[Data di pubblicazione: 03/03/2008]ola
 
 
Giù le mani da scuole ed ospedali
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: MOVIMENTO NOSCORIE TRISAIA
 
   
   

Lo spopolamento e l’emigrazione inizia a mostrare i lati duri del problema. In Basilicata, mentre crescono i bilanci delle lobby petrolifere e sono spariti i fondi dell’Obiettivo 1, che potevano garantire un minimo di sviluppo all’imprenditoria locale, si vogliono chiudere scuole ed ospedali. Prima l’ospedale di Stigliano, ora la scuola elementare di Rotondella 2.

Tra circa trent'anni per logiche matematiche e statistiche in considerazione dello spopolamento nel Metapontino (e non nelle zone interne) avremo il 50% della popolazione in meno, se non si invertono drasticamente le politiche di sviluppo e di mantenimento delle economie locali in prevalenza tutta agricola e turistica. I pochi rimasti non possono vivere di compensazioni e royalites. Senza contare il fatto che anche le royalites finiranno, e allora cosa rimarrà in Basilicata? Quattro anziani e
un pozzo nero di rifiuti? Chiudere le scuole e gli ospedali significa incrementare l’emigrazione e lo
spopolamento. I cittadini che vivono in Basilicata pagano le tasse come tutti gli italiani ed hanno diritto all’istruzione come tutti gli altri cittadini italiani. Un bambino di sei anni di Rotondella 2 non può diventare già pendolare per imparare a leggere e scrivere. Quando manca il lavoro ci si arrangia, ma se viene a mancare anche un buon servizio sulla scuola primaria, allora le famiglie vanno via.

Rotondella 2 rappresenta l’ultima ancora per evitare il definito spopolamento di Rotondella già vittima del centro nucleare Enea-Sogin che non gli ha permesso uno sviluppo urbanistico sul mare. Rotondella 2 rappresenta anche il riscatto della società Rotondellese che è riuscita a creare grazie anche all’insediamento della zona artigianale circa 200 posti di lavoro in circa dieci anni contro gli stessi creati dal centro nucleare in circa 40 anni. Le logiche delle finanziarie non possono penalizzare chi paga i servizi solo perché vive in una piccola regione. Se poi c’e’ da tagliare costi inutili, di enti da
ridimensionare o eliminare c’e’ ne sono molti (Province, Aatoo, Consorzi, Comunità Montane) ma non toccate le scuole. Anzi è ora di rivedere lo stato penoso degli istituiti scolastici della provincia e
di spendere i fondi pubblici per il risanamento e le manutenzioni degli istituti.


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