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[Data di pubblicazione: 18/09/2007]
 
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>MARINAGRI, INTERROGAZIONE CONSIGLIERA SIMONETTI (PRC)
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“E’nelle prerogative del consigliere regionale, secondo lo Statuto, esercitare anche l’azione ispettiva in merito alle attività connesse ai compiti della Regione”. Lo dichiara la presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Emilia Simonetti, la quale sulla questione Marinagri ha presentato una interrogazione “Nella nota di Marinagri, emessa in data 18 settembre 2007 riferita anche ad una interrogazione della scrivente sulla realizzazione di un villaggio turistico nell’area metapontina, emergono – afferma Simonetti - dichiarazioni del tutto infondate e gratuite relative a presunta ‘acrimonia e mistificazione dei fatti’ nonché l’accusa grave di ‘discreditare’ il progetto Marinagri attraverso la presentazione dell’interrogazione di cui sopra. Visto che occorre salvaguardare il diritto-dovere dei consiglieri regionali di esercitare il proprio ruolo, si rende necessario approfondire ulteriormente le questioni trattate nella precedente interrogazione, con riserva di ulteriori tutele e lasciare al Presidente della Giunta il compito di rispondere per garantire un giusto equilibrio fra attività turistiche, tutela del territorio e il necessario sviluppo dell’occupazione che rimane il punto centrale dell’attuale programma della Regione e cardine essenziale dello Statuto”. “Nel 1973, con decreto n. 9346 – ricorda Simonetti - il Prefetto di Matera pronunciò l’espropriazione, a favore della società Ittica Val d’Agri, di circa 200 ettari di terreno di proprietà di enti pubblici, posti alla foce del fiume Agri. Su tali terreni l’Ittica Val d’Agri avrebbe dovuto realizzare attività industriale di allevamento e inscatolamento del pesce (quindi non solo l’allevamento così come risulta in atti pubblici). Sulle inadempienze della società in ordine alla mancata realizzazione dell’attività industriale è stata proposta altra interrogazione e si è in attesa di risposta.

Con altro decreto, n. 25493 del 16/07/2003, l’Agenzia del Demanio – Direzione Generale – riconosceva alla Marinagri S.p.A. altre proprietà poste al confine di quelle ottenute con il decreto di esproprio per una superficie complessiva di circa 35 ettari. Su tale riconoscimento vi è stato procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, conclusasi con un decreto di archiviazione. Articoli di stampa dei mesi scorsi, infatti, hanno riferito di indagini avviate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, in relazione agli stessi fatti, divenuta tuttavia competente ai sensi dell’art. 11 del c.p.p. in quanto nelle stesse indagini sarebbero coinvolti magistrati degli uffici giudiziari materani”. “Nella richiesta di archiviazione relativa ai fatti innanzi esposti – continua la consigliera - è precisato che il riconoscimento di proprietà a favore di Ittica Val d’Agri-Marinagri degli ulteriori 35 ettari sarebbe avvenuto ai sensi dell’art. 946 c.c., nel testo vigente fino al 1994, in quanto l’Ittica Val d’Agri, nella qualità di proprietaria frontista, avrebbe avuto diritto ad appropriarsene trattandosi di aree lasciate libere dall’alveo del fiume Agri che aveva mutato il proprio corso formando un nuovo letto. Una tale considerazione, pur nel rispetto di quanto deciderà sul punto la competente autorità giudiziaria calabrese, rileva che: secondo l’assunto della società Ittica Val d’Agri, contestato per ben due volte dai dirigenti dell’Agenzia del Demanio e mutato alla presentazione della terza istanza, l’Ittica Val d’Agri sarebbe divenuta proprietaria dei 35 ettari di terreno in questione perché frontista al momento in cui il fiume Agri li avrebbe lasciati liberi formandosi un nuovo letto”.

“Occorre verificare – afferma Simonetti - se la formazione del nuovo letto del fiume Agri sia avvenuta nel 1959, allorquando il territorio del comune, come tale riconosciuto ed eretto nella primavera del 1959, fu sconvolto da una rovinosa e luttuosa alluvione. Nell’occasione, infatti, le acque invasero le sponde del fiume e nella c.da Madonella travolsero una bambina che, purtroppo, perse la vita. L’Ittica Val d’Agri, come i magistrati degli uffici materani hanno scritto nei propri atti, divenne beneficiaria di un decreto di esproprio (n. 9346) in data 12/11/1973. Come è noto, il decreto di sproprio costituisce acquisto di proprietà a titolo originario, ovviamente per la parte esattamente individuata nel decreto stesso”. “Se risultasse che i 35 ettari di terreno in questione siano stati effettivamente liberati dalle acque del fiume Agri nel 1959, come è possibile – si chiede la consigliera - che l’Ittica Val d’Agri risulti frontista in virtù di decreto di esproprio pronunciato 14 anni dopo e cioè il 12 novembre 1973? “Va chiarito che – aggiunge - se effettivamente nel 1959 nel fiume Agri si era formato il nuovo letto, i 35 ettari di terreno lasciati liberi divenivano di proprietà del Demanio (o di altri enti pubblici), in quanto frontista. Il decreto di esproprio, inoltre, ha descritto con precisione l’area espropriata. Ne deriva che il beneficiario dell’esproprio non potrebbe essere proprietario di aree diverse da quelle individuate nel decreto né succedere nei diritti acquisiti in precedenza dal Demanio o da altri enti pubblici”.


 
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