[Data di pubblicazione: 27/05/2008]ola
 
 
Rivello, il Sindaco aumenta la Tarsu con la scusa della differenziata
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: PIETRO DOMMARCO, COORDINATORE DELLA OLA | ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA
 
   
   

Lettera alla Cittadinanza di Rivello
LA FINANZA CREATIVA E IL DISSENSO CIVICO DEI RIVELLESI

Nell’attuale clima di crisi politica (non solo rivellese) che ci coinvolge tutti, apprendo da un articolo apparso su La Gazzetta del Mezzogiorno del 22 Maggio 2008, che “La scelta di incrementare del 70% la tassa relativa alla raccolta dei rifiuti solidi urbani a Rivello era stata presa perché si intendeva far partire dal primo giugno prossimo la raccolta differenziata porta a porta, un servizio più completo. Ciò non è stato capito né colto come un fatto di civiltà e di progresso…”. Queste le parole “integrali” del Sindaco di Rivello.

Introdotto ciò e viste le polemiche, le intromissioni, le titubanze, gli sbalzi d’umore e i rancori personali, è giusto fare delle precisazioni da homo politicus disinteressato e per la cittadinanza di Rivello. Si, proprio per quei cittadini che molto probabilmente - oltre ad essere considerati “incivili” e poco propensi allo sviluppo – potrebbero assistere alla venuta del Commissario, cosa rara nella storia del nostro già “glorioso” Comune.

Ma andiamo con ordine. La volontà di avviare un processo di raccolta differenziata dei rifiuti è, certamente, cosa lodevole, perché misure gestionali di questo tipo, oltre che rappresentare una doverosa e precisa volontà di tutti di contribuire alla risoluzione dell’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti, implica una condivisione d’intenti, un confronto costruttivo, una programmazione, una pianificazione. Va subito detto che differenziare i rifiuti non significa necessariamente aumentare la Tarsu, figuriamoci poi incrementarla del 70%. Anzi, con la raccolta differenziata la tassa sui rifiuti, nel tempo e gradualmente, si avvia verso uno “snellimento”, dovuto al taglio delle spese per il conferimento dei rifiuti in discarica. Il servizio di “raccolta porta a porta”, invece, potrebbe portare sì ad un incremento, ma mai delle dimensioni proposte dal Sindaco, il quale non ha mai presentato alla cittadinanza le modalità ed i costi gestionali necessari, né tanto meno organizzato incontri per incentivare la partecipazione e la condivisione.

In ogni caso, la raccolta porta a porta dovrebbe essere una parte dello sviluppo di un processo di sensibilizzazione della cittadinanza, per il miglioramento del servizio di base di raccolta differenziata, già ben organizzato. Solo in questo modo è possibile rendere agevole ai cittadini le operazioni di riciclaggio, rendendo accessibili i vari cassonetti, magari aumentandone il numero e la visibilità. Presentare la raccolta differenziata abbinandola e subordinandola all’aumento delle tasse comunali rappresenta il peggior biglietto da visita che un amministratore possa dare ai propri concittadini che percepiranno un messaggio distorto se non addirittura dannoso rispetto all’unica soluzione praticabile specialmente nei piccoli comuni della nostra regione che, con usi e costumi simili alla comunità di Rivello, hanno già attuato tale metodica della raccolta differenziata anche con percentuali considerevoli senza dover necessariamente aumentare le tasse.

L’indelicato escamotage di far ricadere le responsabilità – così come ha fatto il Sindaco - sulle opposizioni e sul mancato senso civico dei rivellesi è solo un’assurda scusante di nascondere l’operazione economica dell’“apparare” i buchi di un dissesto economico, maturato negli anni o incrementatosi che sia, con l’aumento delle imposte. In questo, non dimentico affatto l’adeguamento dell’Ici, vero e proprio esempio di finanza creativa. Se le cose stanno così, questa risicata maggioranza che governa il Comune di Rivello, oltre che nei numeri, non ha più nemmeno il consenso della popolazione.


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