Lo spopolamento
e lemigrazione inizia a mostrare i lati duri del problema.
In Basilicata, mentre crescono i bilanci delle lobby petrolifere
e sono spariti i fondi dellObiettivo 1, che potevano garantire
un minimo di sviluppo allimprenditoria locale, si vogliono
chiudere scuole ed ospedali. Prima lospedale di Stigliano,
ora la scuola elementare di Rotondella 2.
Tra circa trent'anni
per logiche matematiche e statistiche in considerazione dello
spopolamento nel Metapontino (e non nelle zone interne) avremo
il 50% della popolazione in meno, se non si invertono drasticamente
le politiche di sviluppo e di mantenimento delle economie locali
in prevalenza tutta agricola e turistica. I pochi rimasti non
possono vivere di compensazioni e royalites. Senza contare il
fatto che anche le royalites finiranno, e allora cosa rimarrà
in Basilicata? Quattro anziani e
un pozzo nero di rifiuti? Chiudere le scuole e gli ospedali
significa incrementare lemigrazione e lo
spopolamento. I cittadini che vivono in Basilicata pagano le
tasse come tutti gli italiani ed hanno diritto allistruzione
come tutti gli altri cittadini italiani. Un bambino di sei anni
di Rotondella 2 non può diventare già pendolare
per imparare a leggere e scrivere. Quando manca il lavoro ci
si arrangia, ma se viene a mancare anche un buon servizio sulla
scuola primaria, allora le famiglie vanno via.
Rotondella 2 rappresenta
lultima ancora per evitare il definito spopolamento di
Rotondella già vittima del centro nucleare Enea-Sogin
che non gli ha permesso uno sviluppo urbanistico sul mare. Rotondella
2 rappresenta anche il riscatto della società Rotondellese
che è riuscita a creare grazie anche allinsediamento
della zona artigianale circa 200 posti di lavoro in circa dieci
anni contro gli stessi creati dal centro nucleare in circa 40
anni. Le logiche delle finanziarie non possono penalizzare chi
paga i servizi solo perché vive in una piccola regione.
Se poi ce da tagliare costi inutili, di enti da
ridimensionare o eliminare ce ne sono molti (Province,
Aatoo, Consorzi, Comunità Montane) ma non toccate le
scuole. Anzi è ora di rivedere lo stato penoso degli
istituiti scolastici della provincia e
di spendere i fondi pubblici per il risanamento e le manutenzioni
degli istituti.