Mentre
la monnezza di 18 comuni del potentino dovrà
finire nella megadiscarica di Salandra (Mt) per la dichiarata
indisponibilità dell'inceneritore di Potenza in
località Pallareta - che si intende ampliare e, mentre,
si prevede l'ampliamento delle discariche comunali di Venosa
e Genzano di Lucania, si apprende che una quantità imprecisata
di rifiuti campani e di cosiddette ecoballe alias CDR
o tritovagliato contenente, secondo la magistratura
campana, sostanze tossiche e nocive, finirà bruciata
nell'inceneritore Fenice di Melfi che, dopo aver causato il
fallimento della raccolta differenziata nell'area nord della
regione, si appresterebbe a diventare modello per
la nuova politica della "termovalorizzazione" dei
rifiuti in Basilicata.
La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) Coordinamento territoriale di
Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - nel ribadire
il proprio no all'importazione di rifiuti extra-regionali
sia urbani sia industriali, evidenzia come la Regione Basilicata
non sia dotata di proprio Piano aggiornato dei Rifiuti mentre
le Province sono in forte ritardo nell'attuazione dei programmi
territoriali. I milioni di tonnellate di rifiuti campani stanno
ipotecando il futuro della programmazione regionale senza
considerare che la Basilicata già paga un costo elevatissimo
in termini ambientali e di salute per lo smaltimento di rifiuti
industriali extraregionali, tossici e nocivi, con oltre 400
tonnellate al giorno smaltite a Tecnoparco in Val Basento,
in base alle deroghe - rispetto alla legge che ne fa invece
divieto di importazione - rilasciate dalla Regione Basilicata,
con ingenti quantitativi di conferimento autorizzati di recente
presso le piattaforme di Guardia Perticara e Paterno, le quali
stoccano rifiuti chimici e di perforazione petrolifera, di
cui recentemente sempre la Regione ha autorizzato l'ampliamento.
La OLA sollecita,
pertanto, la Regione Basilicata all'approvazione del Piano
dei Rifiuti capace di ricondurre nella logica di programmazione
lo stato di emergenza indotto dalla Campania che finisce per
favorire solo le società private interessate al business
dei rifiuti, alla realizzazione di megadiscariche ed ampliamento
di quelle esistenti, inceneritori presentati come "termovalorizzatori"
o peggio cementifici e centrali e biomassa presentate come
ecologicamente sostenibili solo per il fatto di utilizzare
rifiuti come combustibile.
La OLA nelle
prossime settimane lancerà la campagna "Stop Rifiuti,
tesa a ridurre la produzione dei rifiuti e per chiedere che
in Basilicata si passi finalmente alla "raccolta differenziata"
ponendo il raggiungimento del 50% di raccolta differenziata
entro il 2009, al recupero ed al riciclo dei rifiuti. I cittadini
lucani potranno segnalare sul nostro sito (www.olambientalista.it)
la situazione dei rifiuti nei comuni di residenza, la situazione
per quanto concerne raccolta differenziata nel proprio comune
e le eventuali problematiche di inquinamento dovuto alla loro
non corretta gestione da parte delle istituzioni competenti,
segnalando altresì comportamenti di cittadini ritenuti
sanzionabili in base alle leggi.