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[Data di pubblicazione: 12/10/2007]
 
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>QUALE SVILUPPO PER LA VALBASENTO?
>di OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista

 
     
     

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - non crede che vi sia un “pressing” degli industriali per accelerare le procedure per la caratterizzazione e la bonifica della Val Basento, nonostante gli assessori regionali Santochirico e Folino hanno annunciato la disponibilità di finanziamenti destinabili ad una parziale bonifica pari a 2.270.000 € (assicurati dal ministero dell'Ambiente) e 1.000.000 € provenienti da fondi regionali. Questi ultimi potranno essere utilizzati solo per la parziale messa in sicurezza della falda acquifera inquinata e dei corpi idrici superficiali ove sono presenti - secondo lo studio prodotto dalla Regione Basilicata nell’aprile 2006 - centinaia di siti inquinati con idrocarburi e IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), composti alifatici cancerogeni, solfati, metalli pesanti in acque superficiali e di falda.

E’ grave che, per rilanciare la Val Basento, la Regione Basilicata abbia rinunciato a varare un vero programma di sviluppo alternativo all’industrializzazione chimica ed energetica degli anni passati. Non è accettabile che intenda ancora oggi perseguire uno sviluppo basato sul petrolchimico, sulle megacentrali elettriche, i megastoccaggi di gas e sullo smaltimento e trasformazione di rifiuti industriali tossici e nocivi quali l’ECOIL - ritornata in auge in questi ultimi mesi - dopo che nella passata legislatura la Regione ne aveva bocciato il progetto per incompatibilità ambientali. Così come non è ipotizzabile “esportare questi problemi in Val d’Agri e nelle Valli del Sauro-Camastra” con la scusa dell’emergenza Valbasento.

Si continua, purtroppo, a proporre per la Val Basento un’industrializzazione “terzomondista” che ha già causato enormi danni a cose e persone. I 32 chilometri della Valbasento, perimetrati come sito di interesse nazionale, presentano un quadro desolante sotto tutti i punti di vista, risultato di decenni di “prendi i soldi e scappa”, così come ha fatto l’ENI che, invece di “pagare per aver inquinato”, ha intrapreso lunghissimi contenziosi legali che bloccano definitivamente le potenzialità di sviluppo durevole della Basilicata e ritardano la bonifica. In nome di quale principio La Regione Basilicata intende ora affrancare le responsabilità degli industriali per la Val Basento? Perché a pagare i danni delle industrie debba essere ancora una volta la collettività, con prezzi elevatissimi sulla salute dei cittadini e dei lavoratori?

Dopo decenni di inquinamento è necessario - secondo il nostro Coordinamento - perseguire per la Valbasento uno sviluppo pulito e durevole basato ad esempio sull’ industria elettronica, sui nuovi materiali per la bioedilizia e sul solare capaci di attuare vere “compensazioni ambientali” in una regione oggi martoriata ed asservita agli interessi delle multinazionali petrolifere. Si potrebbe in proposito utilizzare parte del “tesoretto” di fondi non utilizzati che la Regione avrebbe già incassato in base all’accordo ENI-Regione sul petrolio in Val d’Agri che ammonterebbero ad oltre 200.000.000 € (almeno secondo alcune stime non ufficiali) che non può finire nelle tasche di chi continua ad inquinare.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it