Home » Comunicati Stampa 2011, Petrolio - 11 maggio 2011

La sudditanza al potere dei petrolieri. La Regione dà l’ok all’ampliamento del Centro olio di Viggiano

Invece di chiedere una Commissione d’inchiesta per capire come mai nel 2000 è stata interrotta una relazione sanitaria regionale – che dimostrava per gli abitanti dei dintorni del Centro olio di Viggiano un rischio di patologie cardiorespiratorie del 44%, contro il 19% del resto della regione -, dopo appena 3 anni di attività dell’impianto [Fonte: Copam 2011]; oppure, invece di studiare la desertificazione dei territori minerari quando le società petrolifere li svuotano dei suoi minerali [Fonte: Mario Tozzi, geologo], l’IDV regionale continua con la sua propaganda elettorale, non solo abusando delle tematiche ambientaliste, ma avallando le scelte del governatore regionale sull’ampliamento del Centro olio e sul conseguente incremento della produzione di idrocarburi.

Dopo il senatore Felice Belisario – che in passato si è dichiarato contrario agli inceneritori mentre approvava le mega-centrali a biomassa (sono la stessa cosa grazie ad una delibera di Giunta di De Filippo del 2005 che fa propria la legge 387 del 2003 sull’equiparazione rifiuti-biomassa), e che nella recente trasmissione televisiva Porta a Porta si è detto “felice” di estrarre petrolio per non “ritornare all’età della pietra”, purché lo si faccia “in garanzia” (non esiste un?estrazione mineraria “garante” dell’ambiente del territorio) – arriva adesso la proposta del consigliere Antonio Autilio di dividere le royalties del petrolio tra lucani e petrolieri fifty-fifty, ovvero al 50%.

A parte il fatto che il consigliere Antonio Autilio poteva osare di più, adeguandosi alla Norvegia (quarto Paese al mondo tra i produttori di petrolio, dove le royalties per il territorio sono l’80% dei barili di greggio estratti, senza temere di impoverire le società petrolifere, in quanto il loro vero guadagno viene dalla raffinazione del greggio in benzina, manufatti di plastica, fibre di varia natura), la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) fa notare ad Autilio che arriva un po’ in ritardo. Il suo governatore, Vito De Filippo, gli ha preventivamente bloccato ogni possibilità di rivedere la legge dello Stato in materia di royalties minerarie con la firma del Memorandum messa nero su bianco con l’altro alleato del centrosinistra lucano, il sottosegretario del PDL Guido Viceconte, per consumare l’ennesima beffa al territorio: le compagnie minerarie pagheranno, infatti, non più in royalties, ma “in natura”, nel senso che con i soldi del petrolio si realizzeranno infrastrutture sul territorio.

Per la Ola, gli accordi del Memorandum sono la prova provata che la politica regionale ha abdicato dalla buona amministrazione, dimostrando la sudditanza totale agli interessi delle società minerarie, che saranno le prime a beneficiare delle stesse infrastrutture che si realizzeranno coi proventi del petrolio.

Per cui, l’IDV invece di buttarsi populisticamente e demagogicamente nelle tematiche ambientaliste la smetta di condividere le scelte amministrative peggiori della maggioranza PD/PDL che, di fatto, regge questa regione. O farebbe meglio a capire che, col raddoppio delle attività di desolforizzazione al centro olio di Viggiano – approvato a maggioranza dalla Giunta regionale con rilascio di VIA ed AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) lo scorso 4 maggio (anche con la firma dell’assessore IDV Rosa Mastrosimone, ripetendo la stessa prassi adottata per le biomasse) -, per poter gestire circa 200 mila barili al giorno di petrolio, oltre a raddoppiare i rischi sanitari del luogo, il governo regionale De Filippo/Viceconte svuoterà i circa 500 milioni di barili – e il suo valore di circa 50 miliardi di euro – ancora contenuti nel sottosuolo lucano [Fonte: Eni], in poco più di un quinquennio. Giusto il tempo per il PD/PDL di affrontare per bene le due prossime elezioni parlamentari e regionali, mentre l’IDV sta ancora all’età della pietra in quanto a stima delle percentuali delle royalties, ma anche relativamente alla considerazione del rischio per l’ambiente e per la salute dei cittadini lucani.

Cittadini lucani che saranno ora ancora più a rischio con l’ampliamento del centro olio, tenuto segreto ed approvato alla chetichella, e avallato, pur se con qualche mal di pancia, dagli amministratori locali, ancora una volta, resisi complici con gli amministratori regionali del saccheggio della Basilicata da parte delle compagnie petrolifere.

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2 Comments »

  • apt said:

    i valori ? meglio l’italia delle trivelle…….

  • Giusy said:

    Questo é il risultato della “Mendax ab initio”del Memorandum sul petrolio

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