Enelle
prerogative del consigliere regionale, secondo lo Statuto,
esercitare anche lazione ispettiva in merito alle attività
connesse ai compiti della Regione. Lo dichiara la presidente
del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista Sinistra
Europea, Emilia Simonetti, la quale sulla questione Marinagri
ha presentato una interrogazione Nella nota di Marinagri,
emessa in data 18 settembre 2007 riferita anche ad una interrogazione
della scrivente sulla realizzazione di un villaggio turistico
nellarea metapontina, emergono afferma Simonetti
- dichiarazioni del tutto infondate e gratuite relative a
presunta acrimonia e mistificazione dei fatti
nonché laccusa grave di discreditare
il progetto Marinagri attraverso la presentazione dellinterrogazione
di cui sopra. Visto che occorre salvaguardare il diritto-dovere
dei consiglieri regionali di esercitare il proprio ruolo,
si rende necessario approfondire ulteriormente le questioni
trattate nella precedente interrogazione, con riserva di ulteriori
tutele e lasciare al Presidente della Giunta il compito di
rispondere per garantire un giusto equilibrio fra attività
turistiche, tutela del territorio e il necessario sviluppo
delloccupazione che rimane il punto centrale dellattuale
programma della Regione e cardine essenziale dello Statuto.
Nel 1973, con decreto n. 9346 ricorda Simonetti
- il Prefetto di Matera pronunciò lespropriazione,
a favore della società Ittica Val dAgri, di circa
200 ettari di terreno di proprietà di enti pubblici,
posti alla foce del fiume Agri. Su tali terreni lIttica
Val dAgri avrebbe dovuto realizzare attività
industriale di allevamento e inscatolamento del pesce (quindi
non solo lallevamento così come risulta in atti
pubblici). Sulle inadempienze della società in ordine
alla mancata realizzazione dellattività industriale
è stata proposta altra interrogazione e si è
in attesa di risposta.
Con altro decreto, n. 25493 del 16/07/2003, lAgenzia
del Demanio Direzione Generale riconosceva alla
Marinagri S.p.A. altre proprietà poste al confine di
quelle ottenute con il decreto di esproprio per una superficie
complessiva di circa 35 ettari. Su tale riconoscimento vi
è stato procedimento penale avviato dalla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Matera, conclusasi con un
decreto di archiviazione. Articoli di stampa dei mesi scorsi,
infatti, hanno riferito di indagini avviate alla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, in relazione
agli stessi fatti, divenuta tuttavia competente ai sensi dellart.
11 del c.p.p. in quanto nelle stesse indagini sarebbero coinvolti
magistrati degli uffici giudiziari materani. Nella
richiesta di archiviazione relativa ai fatti innanzi esposti
continua la consigliera - è precisato che il
riconoscimento di proprietà a favore di Ittica Val
dAgri-Marinagri degli ulteriori 35 ettari sarebbe avvenuto
ai sensi dellart. 946 c.c., nel testo vigente fino al
1994, in quanto lIttica Val dAgri, nella qualità
di proprietaria frontista, avrebbe avuto diritto ad appropriarsene
trattandosi di aree lasciate libere dallalveo del fiume
Agri che aveva mutato il proprio corso formando un nuovo letto.
Una tale considerazione, pur nel rispetto di quanto deciderà
sul punto la competente autorità giudiziaria calabrese,
rileva che: secondo lassunto della società Ittica
Val dAgri, contestato per ben due volte dai dirigenti
dellAgenzia del Demanio e mutato alla presentazione
della terza istanza, lIttica Val dAgri sarebbe
divenuta proprietaria dei 35 ettari di terreno in questione
perché frontista al momento in cui il fiume Agri li
avrebbe lasciati liberi formandosi un nuovo letto.
Occorre verificare afferma Simonetti - se la
formazione del nuovo letto del fiume Agri sia avvenuta nel
1959, allorquando il territorio del comune, come tale riconosciuto
ed eretto nella primavera del 1959, fu sconvolto da una rovinosa
e luttuosa alluvione. Nelloccasione, infatti, le acque
invasero le sponde del fiume e nella c.da Madonella travolsero
una bambina che, purtroppo, perse la vita. LIttica Val
dAgri, come i magistrati degli uffici materani hanno
scritto nei propri atti, divenne beneficiaria di un decreto
di esproprio (n. 9346) in data 12/11/1973. Come è noto,
il decreto di sproprio costituisce acquisto di proprietà
a titolo originario, ovviamente per la parte esattamente individuata
nel decreto stesso. Se risultasse che i 35 ettari
di terreno in questione siano stati effettivamente liberati
dalle acque del fiume Agri nel 1959, come è possibile
si chiede la consigliera - che lIttica Val dAgri
risulti frontista in virtù di decreto di esproprio
pronunciato 14 anni dopo e cioè il 12 novembre 1973?
Va chiarito che aggiunge - se effettivamente
nel 1959 nel fiume Agri si era formato il nuovo letto, i 35
ettari di terreno lasciati liberi divenivano di proprietà
del Demanio (o di altri enti pubblici), in quanto frontista.
Il decreto di esproprio, inoltre, ha descritto con precisione
larea espropriata. Ne deriva che il beneficiario dellesproprio
non potrebbe essere proprietario di aree diverse da quelle
individuate nel decreto né succedere nei diritti acquisiti
in precedenza dal Demanio o da altri enti pubblici.