[Data di pubblicazione: 05/04/2008]ola
 
 
La Regione istituisca il Parco della Magna Grecia
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: MOVIMENTO NOSCORIE TRISAIA
 
   
   

Apprezziamo che si inizi a parlare, da parte della Regione, del Parco Marino della Magna Grecia. Dobbiamo, però, evidenziare come l'Assessore all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, per il momento si sia limitato a prevedere studi e chiedere informalmente al Ministero dell'Ambiente l'istituzione di un'area protetta marina. Auspichiamo, pertanto, che la Regione recuperi il tempo perso per l'istituzione di nuove aree protette in Basilicata e tuteli anche gli habitat terrestri e la costa. Il Parco della Magna Grecia dovrebbe, infatti, includere, a nostro avviso, anche la terra ferma ed estendersi ai territori rivieraschi dei paesi del Metapontino al fine di integrare le comunità ed i territori altrimenti esclusi.

Infatti, la condizione vincolante per creare nuovi parchi è e resta la tutela e la salvaguardia concreta del territorio della fascia Ionica, purtroppo interessato di recente da insediamenti turistici alle foci fluviali con cementificazione e distruzione della duna costiera e foci fluviali per scopi balneari e turistici. Ma ciò che preoccupa No Scorie è che sul lato destro del fiume Sinni, in prossimità della Riserva Naturale di Bosco Pantano di Policoro (è anche un Sito di Importanza Comunitario) è presente una discarica illegale di rifiuti tossici e nocivi, forse di metalli pesanti, tra cui (come riportato dalla stampa) il cromo e il vanadio (il sito interessato è di 5.000 mq ). L'area è stata già sequestrata dai Carabinieri nel 1993 e successivamente nel 1994, ed oggetto d'inchiesta da parte della magistratura. I rifiuti tossici in oggetto sono stati mescolati con il terreno ed i Carabinieri di Policoro all'epoca scoprirono la discarica grazie all'ausilio di un elicottero che rilevò variazioni strane di colore sul terreno. La discarica in oggetto, forse per una strana coincidenza, si trova proprio vicino la condotta Enea-Sogin oggetto di bonifica a seguito dell'incidente radioattivo avvenuto anni addietro per contaminazione e per il quale la condotta solo in parte è stata di recente sostituita. La discarica in oggetto, a causa del fenomeno dell'erosione della costa Ionica, rischia di finire in mare contaminando anche le acque. Il pericolo di contaminazione nel tratto in questione interesserebbe così le spiagge di Policoro, Rotondella e Nova Siri. Si tratta di una minaccia per la salute dei bagnanti, per la fauna e flora marittima e l'economia turistica della zona. Questa volta nessuno può sollevare "accuse di allarmismo" perché il problema è stato posto alle istituzioni in più occasioni e persino al Tavolo della Trasparenza, senza che nessuno abbia risolto il problema. Chiediamo pertanto a Provincia e Regione di bonificare la zona interessata così come è stato fatto per Fosso Lavandaio di Pisticci. Facciamo a mezzo stampa richiesta all'Arpab di monitorare il litorale per gli inquinanti in questione oltre a quelli che normalmente sono rilevati per l'inquinamento urbano e di renderne noti i dati. Chiediamo inoltre ai sindaci dei comuni interessati di istituire un tavolo di lavoro per la bonifica dell'area. La Provincia di Matera può anticipare le spese di bonifica utilizzando risarcimenti nucleari che incamererà per la presenza del Centro nucleare della Trisaia di Rotondella, nell'attesa che la Giustizia imputi le spese di bonifica ai veri responsabili, tutt'ora rimasti ignoti.


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