tutti i punti di vista, agli stessi comuni.
Volere oggi attuare a tutti i costi il Piano predisposto dall’ex Assessore Domenico Iacobuzio, come se esso avesse prodotto effetti positivi, significa aggravare le problematiche connesse alla salvaguardia dell’ambiente ed alla salute, con risvolti economici negativi che caricano ulteriormente le comunità ed i cittadini di gravosi balzelli a solo beneficio degli interessi privati.
Il Piano Provinciale, infatti, oltre a disattendere gli obiettivi della raccolta differenziata, che regredisce al magro risultato del 7% nella provincia di Potenza rispetto al 60% previsto dal Piano nel 2009, ha anche “toppato” sulla diminuzione delle quantità di rifiuti prodotti e conferiti in discarica, inducendo il Presidente della Giunta Regionale a firmare “ordinanze emergenziali” finalizzate all’ampliamento delle discariche, con il solo obiettivo di amplificare l’effetto domino a tutto vantaggio delle 10 imprese interessate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Basilicata (i cosiddetti padroni della monnezza citati da un recente comunicato dell’IDV, partito a cui appartiene proprio l’assessore Macchia).
Realizzare 5 nuovi “centri intermedi di stoccaggio” significa rendere definitivamente incontrollabile il processo legato ai rifiuti in Basilicata, finito non a caso nelle mani della lobby dei rifiuti. Le stesse lobby che spingono all’incenerimento dei rifiuti presso cementifici e centrali a biomassa. La OLA stigmatizza l’irresponsabile comportamento dell’Assessore Vincenzo Santochirico che, nonostante sollecitato a rivedere i Piani Provinciali dei Rifiuti, finge oggi di non sapere quali siano i veri motivi del saturamento delle discariche e della situazione di una falsa “emergenza” purtroppo annunciata.
Ragion per cui la OLA chiede uno stop immediato del cosiddetto "tour della monnezza" in Basilicata che ha finito per accomunare gli interessi di autotrasportatori, privati gestori di discariche, che in alcuni casi coincidono con quelli degli smaltitori di rifiuti industriali, cementifici e Fenice SpA. Un grosso business, insomma, pagato dai cittadini a danno della salute e del territorio della regione.
La OLA invita, pertanto, le Amministrazioni Comunali ad insistere su una raccolta differenziata spinta, sulla realizzazione di centri di compostaggio dell'umido e sul recupero a freddo della materia-rifiuto, per innescare un processo virtuoso capace di rispettare l’ambiente e creare occasioni di lavoro per i giovani.
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