Nuova interrogazione
del consigliere regionale Cosimo Latronico (Fi) "sullo
lo stato di realizzazione della rete di monitoraggio per la
misurazione delle ricadute ambientali nell'area della Val
d'Agri interessata dalle attività di ricerca e da quelle
estrattive, in attuazione del protocollo d'intesa sottoscritto
tra Regione ed Eni nel 1999". Di questo argomento si
è discusso alcuni giorni
fa in terza Commissione, dove però "sono state
fornite oralmente risposte generiche e comunque non soddisfacenti
le
specifiche richieste". E quindi Latronico torna a chiedere
"come è stato, in questi ultimi otto anni, e come
viene, attualmente, assicurato il monitoraggio ambientale
nella Val d'Agri e quali sono gli esiti dello stesso, pur
in assenza della realizzazione e del funzionamento della prevista
rete sistematica di misurazione delle emissioni".
L'esponente
di Forza Italia ricorda ancora una volta che gli accordi sottoscritti
dalla regione con l'Eni e con la Total prevedono "la
realizzazione nelle aree della Val d'Agri interessate dalle
attività estrattive, con il contributo degli stessi
titolari delle concessioni, di una rete di monitoraggio per
la misura delle relative ricadute ambientali sul territorio
e sulle popolazioni residenti". Ma ad oggi "gli
unici dati disponibili risultano quelli derivati da rilevazioni
effettuate dall'Eni (soggetto che controlla se stesso) e quelli
relativi alla "Caratterizzazione qualitativa delle matrici
ambientali nell'area della Val d'Agri" diffusi dalla
società
Metapontum Agrobios a seguito di un incarico affidato a quest'ultima
società dalla Regione Basilicata nel 2001".
E in ogni caso
"non si è ancora proceduto alla messa in opera
di un sistema di monitoraggio organizzato in rete di misura
delle emissioni, rete chimico-fisica in automatico con prelievo
di campioni ed analisi in laboratorio, rete di biomonitoraggio,
rete remote sensing, rete sismica", secondo quanto previsto
da una delibera del 1999.