Al Presidente
della Provincia
per il tramite del Presidente del Consiglio
Oggetto:
Interrogazione urgente a risposta orale concernente le modalità
di smaltimento dei rifiuti solidi urbani .
Preso atto
- delle recenti dichiarazioni di alcuni rappresentanti istituzionali
che tornano a parlare della necessità di realizzare termovalorizzatori
in Basilicata per far fronte ad una prossima e non ben specificata
emergenza rifiuti senza un percorso politico-programmatico
trasperente;
- che nel 2001
e 2002 la Regione Basilicata e le Provincie di Matera e Potenza
approvarono i piani di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Preso atto
inoltre
- che lobbiettivo
principale stabilito dalla normativa europea e nazionale è
il controllo e la riduzione della produzione dei rifiuti nonché
lo smaltimento in sicurezza del residuo inutilizzabile della
raccolta differenziata;
- che i dati forniti dallAPAT nei rapporti annuali sui
rifiuti, non quindi dagli organismi locali, se fondati su informazioni
certe, mostrano un trend, in unarco temporale che va dal
2000 al 2005 a dir poco soncertante se si considera il progressivo
calo della popolazione residente ( 600.000 abitanti nel 2000,
593.000 nel 2005) al quale non corrisponde un calo, bensì
un aumento della produzione di rifiuti (229 mila tonnellate
nel 2000, 268 mila nel 2005).
Considerato
- il dato della
raccolta differenziata al disotto del 5% ed una progressiva
e inarrestabile diminuizione della capienza residua delle discariche
che, se nel 2002 erano 31, nel 2005 si riducono a 12. Attualmente
nella nostra provincia sono attive ed effettivamente disponibili
3 discariche;
- che alla gestione incontrollata dellintero
ciclo dei rifiuti si aggiunge la mancata adozione del regime
tariffario nello smaltimento che sottrae ai cittadini la possibilità
di pagare di meno per lo smaltimento definitivo del proprio
rifiuto, a conclusione si intende- di una separazione
a monte del rifiuto/prodotto recuperabile e riciclabile o, nel
peggiore dei casi, continuando con lo stesso esborso a fronte,
però, di un miglioramento complessivo del servizio attraverso,
per esempio, la raccolta porta a porta.
Considerato
inoltre
- le ipotesi in
campo circa nuove e più consistenti deleghe alle province
nella gestione dei rifiuti, lorganizzazione territoriale
in consorzi dei comuni permetterebbe di superare gli svantaggi
che derivano da una presunta antieconomicità dovuta alla
scarsa consistenza demografica degli attuali bacini di riferimento,
rendendo, così, economicamnte e socialmente sostenibile
il ciclo virtuoso della raccolta, recupero e riciclo dell80%
dei rifiuti, il restante 20% non giustificherebbe in nessuna
misura la realizzazione di un termovalorizzatore. Soluzione
questultima incoprensibile anche allo stato attuale a
meno che non si pensi allingresso massiccio in regione
di combustibile da rifiuto (cdr), non sottoposto allobbligo
dello smaltimento in loco e forse anche allo smaltimento di
rifiuti spaciali.
Si chiede
- quale sia la posizione dellEnte Provincia su questa
delicata questione, ed in particolare limportanza che
si attribuisce allincenerimento dei rifiuti e quindi alla
filiera industriale e quanta, invece alla raccolta differenziata
dei rifiuti attraverso il metodo porta a porta.