[Data di pubblicazione: 21/02/2008]ola
 
 
Matera, interrogazione su smaltimento RSU
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: VINCENZO D'AMBROSIO | CONSIGLIERE PROVINCIALE
 
   
   

Al Presidente della Provincia
per il tramite del Presidente del Consiglio

Oggetto: Interrogazione urgente a risposta orale concernente le modalità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani .

Preso atto
- delle recenti dichiarazioni di alcuni rappresentanti istituzionali che tornano a parlare della necessità di realizzare termovalorizzatori in Basilicata per far fronte ad una prossima e non ben specificata “emergenza rifiuti” senza un percorso politico-programmatico trasperente;

- che nel 2001 e 2002 la Regione Basilicata e le Provincie di Matera e Potenza approvarono i piani di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Preso atto inoltre

- che l’obbiettivo principale stabilito dalla normativa europea e nazionale è il controllo e la riduzione della produzione dei rifiuti nonché lo smaltimento in sicurezza del residuo inutilizzabile della raccolta differenziata;
- che i dati forniti dall’APAT nei rapporti annuali sui rifiuti, non quindi dagli organismi locali, se fondati su informazioni certe, mostrano un trend, in un’arco temporale che va dal 2000 al 2005 a dir poco soncertante se si considera il progressivo calo della popolazione residente ( 600.000 abitanti nel 2000, 593.000 nel 2005) al quale non corrisponde un calo, bensì un aumento della produzione di rifiuti (229 mila tonnellate nel 2000, 268 mila nel 2005).

Considerato

- il dato della raccolta differenziata al disotto del 5% ed una progressiva e inarrestabile diminuizione della capienza residua delle discariche che, se nel 2002 erano 31, nel 2005 si riducono a 12. Attualmente nella nostra provincia sono attive ed effettivamente disponibili 3 discariche;
- che alla gestione “incontrollata” dell’intero ciclo dei rifiuti si aggiunge la mancata adozione del regime tariffario nello smaltimento che sottrae ai cittadini la possibilità di pagare di meno per lo smaltimento definitivo del proprio rifiuto, a conclusione –si intende- di una separazione a monte del rifiuto/prodotto recuperabile e riciclabile o, nel peggiore dei casi, continuando con lo stesso esborso a fronte, però, di un miglioramento complessivo del servizio attraverso, per esempio, la raccolta “porta a porta”.

Considerato inoltre

- le ipotesi in campo circa nuove e più consistenti deleghe alle province nella gestione dei rifiuti, l’organizzazione territoriale in consorzi dei comuni permetterebbe di superare gli svantaggi che derivano da una presunta antieconomicità dovuta alla scarsa consistenza demografica degli attuali bacini di riferimento, rendendo, così, economicamnte e socialmente sostenibile il ciclo virtuoso della raccolta, recupero e riciclo dell’80% dei rifiuti, il restante 20% non giustificherebbe in nessuna misura la realizzazione di un termovalorizzatore. Soluzione quest’ultima incoprensibile anche allo stato attuale a meno che non si pensi all’ingresso massiccio in regione di combustibile da rifiuto (cdr), non sottoposto all’obbligo dello smaltimento in loco e forse anche allo smaltimento di rifiuti spaciali.

Si chiede

- quale sia la posizione dell’Ente Provincia su questa delicata questione, ed in particolare l’importanza che si attribuisce all’incenerimento dei rifiuti e quindi alla filiera industriale e quanta, invece alla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso il metodo “porta a porta”.


OLA - ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA | FOUNDED 2006 | E-mail: ola@olambientalista.it | Mobile: + 39 393 5451603 | Fax: 0971.1830169