Edf-Fenice richiede una sanatoria per l’inceneritore di Melfi?
La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) ha appreso dal sito istituzionale del Comune di Melfi e dal Bollettino Ufficiale Regionale n.11 del 16 aprile 2011 che, in data 31 marzo 2011, la società Fenice Ambiente srl ha depositato all’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata lo “studio di screening per la domanda di pronuncia di compatibilità ambientale“, relativo alla “richiesta di incremento capacità linea trattamento forno a griglia” dell’inceneritore di proprietà della multinazionale francese EDF. Il progetto prevede la variazione della capacità di smaltimento del forno a griglia – quello riservato ai rifiuti solidi assimilati agli urbani – da 30 mila a 39 mila tonnellate all’anno di rifiuti.
La nostra Organizzazione reputa oltremodo grave ed incosciente la richiesta avanzata dai gestori dell’impianto, considerando uno stato di inquinamento “certificato” persistente dal 2007 che ha provocato una contaminazione da metalli pesanti delle falde acquifere, con valori di nichel e cloruri ancora sopra i limiti. La richiesta di incremento del conferimento di RSAU arriva in assenza di un piano di bonifica ma soprattutto, in assenza del rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) ed in presenza di proroghe al funzionamento da parte del Dipartimento Ambiente della Provincia di Potenza, l’ultima scaduta il 14 aprile 2011. Inoltre, considerando le ulteriori 9 mila tonnellate di rifiuti destinate al forno a griglia, e una mancanza di dati certi sulle reali quantità di tonnellate incenerite di RSAU e speciali – sulle quali abbiamo più volte denunciato anomalie -, il pericolo è quello di incrementare ulteriormente le ceneri volanti prodotte (oggi sarebbero 26 mila tonnellate all’anno), probabile causa della contaminazione delle falde, tenendo presente che l’impianto per il loro raffreddamento/inertizzazione in loco è mal funzionante.
Alla luce di tutto questo e di un possibile tentativo da parte di EDF-Fenice di ottenere una improponibile “sanatoria” sulle quantità di rifiuti in surplus che avrebbe smaltito finora, la Ola chiede agli Enti preposti la sospensione, con urgenza, di tutte le procedure VIA, per le quali – ricordiamo ancora una volta – la nostra Organizzazione ha chiesto, dal punto di vista tecnico-funzionale, l’intervento del Ministero dell’Ambiente. Inoltre, invitiamo – anche in virtù di una tanto propagandata trasparenza – la Regione Basilicata a soprassedere al rilascio dell’AIA, e lo stesso faccia la Provincia di Potenza con eventuali proroghe al funzionamento dell’impianto.










Strano che su Fenice ed i gravissimi problemi sia calato un silenzio tombale. Grazie alla Ola che tiene desta l’attenzione, nonostante deviatori e mestatori che sulla questione si tengono oggi alla larga…
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