[Data di pubblicazione: 28/07/2008]ola
 
 
Discarica al cromoesavalente vicino al Fiume Sinni
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: MOVIMENTO NOSCORIE TRISAIA
 
   
   

DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE CHI METTE IN SICUREZZA IL SITO CONTAMINATO? Se la Giustizia ha fatto il suo lungo e lento corso, nel frattempo, la discarica di Rivolta, vicino al Sinni - con i suoi metalli pesanti - per il fenomeno dell'erosione rischia di finire in mare. Ora per questioni di salute pubblica e problemi per la balneazione è bene bonificare la discarica al più presto. Chi dovrà farlo? La Regione, la Provincia, il Comune di Rotondella? O meglio, paga "pantalone" o gli eredi che hanno ereditato i terreni in oggetto? Fatto sta che vicino alla discarica i terreni limitrofi sono interessati ad un grosso business immobiliare. Infatti, è stato presentato al Comune di Rotondella un progetto per la realizzazione di un megavillaggio turistico con annesso porticciolo con campi da
golf.

Nel libro "Gomorra" - di Roberto Saviano - sulle discariche di rifiuti tossici erano costruite ville a buon mercato da destinare agli operai per coprire le discariche, in questo caso siamo proprio curiosi di sapere se qualche istituzione approverà i progetti in oggetto sapendo che parte dei terreni vicino alle future abitazioni sono contaminati da cromo e metalli pesanti, o peggio ancora finanzierà con fondi pubblici gli stessi investimenti di tipo turistico. La discarica è, inoltre, vicinissima alla foce del Sinni e alla zona ZPS del Bosco Pantano. Era stato chiesto all'Arpab in prossimità della stagione estiva a mezzo stampa e all'assessore all'ambiente di monitorare l'inquinamento marino da metalli pesanti a Rivolta, ai fini della balneazione e della pubblica sicurezza. Ci auguriamo che l’Arpab ora si attivi al più presto, visto che ha effettuato e reso pubbliche altre analisi su altri
tipi di inquinamento marino. E' bene per le istituzioni con gli assessori regionali, provinciali e i comuni limitrofi di Rotondella, Nova Siri e Policoro convocare, urgentemente, una Conferenza di Servizio per attivare tutte le azioni del caso, prima che le acque si inquinano arrecando danno grave alla salute pubblica, alla stagione balneare e all’economia turistica. Lungi dal voler creare alcuna forma di allarmismo sostanze come il cromoesavalente in determinate condizioni diventano molto pericolose per la salute umana.


CROMO NEI SEDIMENTI MARINI DI NOVA SIRI: DICHIARAZIONI VICE PRESIDENTE RESTAINO

“Il cromo presente nei sedimenti marini campionati nella stazione di Nova Siri ubicata in direzione della foce del fiume Sinni è di origine naturale e quindi non è nocivo per l’uomo sia direttamente sia attraverso la catena alimentare”. Lo afferma il vice presidente della Regione e assessore all’Ambiente, Erminio Restaino, commentando un articolo pubblicato dal settimanale “L’Espresso” che illustra uno studio dei fondali italiani realizzato da Legambiente. “Campione di sedimento sono stati sottoposti ad approfondite indagini – continua Restaino - che hanno confermato questa nostra tesi. A partire dall’ottobre 1999 a tutt’oggi la Regione Basilicata ha avviato, con il contributo di Enti ed Istituti di ricerca, un programma di monitoraggio finalizzato alla conoscenza dei mari della Basilicata. Tali studi hanno permesso, da un lato, di definire con precisione un quadro aggiornato della situazione ambientale dei nostri mari e dall’altro di acquisire utili strumenti per determinare e indirizzare i processi decisionali, con particolare riferimento a quelli di programmazione e di governo dei sistemi territoriali e ambientali. Dal mese di giugno 2001 la Regione ha avviato, aderendo ad un programma nazionale per il controllo dell’ambiente marino-costiero emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, attività di monitoraggio delle acque marino costiere, dei sedimenti marini, degli organismi viventi, finalizzato all’acquisizione di conoscenze dell’ecosistema marino costiero della Basilicata. Lo studio condotto in collaborazione con il Ministero e Metapontum Agrobios prevede, tra l’altro, la stima del bioaccumulo di sostanze potenzialmente tossiche sia nei sedimenti che negli organismi viventi spia che sono i mitili. Per quanto concerne il cromo, l’elemento analizzato che ha suscitato interesse degli organi di stampa, è noto che il suo contenuto nei sedimenti fini affioranti nel territorio lucano si attesta intorno a valori medi di 100 mg/Kg ma non sono rare le argille in cui tali concentrazioni risultano essere notevolmente superiori. Va comunque precisato – conclude Restaino - che vi possono essere sensibili scostamenti da queste concentrazioni in funzione della composizione mineralogica del sedimento. Alcuni minerali concentrano in maniera significativa cromo tant'è che nelle cosiddette ‘sabbie nere’ l’ossido di cromo può raggiungere valori di diverse parti percentuali. Anche la concentrazione di questo elemento nelle specie viventi, in particolare nei mitili appositamente allevati nell’area di studio, risulta essere nella media rispetto a quanto rilevato in altri siti sottoposti a controllo”.

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