La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale di Associazioni,
Comitati, Movimenti e Cittadini - non crede che vi sia un
pressing degli industriali per accelerare le procedure
per la caratterizzazione e la bonifica della Val Basento,
nonostante gli assessori regionali Santochirico e Folino hanno
annunciato la disponibilità di finanziamenti destinabili
ad una parziale bonifica pari a 2.270.000 € (assicurati
dal ministero dell'Ambiente) e 1.000.000 € provenienti
da fondi regionali. Questi ultimi potranno essere utilizzati
solo per la parziale messa in sicurezza della falda acquifera
inquinata e dei corpi idrici superficiali ove sono presenti
- secondo lo studio prodotto dalla Regione Basilicata nellaprile
2006 - centinaia di siti inquinati con idrocarburi e IPA (Idrocarburi
Policiclici Aromatici), composti alifatici cancerogeni, solfati,
metalli pesanti in acque superficiali e di falda.
E grave
che, per rilanciare la Val Basento, la Regione Basilicata
abbia rinunciato a varare un vero programma di sviluppo alternativo
allindustrializzazione chimica ed energetica degli anni
passati. Non è accettabile che intenda ancora oggi
perseguire uno sviluppo basato sul petrolchimico, sulle megacentrali
elettriche, i megastoccaggi di gas e sullo smaltimento e trasformazione
di rifiuti industriali tossici e nocivi quali lECOIL
- ritornata in auge in questi ultimi mesi - dopo che nella
passata legislatura la Regione ne aveva bocciato il progetto
per incompatibilità ambientali. Così come non
è ipotizzabile esportare questi problemi in Val
dAgri e nelle Valli del Sauro-Camastra con la
scusa dellemergenza Valbasento.
Si continua,
purtroppo, a proporre per la Val Basento unindustrializzazione
terzomondista che ha già causato enormi
danni a cose e persone. I 32 chilometri della Valbasento,
perimetrati come sito di interesse nazionale, presentano un
quadro desolante sotto tutti i punti di vista, risultato di
decenni di prendi i soldi e scappa, così
come ha fatto lENI che, invece di pagare per aver
inquinato, ha intrapreso lunghissimi contenziosi legali
che bloccano definitivamente le potenzialità di sviluppo
durevole della Basilicata e ritardano la bonifica. In nome
di quale principio La Regione Basilicata intende ora affrancare
le responsabilità degli industriali per la Val Basento?
Perché a pagare i danni delle industrie debba essere
ancora una volta la collettività, con prezzi elevatissimi
sulla salute dei cittadini e dei lavoratori?
Dopo decenni
di inquinamento è necessario - secondo il nostro Coordinamento
- perseguire per la Valbasento uno sviluppo pulito e durevole
basato ad esempio sull industria elettronica, sui nuovi
materiali per la bioedilizia e sul solare capaci di attuare
vere compensazioni ambientali in una regione oggi
martoriata ed asservita agli interessi delle multinazionali
petrolifere. Si potrebbe in proposito utilizzare parte del
tesoretto di fondi non utilizzati che la Regione
avrebbe già incassato in base allaccordo ENI-Regione
sul petrolio in Val dAgri che ammonterebbero ad oltre
200.000.000 € (almeno secondo alcune stime non ufficiali)
che non può finire nelle tasche di chi continua ad
inquinare.