I
dati APAT - indicati nel Rapporto Rifiuti 2007 - presentati
ieri, confermano come la Basilicata sia ancora molto distante
dalle regioni più virtuose, per quanto riguarda la produzione
e gestione dei rifiuti. A fronte di quantità di rifiuti
solidi urbani pro-capite di 401 Kg prodotti nel 2007 in Basilicata,
che pongono la regione agli ultimi posti tra le regioni italiane
(Basilicata 401 kg , Molise 405 kg, Calabria 476 kg, Friuli
Venezia Giulia 492 kg e Trentino Alto Adige 495 kg), si registra
un incremento assoluto di rifiuti pro-capite in Basilicata,
tra il 2005 e il 2006, pari a + 4,1 %. Percentuale questa elevata,
inferiore solo alla Puglia (+5,1%) e alla Sicilia (+4,2%).
È il
Trentino Alto Adige la regione con una maggiore percentuale
di raccolta differenziata (49,1%), seguita a ruota da Veneto
(48,7%), Lombardia (43,6%) e Piemonte (40,8%). Fanalini di
coda per la raccolta differenziata sono il Molise, con una
percentuale di raccolta del 5%, la Sicilia (6,6%) e la Basilicata
(7,8%). Questa situazione è aggravata dai rifiuti industriali
pericolosi e non pericolosi che mostrano percentuali in netto
aumento in Basilicata che si conferma come la pattumiera
dItalia, se si guarda anche allimportazione di
rifiuti extraregionali. Il quadro tracciato dallAPAT
- evidenzia la OLA - richiede che la Regione Basilicata passi
finalmente dalle enunciazioni dintenti ai fatti, attuando
azioni capaci di bloccare ed invertire la tendenza allaumento
di produzione pro-capite di rifiuti. E necessario -
secondo la OLA - una raccolta differenziata capillare su tutto
il territorio regionale capace di scongiurare il proliferare
di discariche legali ed illegali ed il ricorso ai termovalorizzatori/inceneritori
proposti in sede istituzionale in una visione impiantistica
del problema, che rischia solo di portare la regione nell'emergenza,
aggravata tra l'altro dallimportazione di rifiuti extraregionali.
La OLA in proposito
chiede che la Regione Basilicata dia per prima lesempio
e sospenda le autorizzazioni allimportazione dei rifiuti
industriali e urbani extraregionali con lemanazione
di una legge che introduca premialità ed incentivi
per i comuni ricicloni che realizzano percentuali
elevate di raccolta differenziata certificata capace di innescare
comportamenti virtuosi anche da parte dei cittadini.
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