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[Data di pubblicazione: 25/01/2008]
 
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>TUTELA NATURA: TRA IL DIRE E IL FRE C'E' DI MEZZO IL MARE
>di OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista

 
     
     

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - rileva come le politiche regionali per le aree protette siano ancora molto distanti da una reale tutela della natura, programmata dalla Regione attraverso gestioni efficienti che integrino le aree protette regionali con quelle nazionali.

L'enfasi dell'Assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, in occasione della presentazione delle aree protette "Natura 2000" in Basilicata contrasta infatti con i ritardi nell'istituzione dei parchi regionali del Vulture e dei Calanchi, oggetto solo di annunci e proclami o in occasione di richieste di fondi comunitari - che vengono dirottati in altri settori produttivi - o in ennesimi studi. E' nuovamente scomparso dall'agenda politica nazionale e regionale il Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, il cui Decreto non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, nonostante la firma annunciata
del Presidente Napolitano il giorno di festività dell’ 8 dicembre 2007, mentre la Regione sembra aver rinunciato al Parco Nazionale del Pollino, alle prese con irrisolti problemi gestionali e progetti di sfruttamento distruttivi delle sue risorse naturali, nonostante il cambio degli organi di vertice.

La OLA, quasi quotidianamente, denuncia la scarsa tutela accordata ai SIC e le ZPS ed ai parchi lucani per i quali, tra l'altro, sono del tutto irrisori i fondi per le gestione ordinaria, mentre la tutela accordata resta sulla carta ove si guardi alle autorizzazioni regionali per ricerche petrolifere e oleodotti che producono degrado ed inquinamento, infrastrutture viarie e turistiche, impianti eolici, tagli boschivi, captazioni idriche, prelievi di inerti fluviali, discariche, etc. Non basta evidentemente affermare che la Regione Basilicata tutela un terzo del suo territorio pari a 290 mila ettari ed evocare un "ambiente
senza prigioni" senza operare uno sforzo di programmazione e di crescita culturale che coinvolga effettivamente le comunità ed i parchi in Basilicata, ancora "confinati" al ruolo di cenerentola della programmazione regionale.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it