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[Data di pubblicazione: 01/02/2008]
 
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>RIFIUTI: NO ALLA POLITICA DELL'EMERGENZA E DEI COSIDDETTI TERMOVALORIZZATORI >ALIAS INCENERITORI IN BASILICATA
>di OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista

 
     
     

Mentre la “monnezza” di 18 comuni del potentino dovrà finire nella megadiscarica di Salandra (Mt) per la dichiarata indisponibilità dell'inceneritore di Potenza – in località Pallareta - che si intende ampliare e, mentre, si prevede l'ampliamento delle discariche comunali di Venosa e Genzano di Lucania, si apprende che una quantità imprecisata di rifiuti campani e di cosiddette “ecoballe alias CDR” o “tritovagliato” contenente, secondo la magistratura campana, sostanze tossiche e nocive, finirà bruciata nell'inceneritore Fenice di Melfi che, dopo aver causato il fallimento della raccolta differenziata nell'area nord della
regione, si appresterebbe a diventare “modello” per la nuova politica della "termovalorizzazione" dei rifiuti in Basilicata.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - nel ribadire il proprio “no” all'importazione di rifiuti extra-regionali sia urbani sia industriali, evidenzia come la Regione Basilicata non sia dotata di proprio Piano aggiornato dei Rifiuti mentre le Province sono in forte ritardo nell'attuazione dei programmi territoriali. I milioni di tonnellate di rifiuti campani stanno ipotecando il futuro della programmazione regionale senza considerare che la Basilicata già paga un costo elevatissimo in termini ambientali e di salute per lo smaltimento di rifiuti
industriali extraregionali, tossici e nocivi, con oltre 400 tonnellate al giorno smaltite a Tecnoparco in Val Basento, in base alle deroghe - rispetto alla legge che ne fa invece divieto di importazione - rilasciate dalla Regione Basilicata, con ingenti quantitativi di conferimento autorizzati di recente presso le piattaforme di Guardia Perticara e Paterno, le quali stoccano rifiuti chimici e di perforazione petrolifera, di cui recentemente sempre la Regione ha autorizzato l'ampliamento.

La OLA sollecita, pertanto, la Regione Basilicata all'approvazione del Piano dei Rifiuti capace di ricondurre nella logica di programmazione lo stato di emergenza indotto dalla Campania che finisce per favorire solo le società private interessate al business dei rifiuti, alla realizzazione di megadiscariche ed ampliamento di quelle esistenti, inceneritori presentati come "termovalorizzatori" o peggio cementifici e centrali e biomassa presentate come ecologicamente sostenibili solo per il fatto di utilizzare rifiuti come combustibile.

La OLA nelle prossime settimane lancerà la campagna "Stop Rifiuti”, tesa a ridurre la produzione dei rifiuti e per chiedere che in Basilicata si passi finalmente alla "raccolta differenziata" ponendo il raggiungimento del 50% di raccolta differenziata entro il 2009, al recupero ed al riciclo dei rifiuti. I cittadini lucani potranno segnalare sul nostro sito (www.olambientalista.it) la situazione dei rifiuti nei comuni di residenza, la situazione per quanto concerne raccolta differenziata nel proprio comune e le eventuali problematiche di inquinamento dovuto alla loro non corretta gestione da parte delle istituzioni competenti, segnalando altresì comportamenti di cittadini ritenuti sanzionabili in base alle leggi.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it