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Egr. On. FRANCESCO RUTELLI
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Via Frecce Tricolori, Roma
Egr.
On. IGNAZIO LOIERO
Presidenza Regione Calabria
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APPELLO
URGENTE PER LA SALVAGUARDIA DEL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE
ARMI
(CERCHIARA DI CALABRIA)
Onorevole
Ministro Rutelli,
Onorevole Presidente Loiero,
lincantesimo che offre il santuario di Santa Maria delle
Armi (bene vincolato ai sensi del D.L. 29.10.1999) è
il riflesso sensibile della sua lunga storia e della sua peculiare
identità. Nelle origini di eremo bizantino risiedono
le ragioni della posizione isolata e arroccata, e nei tempi
e nei modi dei successivi ammodernamenti quelle della sequenza
planimetrica e stratigrafica dei fabbricati: unarticolazione
che determina, assecondando limpervia orografia del
sito, un percorso dalla corte daccesso al santuario
connotato da continue scoperte, scandito da emozionanti
prospettive aperte sulla Piana di Sibari e verso la montagna.
Riteniamo, per questo, che inserire un nuovo edificio moderno
in cemento armato da adibire a Punto Informativo del
Parco Nazionale del Pollino e Punto Vendita Prodotti Tipici,
a meno di quaranta metri dal complesso architettonico, in
un quadro così delicato, sia un danno irreparabile
allidentità estetica, storica e culturale del
bellissimo complesso architettonico.
Negli oltremodo sbrigativi nulla osta non si fa alcun cenno
sulla tipologia e qualità dellimpatto del Punto
Informativo del Parco Nazionale del Pollino e Punto Vendita
Prodotti Tipici con lesistente e se, specificatamente,
sia per questo in pericolo lintegrità del
bene tutelato, se ne sia danneggiata la prospettiva o la luce
o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro;
è evidente che ciò disattende lo spirito ormai
decennale di unimportante conquista legislativa e storiografica
della tutela riguardante i beni culturali: la consapevolezza
che il bene non può essere contemplato solo nel suo
aspetto intrinseco, ma deve essere pienamente riflesso nella
piena integrità visiva e paesaggistica, specie se si
tratta di un monumento isolato in un determinato contesto
naturale. La conservazione integrale non può
difatti presupporre una preferenza di carattere strumentale
che ne tuteli e salvaguardi in modo astratto solo il perimetro
materiale, ma deve tendere a preservare anche il valore dellidentità
e del rapporto storico, culturale ed estetico con la precisa
peculiarità ambientale in cui il bene è da sempre
inserito.
Ci appelliamo a Lei, Onorevole Presidente Loiero, soprattutto
alla luce nefasta dellodierna situazione dello stato
del patrimonio storico-culturale della Calabria: siti archeologici,
complessi architettonici, centri storici, coste, parchi nazionali,
abbandonati a se stessi o in preda a fuorvianti e malintese
politiche di valorizzazione. Speculazioni, abusivismi,
indifferenza; manufatti storici lasciati allo stato di totale
abbandono e decadenza, progetti megagalattici di ingenti colate
di cemento nei più incantevoli siti ambientali del
Mediterraneo, inutili strutture ricettive edificate a pochi
metri da importanti complessi monumentali, centri storici
ormai irriconoscibili, il primeggiare indiscusso di una predisposizione
quasi genetica al brutto, allinsulso, allinutile.
Un vero e proprio assalto armato, dunque, al patrimonio culturale;
una strategia anarchica e senza comando apparente a cui va
al più presto posto rimedio. Un rimedio pragmatico
e al contempo necessariamente ideale, morale e culturale.
Ci appelliamo a Lei, Onorevole Ministro Rutelli, in quanto
lautorità e lufficialità di alcuni
dei progetti di valorizzazione trovano ispirazione,
sostegno e attuazione concreta nelle candide sale delle istituzioni
e degli enti locali e ciò, naturalmente, con levidente
svilimento del ruolo e del valore istituzionale, garantito
dallarticolo 9 della Costituzione repubblicana, in cui
è lo Stato stesso a farsi tutore del patrimonio storico
e artistico della Nazione. Questo aspetto è primario
giacché fuorviante anche per una corretta educazione
civica, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.
Il messaggio è chiaro: se è un Comune, un Ente
Parco a deturpare, alterare, condonare, a non rispettare luoghi
simbolo, non è comprensibile come un privato, un imprenditore,
non dovrebbe fare altrettanto. È evidente che i cosiddetti
scempi autorizzati, patrocinati, voluti e finanziati dallalto,
rischiano solo di screditare il ruolo istituzionale degli
enti preposti al controllo e alla pianificazione del territorio,
tutori degli interessi collettivi e generali di unintera
comunità civica, che si ritrova dun tratto impoverita,
ingannata e smarrita.
Le chiediamo espressamente, dunque, non solo di attivarsi
concretamente per annullare questa edificanda costruzione,
ma di decretare anche una specifica fascia di protezione,
vincolo indiretto o area di rispetto, in modo da custodire,
anche per il futuro, lintegrità del santuario
di Santa Maria delle Armi.
Chiediamo a Voi, ispirati dal buon senso istituzionale, etico
e culturale, di adoperarvi non solo nel contrastare la decisione
del Comune e dellEnte Parco di edificare il Punto
Informativo in quel contesto, ma soprattutto di impegnarvi
convintamente per un necessario risanamento dellarea
interessata, affinché questo sia un primo importante
passo di un cambiamento necessario contro un errato modello
di sviluppo che fin troppo Mezzogiorno ha già deturpato.