La “semaforica” AIA Fenice
Intervenendo oggi al tavolo della Trasparenza sul termodistruttore Fenice è ritornata in auge il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. “L’Aia – ha detto Viggiano, Direttore Generale del Dipartimento Ambiente – non è un semaforo verde a operare, perché, per legge, le attività preesistenti continuano ad operare con le autorizzazioni precedenti, in questo caso quelle della Provincia. Ma l’Aia deve essere vista, invece, come un’occasione per elevare il livello delle garanzie e dei controlli prescritti”. “Per questo – ha aggiunto Mancusi – ne ho parlato come quello strumento potente che la semplificazione giornalistica ha individuato in una clava. Perché effettivamente è con questo strumento che abbiamo la possibilità di incidere nel processo e nei controlli”.
L’azienda, dal canto suo, ha annunciato la volontà di aprirsi a una sorta di “visita ispettiva” del Tavolo della Trasparenza e di aver già disponibili 3 milioni di euro per avviare le attività di bonifica. Attività per le quali sono stati definiti dalla Regione e accettati dall’azienda, obiettivi di risanamento superiori a quelli previsti per legge, e che avverranno sotto il costante controllo delle istituzioni deputate e dello stesso Tavolo della Trasparenza. “Il nostro obiettivo – ha ripetuto De Filippo – è quello di elevare il livello delle garanzie e dei controlli. E – ha aggiunto – il livello della discussione che si è sviluppato oggi mostra che stiamo riuscendo nel nostro intento”. Per la Ola l’incontro odierno del tavolo della trasparenza su Fenice è il preludio al rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e probabili abbandono dell’inchiesta della magistratura. La pietra tombale alla questione Fenice, con buona pace dei comitati locali e dei cittadini inquinati.










Leave your response!