La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale
di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini denuncia,
ancora una volta, come sia inaccettabile aver utilizzato a pretesto
lo stato di emergenza e la solidarietà alla vicina Campania,
per giustificare operazioni sui rifiuti definite illegittime
anche dalla Corte di Giustizia Europea, che ha recentemente
sentenziato una infrazione allItalia che purtroppo finirà
per gravare sulle tasche degli incolpevoli cittadini.
Infatti, con una
raccolta differenziata in Basilicata che si assesta ad un misero
7% e con una produzione pro-capite annua di rifiuti pari a 400
Kg. per abitante (rapporto APAT sui rifiuti 2007) che è
la più bassa in Italia, la regione paradossalmente diventa
esempio della mancata applicazione della Direttiva Comunitaria
in materia di riduzione dei rifiuti ed utilizzo improprio dellincenerimento.
Questo paradosso è ancor più evidente dopo la
recente pronuncia della Corte di Giustizia della UE e diviene
la cartina tornasole ai silenzi del Sindaco di Venosa,
Castelgrande, e dellAssessore allAmbiente della
Provincia di Potenza, Iacobuzio, a seguito dei recenti comunicati
di Accademia Kronos e OLA in cui si chiedevano lumi sul progetto
di raddoppio della discarica comunale di Notarchirico a Venosa.
I due rappresentanti istituzionali, vanamente, sono stati chiamati
in causa per fornire precise risposte ai cittadini. Sembrerebbe,
invece, che alle risposte abbiano preferito nascondere la testa
sotto la sabbia come gli struzzi. Infatti, mentre lUE
chiede agli Stati membri di perseguire politiche di riduzione
dei rifiuti, evitando la realizzazione di nuove discariche e
inceneritori, dichiarati espressamente inquinanti, in Basilicata
grazie ad Ordinanze emergenziali approvate in deroga ai Piani
Provinciali dei Rifiuti si raddoppiano i metri cubi delle discariche
esistenti con aggravi dei costi di gestione a carico dei cittadini
ignari, e si propinano la costruzione di nuovi inceneritori
chiamati impropriamente termovalorizzatori.
E ormai
chiaro che siamo in presenza di un nuovo business, quello delle
discariche degli altri, ovvero di discariche extraregionali
e degli inceneritori da cui i Comuni pensano di rimpinguare
le casse, addebitando però i costi di gestione ai cittadini
con ritocchi della TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani.
La discarica di Notarchirico di Venosa non è che lesempio,
licona di questo nuovo affare sui rifiuti. Si preferisce
privilegiare il ricorso allimpiantistica ed al trasporto
dei rifiuti prevedendone lincremento solo per operare
conseguentemente un freno alla raccolta differenziata che rappresenta
invece la vera soluzione al problema. Le ordinanze
emergenziali emanate dal Presidente della Giunta regionale di
Basilicata di ampliamento delle discariche di Potenza, Genzano
di Lucania e Lauria, ma anche per la stessa provincia di Matera,
in assenza di un riferimento alla pianificazione sui rifiuti
provinciale che indichi anche i costi che loperazione
comporta per la collettività, non solo rappresenta unoperazione
illegittima secondo LUE, ma favorisce una politica degli
affari che, come la Regione Campania ha dimostrato, produce
solo danni al territorio, alleconomia ed alla salute dei
cittadini.